Palazzo Ducale Genova ospiterà oltre 140 capolavori della Collezione Scharf: due secoli di pittura europea, da Goya a Monet, Renoir e Cézanne, dietro cui si nasconde una straordinaria storia di famiglia.
Dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027 il Sottoporticato di Palazzo Ducale a Genova accoglierà per la prima volta in Italia oltre 140 opere provenienti da una delle più importanti collezioni private tedesche: la Collezione Scharf. La mostra, intitolata Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne – 200 anni di Arte dalla Collezione Scharf, sarà curata dalla direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa e offrirà un viaggio in due secoli di pittura europea, dal Realismo all’arte contemporanea, con capolavori di Goya, Monet, Renoir, Cézanne, Bonnard, Matisse, Léger, Tony Cragg e Katharina Grosse.
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Come ricorda l’annuncio ufficiale di Palazzo Ducale Genova, si tratta di una collezione «per molto tempo rimasta riservata», che oggi esce dall’ambito strettamente privato per incontrare il grande pubblico.
Che cos’è la Collezione Scharf
La Collezione Scharf è considerata una delle più importanti raccolte private della Germania. Le opere coprono un arco cronologico che va dal 1810 al 2020, con una particolare attenzione all’arte francese del XIX e XX secolo. Il cuore della raccolta è costituito da dipinti, disegni e stampe che tracciano un percorso dal Realismo ottocentesco alle sperimentazioni più recenti.
Ne fanno parte capolavori di maestri come Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Pierre Bonnard, Edgar Degas, Henri de Toulouse-Lautrec, Henri Matisse e Fernand Léger, accanto a opere di artisti contemporanei quali Tony Cragg e Katharina Grosse. Non è solo una parata di grandi nomi: il filo conduttore è l’evoluzione della pittura tra figurazione e astrazione, tema che verrà messo in luce anche nel percorso genovese.
La mostra all’Alte Nationalgalerie di Berlino ha presentato la Collezione Scharf per la prima volta su larga scala, con circa 150 opere che raccontano come il Realismo ottocentesco si trasformi progressivamente fino alle ricerche contemporanee. Lì, accanto a Renoir, Bonnard, Degas e Monet, è stata esposta anche una selezione di stampe di Toulouse-Lautrec, interamente conservate all’interno della collezione, a testimonianza dell’ampiezza e della coerenza del nucleo.
Dalla collezione Gerstenberg agli Scharf: una storia di famiglia
La storia della Collezione Scharf è innanzitutto la storia di una famiglia di collezionisti. Le sue radici affondano nella celebre raccolta berlinese di Otto Gerstenberg (1848-1935), fondatore e direttore generale della compagnia assicurativa Victoria-Versicherung Berlin e figura di primo piano del collezionismo berlinese a cavallo tra XIX e XX secolo. La collezione Gerstenberg, incentrata sui pionieri del modernismo e dell’avanguardia francese, fu duramente colpita durante la Seconda Guerra Mondiale, ma la figlia Margarethe Scharf riuscì a salvarne il nucleo principale.
Nel 1961 l’eredità di Otto Gerstenberg passò ai nipoti Walter e Dieter Scharf, che integrarono le opere nelle rispettive collezioni personali dando vita a due rami paralleli. Dieter si orientò in particolare verso il Surrealismo: questo segmento è oggi in prestito permanente alla Collezione Scharf-Gerstenberg di Charlottenburg, a Berlino, dove costituisce un importante punto di riferimento per lo studio del movimento surrealista.
Walter Scharf, insieme alla moglie Eve e al figlio René, consolidò invece il focus sull’arte francese, ampliando la raccolta con opere di Monet, Cézanne, Bonnard, Matisse e Picasso. L’attuale generazione, rappresentata da René Scharf e dalla moglie Christiane, ha proiettato questa tradizione nel presente, orientando gli acquisti verso l’arte moderna e contemporanea – tra gli altri Sam Francis, Sean Scully, Daniel Richter e la stessa Katharina Grosse – con una particolare attenzione al dialogo tra figurazione e astrazione e all’evoluzione della pittura nel lungo periodo.
Ne risulta una collezione che attraversa due secoli non solo di storia dell’arte, ma anche di storia del collezionismo privato in Germania, mostrando come scelte personali e sensibilità familiari possano incidere in profondità sulla configurazione di un grande patrimonio d’arte.
Dal Realismo all’arte contemporanea
Le opere della Collezione Scharf coprono un arco che va dal Realismo ottocentesco fino all’arte più recente. Da un lato, dipinti e disegni testimoniano l’interesse per i pionieri del modernismo e per l’avanguardia francese, dall’altro le opere contemporanee mostrano come quelle ricerche abbiano continuato a influenzare le pratiche artistiche fino ai giorni nostri.
Emblematico, in questo senso, è il dialogo tra i grandi maestri dell’Impressionismo e del Post-impressionismo – Monet, Renoir, Cézanne, Bonnard – e artisti come Katharina Grosse, nota per le sue installazioni monumentali in cui campiture di colore intenso travolgono pareti, soffitti, oggetti e persino edifici e paesaggi interi. In mezzo, figure come Matisse e Léger testimoniano il passaggio a linguaggi sempre più sintetici e astratti.
La mostra genovese riprenderà questa ampiezza di sguardo: il percorso, articolato tra Realismo, Impressionismo, Cubismo e arte contemporanea, metterà in dialogo figurazione e astrazione, seguendo il filo conduttore indicato dalla stessa famiglia Scharf nella costruzione della raccolta.
La prima volta in Italia: cosa arriva a Genova
La tappa di Genova rappresenta il debutto italiano della Collezione Scharf. Dopo le recenti presentazioni in Germania, all’Alte Nationalgalerie di Berlino e al Kunstpalast di Düsseldorf, una selezione di oltre 140 opere approderà al Palazzo Ducale, offrendo al pubblico italiano l’occasione rara di confrontarsi con un nucleo di capolavori solitamente non accessibili.
Oltre ai nomi in evidenza nel titolo – Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne – il progetto genovese, realizzato in collaborazione con la Collezione Scharf e MondoMostre, includerà opere che vanno da Goya a Tony Cragg e Katharina Grosse, passando per Corot, Bonnard, Matisse e Léger. Il tutto a testimoniare non solo il livello delle singole opere, ma anche le «importanti e complesse vicende della storia del collezionismo nel secolo scorso», che la mostra si propone di raccontare.
Dalla galleria immagini diffusa per la stampa emergono, tra gli altri, dipinti come Vaso con fiori (1933) di Pierre Bonnard, Waterloo Bridge (1903) di Claude Monet, Paesaggio fluviale con bagnanti (circa 1885) di Pierre-Auguste Renoir, Laguna (1947) di Henri Matisse, oltre a opere scultoree come il Charles-Léon Gallois di Honoré Daumier e alle celebri litografie di Henri de Toulouse-Lautrec, tra cui il manifesto Divan Japonais (1892-1893).
A Genova queste opere saranno inserite in un racconto unitario, che permetterà di cogliere tanto i singoli capolavori quanto i nessi che li legano in una trama storica e stilistica di lungo periodo.
Informazioni di visita
Foto: Ufficio Stampa
