Dalla fuliggine raccolta tra le macerie di Kharkiv alle nature morte dedicate alla cucina ucraina: le opere di Piers Secunda trasformano la distruzione in memoria e conducono a un archivio sulle responsabilità e sulle sanzioni internazionali.

Pomodori, patate, barbabietole, pane all’aglio. A prima vista, le opere di Piers Secunda sembrano nature morte dedicate alla cucina ucraina. Il nero con cui sono tracciate, però, non è un comune pigmento: proviene da un edificio governativo di Kharkiv distrutto durante l’invasione russa. Il materiale carbonizzato è stato raccolto sul luogo dell’attacco e portato all’artista britannico dal corrispondente di guerra Jerome Starkey. Secunda lo ha quindi lavorato nel proprio studio fino a ottenere un inchiostro, utilizzato per realizzare 21 opere su carta. Più che di ceneri, dunque, sarebbe corretto parlare di carbone e fuliggine recuperati dalle macerie. La precisazione è tecnica, ma non riduce la forza del gesto: l’opera non si limita a rappresentare la distruzione. Ne contiene fisicamente il residuo.

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The Looting of Ukrainian Art and Cuture. 2026. Kharkiv government building charcoal ink on paper 162x132x3cm

I lavori sono esposti fino al 6 settembre 2026 alla Fitzrovia Gallery di Londra nella mostra Nature Morte: The Extermination of Ukraine, risultato di tre anni di ricerche e viaggi compiuti dall’artista nel Paese. Il progetto, tuttavia, non si ferma alle immagini. Dietro i cibi e gli ingredienti disegnati sulla carta si apre un archivio dedicato alle persone che, secondo le fonti raccolte da Secunda e dai ricercatori coinvolti, partecipano alle strutture di potere responsabili della distruzione culturale dell’Ucraina.

I nomi indicati dalla mostra e le sanzioni mancanti

Ogni dipinto contiene un QR code che conduce a una pagina con nomi, fotografie, incarichi e documenti. Complessivamente sono 21 le persone indicate, tutte collegate a uno dei quattro fenomeni esaminati dalla mostra: il saccheggio del patrimonio artistico ucraino, la deportazione dei bambini, il loro indottrinamento e addestramento militare e l’attacco del 2023 alla cattedrale della Trasfigurazione di Odesa. La ricerca sostiene che alcune di queste persone siano già state sanzionate dall’Ucraina o dall’Unione europea, ma non dal Regno Unito. È proprio questo il punto che Secunda vorrebbe portare al centro del dibattito: mostrare non soltanto chi viene indicato dalle autorità e dalle organizzazioni ucraine, ma anche le differenze esistenti tra i diversi regimi internazionali di sanzioni.

The Militarisation of Ukrainian Children. 2026. Kharkiv government building charcoal ink on paper 162x132x3cm

Queste attribuzioni non vengono presentate come sentenze formulate autonomamente dall’artista. Il progetto riunisce fonti aperte, provvedimenti pubblici, testimonianze e articoli apparsi prevalentemente sulla stampa russa, nei quali le persone interessate descrivono direttamente le proprie attività o vengono raccontate mentre le svolgono. A interpretare e contestualizzare gran parte del materiale in lingua russa è stato Vlad Havrilov, storico ucraino e ricercatore sui crimini di guerra. Il suo lavoro esamina in particolare l’impiego della Chiesa ortodossa russa come strumento politico e culturale del Cremlino. Havrilov collabora inoltre a progetti di ricerca con la Georgetown University di Washington e il King’s College di Londra.

I cibi ucraini disegnati con la fuliggine di Kharkiv

Le 21 opere raffigurano ingredienti e piatti tradizionali: borscht, barbabietole, pane pampushky all’aglio, frittelle di patate, cetrioli, okroshka, pesce, polpette di tacchino e pollo alla Kyiv. Secunda ha scelto il cibo perché la trasformazione di un ingrediente in una ricetta è uno dei processi attraverso i quali una cultura si costruisce, si tramanda e diventa riconoscibile. I disegni sono organizzati in tre piramidi e la composizione è verticale. Alla base compaiono gli ingredienti crudi, al centro i piatti preparati e, in cima, il pane. La struttura racconta il passaggio dalla materia alla tradizione, ma riproduce anche una gerarchia di potere: le decisioni prese al vertice scendono progressivamente fino a produrre conseguenze sulla vita delle persone.

Le quattro composizioni si intitolano The Deportation of Ukrainian Children, The Looting of Ukrainian Art and Culture, The Militarisation of Ukrainian Children e The Attempt to Destroy Odesa Cathedral. Le immagini di cibo funzionano così come porte d’accesso a storie molto diverse: opere sottratte ai musei, minori portati in Russia e affidati a famiglie russe, adolescenti sottoposti ad addestramento militare e monumenti religiosi colpiti durante i bombardamenti. Il contrasto è intenzionale. Secunda non mostra direttamente soldati, esplosioni o edifici in rovina. Sceglie oggetti quotidiani e familiari perché la cancellazione culturale non riguarda soltanto i grandi monumenti: passa anche attraverso la lingua, la religione, le ricette, le abitudini e le immagini con cui una comunità riconosce se stessa.

Una mappa con 6.374 luoghi danneggiati

L’archivio digitale nasce combinando fonti pubbliche e interviste con organizzazioni non governative, direttori di musei e archivi, operatori culturali, funzionari, ricercatori e servizi di intelligence. Tra le persone coinvolte figurano Anatolii Hromov, direttore degli Archivi di Stato ucraini, rappresentanti di ICOM Ucraina, responsabili di musei di Kyiv, Kharkiv e Odesa, studiosi del patrimonio culturale e organizzazioni impegnate nella documentazione dei crimini di guerra. Alla mostra si aggiunge una grande mappa che riunisce 6.374 coordinate geografiche associate a luoghi del patrimonio culturale ucraino danneggiati fra il 2022 e il 2026. È un’opera ancora in evoluzione: non pretende di fissare un numero definitivo, ma rende visibile l’estensione geografica di una distruzione che, osservata attraverso singoli attacchi, rischierebbe di apparire frammentaria.

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Il percorso comprende inoltre un film di 40 minuti diretto da David Miller, collaboratore di lunga data di Secunda. Girato in diverse città ucraine, il documentario segue le ricerche dell’artista e raccoglie le testimonianze di archivisti, direttori di musei, operatori culturali e religiosi. Tra gli intervistati compare anche una giurista impegnata nella preparazione di nuove norme che dovrebbero permettere all’Ucraina di chiedere risarcimenti per i siti culturali distrutti.

Dalle macerie del museo di Mosul a quelle di Kharkiv

Da venticinque anni Piers Secunda lavora sulla distruzione della cultura durante guerre, occupazioni e attacchi terroristici. In passato ha utilizzato il carbone recuperato nel museo di Mosul, devastato dall’Isis, per creare disegni dedicati alle opere archeologiche distrutte. Ha inoltre studiato i danni prodotti dai talebani e l’occupazione nazista dell’isola britannica di Alderney. A Kharkiv il procedimento assume un significato ulteriore. Con ciò che resta di un edificio bombardato, Secunda non riproduce le macerie, ma il pane, le verdure e i piatti attraverso i quali un popolo riconosce se stesso. Allo stesso tempo, inserendo i QR code dentro le opere, trasforma la natura morta in uno strumento d’indagine: dietro ogni ingrediente compare una persona, un ruolo e una rete di responsabilità attribuite dalle fonti raccolte.

The Deportation of Ukrainian Children 2026. Kharkiv government building charcoal ink on paper 162x132x3cm

Il quindici per cento dei proventi derivanti dalla vendita delle opere sarà destinato al restauro del complesso della Kyiv-Pechersk Lavra, danneggiato da un attacco missilistico russo nel giugno 2026. La distruzione diventa così lo strumento con cui conservare ciò che avrebbe dovuto cancellare. La guerra è diventata inchiostro, ma sulla carta non restano soltanto le immagini di una cultura ancora viva. Restano anche i nomi di chi, secondo la documentazione raccolta dal progetto, ha cercato di colpirla.

Foto Preview: Nature Morte The Extermination of Ukraine

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