Il Praemium Imperiale 2026 l’8 settembre a Roma, in contemporanea con Tokyo e le grandi capitali mondiali, i nuovi vincitori e la Borsa di Studio per Giovani Artisti.

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Federico Fellini e Akira Kurosawa, Leonard Bernstein e Claudio Abbado, Willem de Kooning e David Hockney, Louise Bourgeois, Marina Abramović, Kenzo Tange, Frank Gehry e Zaha Hadid: sono alcuni dei protagonisti che raccontano la storia del Praemium Imperiale, uno dei più prestigiosi riconoscimenti artistici internazionali. L’8 settembre 2026 Roma sarà al centro di una giornata globale che, in contemporanea con Tokyo, Berlino, Londra, New York e Parigi, svelerà i vincitori della trentasettesima edizione e il destinatario della Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti.

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Ritratto di Giulio Paolini premiato dal Praemium Imperiale, foto d’archivio della Japan Art Association
Giulio Paolini. Foto: Paola Ghirotti ©The Japan Art Association / archivio Paola Ghirotti

Nato nel 1988 in Giappone in occasione del centenario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale viene assegnato dal 1989 a cinque grandi personalità nei campi di pittura, scultura, architettura, musica e teatro/cinema. Alla base c’è la visione del principe Nobuhito Takamatsu, secondo cui il Giappone avrebbe dovuto contribuire alla costruzione della pace nel mondo attraverso le arti, riconoscendo all’arte il ruolo di linguaggio universale capace di superare confini geografici, politici e culturali.

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Non solo eccellenza artistica, ma anche impatto sulla comunità internazionale: i vincitori del Praemium Imperiale vengono scelti per i risultati raggiunti, per l’influenza esercitata sulla cultura mondiale e per la capacità di usare l’arte come strumento di conoscenza reciproca e di dialogo tra i popoli. In questo senso il premio è spesso paragonato ai Nobel per le arti, perché valorizza la ricerca artistica come chiave per comprendere il presente e immaginare il futuro.

Michelangelo Pistoletto durante la cerimonia del Praemium Imperiale, con il pubblico sullo sfondo
Michelangelo Pistoletto con Autoritratto, 1962-88. Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella, 2013. Foto: Shiro Ohnishi. © The Sankei Shimbun/The Japan Art Association

Diciassette italiani premiati e una mostra fotografica

Dal 1989 al 2025 sono diciassette gli italiani entrati nell’albo d’oro del Praemium Imperiale: Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini. A Roma, martedì 8 settembre alle 11.00, all’Hotel Excelsior (evento su invito), l’annuncio dei vincitori 2026 sarà affiancato da una mostra fotografica che, attraverso i volti di questi protagonisti italiani, racconterà come abbiano contribuito a dare spessore e autorevolezza internazionale al riconoscimento.

Il maestro Cecco Bonanotte premiato al Praemium Imperiale, durante la cerimonia ufficiale
Cecco Bonanotte. Foto: Hirokazu Miyakawa. © The Sankei Shimbun/The Japan Art Association

Borsa di Studio per Giovani Artisti e sguardo al futuro

Accanto ai grandi maestri già capaci di incidere sulla storia dell’arte, il Praemium Imperiale guarda alle nuove generazioni con la Borsa di Studio per Giovani Artisti, attiva dal 1997 e destinata a gruppi e istituzioni impegnati nella formazione dei talenti emergenti. Un passaggio di testimone ideale che mette in relazione memoria e futuro, patrimonio acquisito e nuovi linguaggi ancora da scoprire. Info e approfondimenti sono disponibili sul sito ufficiale del Praemium Imperiale, dove è possibile ripercorrere la storia del premio, dei suoi protagonisti e delle istituzioni sostenute nel tempo.

Foto Preview: The Japan Art Association/The Sankei Shimbun

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