Un progetto di arte diffusa che mette in relazione la ricerca contemporanea con il patrimonio religioso e storico del territorio. Curata da Chiara Gatti e nata da un’idea di Velasco Vitali, la rassegna coinvolge sette luoghi tra chiese, santuari e spazi museali.

Dal 16 maggio al 13 settembre 2026, Bellano, sul Lago di Como, ospita DEVOTA. Arte e sacro, territorio e comunità, un progetto di arte diffusa che mette in relazione la ricerca contemporanea con il patrimonio religioso e storico del territorio. Curata da Chiara Gatti e nata da un’idea di Velasco Vitali, la rassegna coinvolge sette luoghi tra chiese, santuari e spazi museali, trasformando il paese e alcuni percorsi del territorio in un itinerario tra arte, spiritualità e paesaggio.

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Un percorso tra chiese, arte contemporanea e patrimonio storico

Il progetto si sviluppa attraverso San Nicolao Arte Contemporanea, il Museo Giancarlo Vitali, la Chiesa di Santa Marta, la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di Sant’Andrea a Bonzeno e il Santuario della Madonna delle Lacrime a Lezzeno. Le opere contemporanee entrano in dialogo con elementi storici differenti, dal Cristo ligneo trecentesco alle pale d’altare rinascimentali, dagli affreschi medievali agli apparati barocchi.

Chiesa di San Nazzaro e Celso

Il riferimento centrale dell’esposizione è Lucio Fontana, presente a San Nicolao con Concetto spaziale, Natura del 1967, concessa dalla Fondazione Lucio Fontana. La simbologia dell’uovo, legata anche alla tradizione del culto mariano, introduce alcuni dei temi che attraversano l’intero progetto: origine, ciclicità e ritualità.

Accanto a Fontana sono esposte opere di Alessandro Biggio, Gregorio Botta, Giammarco Cugusi, Cinzia Fiorese, Chiara Lecca, Mirco Marchelli, Daniela Novello, Matteo Pizzolante e Paolo Ventura. Gli interventi affrontano temi diversi, dal rapporto tra uomo e natura alla memoria, dalla fragilità dell’esistenza alla trasformazione della materia.

Le opere nei luoghi del territorio

A San Nicolao, accanto all’opera di Fontana, Cinzia Fiorese presenta Annunciazione dell’Angelo a Maria, mentre Paolo Ventura porta Gli acrobati e Giammarco Cugusi realizza un intervento che mette in relazione lavoro, materia e distanza attraverso bracci meccanici e guanti.

Al Museo Giancarlo Vitali, Chiara Lecca propone Blue Still Life, un ex-voto composto da sedici elementi floreali realizzati con materiali organici, in una riflessione sul rapporto tra naturale e artificiale. Nella Chiesa di Santa Marta, invece, Grecale di Gregorio Botta utilizza dodici leggii mossi dal vento per introdurre una dimensione sospesa tra parola, silenzio e spiritualità.

Il percorso prosegue nella Chiesa dei Santi Nazaro e Celso con le ceramiche di Mirco Marchelli e una seconda opera di Chiara Lecca, mentre nella Chiesa di San Rocco Matteo Pizzolante utilizza immagini generate dall’intelligenza artificiale per interrogare il rapporto tra documento, immaginazione e verità dell’immagine contemporanea.

A Sant’Andrea a Bonzeno Daniela Novello presenta Convivio, una grande forma di pane in tufo che diventa occasione per riflettere sulla materia e sulla tradizione eucaristica. Nel Santuario della Madonna delle Lacrime, Alessandro Biggio propone invece Studio per un Ritratto, un sudario in creta che entra in relazione con gli apparati dedicati alla Passione e affronta i temi dell’identità, dell’impermanenza e della trasformazione.

Arte diffusa e comunità

DEVOTA non si limita dunque a occupare gli spazi espositivi, ma costruisce un rapporto diretto con il territorio attraverso visite guidate e passeggiate d’arte condotte da Chiara Gatti insieme ai Custodi del Patrimonio di Bellano. Il calendario accompagna il pubblico lungo itinerari che collegano i diversi luoghi della mostra, includendo anche il Sentiero del Viandante e ampliando progressivamente il percorso fino a Lezzeno.

La mostra propone così una lettura del contemporaneo attraverso il patrimonio esistente, facendo delle architetture religiose, del paesaggio e della memoria locale parte integrante dell’esperienza espositiva. Un progetto in cui l’arte contemporanea non viene separata dai luoghi, ma si misura direttamente con la loro storia e con le comunità che li abitano.

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