Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 il San Domenico di Forlì dedica a Lee Miller una grande retrospettiva con 160 fotografie dai ritratti surrealisti ai reportage della Seconda guerra mondiale.
Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 il Museo Civico San Domenico di Forlì ospita LEE MILLER. OPERE 1930-1955, una grande retrospettiva che riunisce oltre 160 fotografie provenienti dai Lee Miller Archives. Dopo le esposizioni dedicate a Eve Arnold e Letizia Battaglia, le mostre fotografiche autunnali della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì tornano a raccontare una protagonista assoluta del Novecento.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Dalla Parigi surrealista ai fronti della Seconda guerra mondiale
Il percorso segue in ordine cronologico la vita e la ricerca di Lee Miller, ponte ideale tra Stati Uniti, Europa e Africa. Arrivata a Parigi alla fine degli anni Venti, diventa assistente e musa di Man Ray, entra nel clima surrealista e frequenta artisti come Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, Eileen Agar, Leonora Carrington e Dorothea Tanning. In soli tre anni firma immagini iconiche come Impasse des Deux Anges, Exploding hand e Coiffure, e consolida il suo ruolo nella fotografia di moda e di ricerca.
Negli anni Trenta la fotografa si sposta tra New York, dove apre uno studio e lavora per Vogue, e l’Egitto, dove realizza paesaggi enigmatici come il celebre Portrait of space, considerato fonte d’ispirazione anche per René Magritte. Nel 1937 torna in Europa, ritrova il gruppo surrealista, ritrae figure come Nusch Éluard, Ady Fidelin e Dora Maar e conosce Roland Penrose, che diventerà il suo secondo marito.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Miller sceglie di restare in Inghilterra e continua a collaborare con Vogue dalla redazione di Londra. Prima documenta la capitale britannica ferita dai bombardamenti, poi segue le truppe alleate in Europa come reporter, firmando servizi sui campi di concentramento, sul crollo del regime nazista e sulle città distrutte: immagini dure, accompagnate da testi che rivelano anche il suo talento di giornalista.
LEGGI ANCHE: Mostre agosto 2026 a Torino: la guida aggiornata
Un racconto in 160 immagini tra biografia, moda e storia
La mostra forlivese, curata da Walter Guadagnini, concentra l’attenzione sull’attività di Lee Miller tra anni Trenta e Cinquanta, restituendo sia la dimensione pubblica della fotoreporter sia quella più intima. In sala si alternano ritratti di artisti, servizi di moda, paesaggi egiziani, scene di vita quotidiana nella Londra in guerra e reportage dai fronti europei, fino agli scatti dedicati alla Biennale di Venezia e ai servizi di moda realizzati in Sicilia nel dopoguerra.

Le fotografie sono accompagnate dalla riproduzione di pagine delle riviste che pubblicarono i servizi di Miller, in particolare Vogue, così da restituire il contesto originario di fruizione delle immagini. Il catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, approfondisce la figura della fotografa e offre nuovi strumenti critici per leggere la sua opera, mentre un programma di attività di educazione all’immagine e iniziative partecipative è pensato per pubblici differenti per età e formazione.
Una produzione condivisa tra Forlì e Camera – Centro Italiano per la Fotografia
La rassegna è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso Civitas srl, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ed è realizzata insieme a Camera – Centro Italiano per la Fotografia. Il progetto espositivo porta la firma dello studio Lucchi & Biserni e conferma il ruolo del San Domenico come polo di riferimento per la fotografia internazionale, dopo le retrospettive dedicate a Eve Arnold e Letizia Battaglia.

Attraverso 160 immagini e un allestimento che segue passo dopo passo le sue scelte artistiche e di vita, LEE MILLER. OPERE 1930-1955 invita a riscoprire una delle voci più libere e radicali della fotografia del XX secolo, capace di attraversare con lo stesso sguardo ironico e sovversivo moda, avanguardie e tragedie della storia.
Foto: Ufficio Stampa
