Alla galleria Gli eroici furori arte contemporanea di Milano la nuova personale di Marta Volontè, un ciclo di paesaggi desertici e templi simbolici nati tra sogno, meditazione e stato ipnagogico.
Tra il 16 e il 30 settembre 2026 Marta Volontè presenta a Milano la personale I sogni dell’Ipnagogo, ospitata da Gli eroici furori arte contemporanea e curata da Silvia Agliotti e Paola Martino. La mostra nasce da quello stato di transizione tra veglia e sonno in cui la mente genera immagini libere dalla logica, trasformato dall’artista in un vero e proprio paesaggio interiore.
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Deserti, templi e portali tra vuoto e rinascita
Il nuovo ciclo pittorico segna una svolta rispetto ai lavori precedenti dedicati alla città e all’architettura. Le tele si aprono su deserti essenziali, dominati da campiture monocrome in cui cielo e terra quasi si fondono, mentre templi e portali emergono come presenze silenziose. Il vuoto diventa spazio di trasformazione: ciò che resta dopo una fase di crisi, ma anche l’energia in potenza a cui l’artista tenta di dare forma, tela dopo tela.
All’origine del progetto c’è una visione emersa durante una meditazione guidata: un deserto attraversato da una luce intensa, un tempio al centro e, custodita al suo interno, una calla bianca ancora bagnata di rugiada. Il tempio diventa così simbolo di soglia, mentre il fiore incarna la vita che continua a rigenerarsi anche nelle condizioni più estreme, immagine di resistenza e speranza.
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L’Ipnagogo e la memoria della pittura
Il titolo introduce la figura immaginaria dell’Ipnagogo, custode che accompagna gli altri nel sogno e che in queste opere sembra generare il paesaggio stesso: uno spazio sconfinato in cui nascono le immagini, sospeso sul confine tra dimensione onirica e reale. I portali che compaiono in alcune tele segnano il passaggio tra due mondi, lasciando aperta la domanda se lo spettatore stia entrando nel sogno o uscendo da esso.
Pur segnando una cesura rispetto al passato, questo lavoro conserva tracce della ricerca precedente: stratificazioni, velature e frammenti di dipinti riaffiorano sotto la superficie, come memoria di un linguaggio che non viene cancellato ma trasformato. I testi critici di Silvia Agliotti e Paola Martino approfondiscono da un lato il tema della soglia e dello stato ipnagogico, dall’altro il ruolo simbolico della Natura come principio di rinascita, accompagnando il pubblico in un percorso contemplativo tra silenzio, vuoto e possibilità.

Biografia essenziale dell’artista
Nata a Milano nel 1997, dopo la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano Marta Volontè avvia una ricerca pittorica incentrata sull’olio su tela. Espone in città con personali da Lambretto Factory (2019, 2021) e GAD – Galleria d’Arte Domestica (2022), partecipa ad aste benefiche curate da Christie’s a Palazzo Clerici e nel 2023 è protagonista di una bipersonale alla Sonne Gallery di St. Moritz. Nel 2025 presenta da MADE in Milano la mostra Urbe Angusta, che chiude il suo primo ciclo dedicato alla città, mentre dal 2025 sviluppa il progetto pittorico I sogni dell’Ipnagogo, incentrato sull’indagine dello spazio, del vuoto e della possibilità.
Foto: Ufficio Stampa
