La galleria coreana Johyun Gallery dedica una grande mostra a Kim Taek Sang: oltre 50 opere tra tele monumentali, la nuova serie Ice Blossom e installazioni video che raccontano il tempo della natura.

La coreana Johyun Gallery presenta nel 2026 la grande personale As It Is dedicata al pittore Kim Taek Sang, attivo da oltre trent’anni in una ricerca che unisce acqua, pigmento e tempo. La mostra, in programma dal 28 agosto al 28 novembre 2026, si articola nelle tre sedi della galleria a Busan e Seoul, riunendo più di cinquanta opere tra dipinti di grande formato, la nuova serie invernale Ice Blossom e un’installazione video.

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Dipinto della serie Ice Blossom 26-53 di Kim Taek Sang esposto alla Johyun Gallery

Una pittura che segue il respiro delle stagioni

Formatosi in pittura a Chung-Ang University e Hongik University, Kim Taek Sang ha sviluppato un metodo rigoroso che affida la costruzione dell’immagine ai processi naturali. Strati successivi di acqua e pigmento vengono versati su tele distese in orizzontale e lasciati asciugare seguendo il ritmo delle stagioni, fino a creare superfici dense e sottilmente vibranti. Le sue serie principali – Breathing, Flows e Resonance – traducono rispettivamente le atmosfere di primavera, estate e autunno, mentre Ice Blossom completa idealmente il ciclo includendo per la prima volta l’inverno.

Nei nuovi lavori invernali l’artista sfrutta congelamenti e scongelamenti ripetuti in condizioni di temperatura sotto zero: l’acqua e il colore, cristallizzandosi, generano trame bianche e ramificate che ricordano fioriture di ghiaccio. Queste “ice blossoms” diventano la traccia visibile di un processo quasi ascetico, in cui ogni intervento artificiale è ridotto al minimo per lasciare che l’opera emerga come prodotto autonomo della natura.

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Video, grandi formati e un’estetica della pazienza

Il percorso espositivo introduce anche nuove declinazioni del lavoro di Kim Taek Sang. Nella sede di Dalmaji un’opera video realizzata con riprese ultra-microscopiche rivela i movimenti impercettibili delle particelle di pigmento all’interno della superficie pittorica, trasformando il quadro in un paesaggio in costante mutazione. A Haeundae spicca invece Non-linearity, lavoro chiave della serie invernale che mette in risalto le linee cristalline generate dal gelo, mentre tra le tre sedi sono distribuiti cinque dipinti monumentali lunghi oltre dieci metri, pensati come un unico, continuo respiro dell’acqua.

Pur spesso accostata alla tradizione coreana del Dansaekhwa e all’astrazione, la ricerca di Kim si distingue per la dimensione fenomenologica e meditativa. In un’epoca segnata dall’accelerazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale, l’artista rivendica il valore dell’attesa analogica e della rinuncia al controllo totale sull’opera. La sua pratica, fondata su una “estetica dell’emergenza non egoica”, propone una relazione di coesistenza con i processi naturali, restituendo alla pittura il ruolo di spazio condiviso tra materia, tempo e sguardo.

Foto: Ufficio Stampa

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