Tre nuove mostre trasformano Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, in un laboratorio diffuso tra archivi vivi, Art Brut siciliana e le mimetizzazioni fotografiche di Liu Bolin.

Gibellina, laboratorio diffuso dell’arte contemporanea

Nel mese di ottobre 2026 Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, amplia il proprio programma con tre nuove mostre che intrecciano archivi, territori e identità. Tra omaggi a figure cardine della sperimentazione, Art Brut siciliana e nuovi lavori fotografici di Liu Bolin, la città si conferma un laboratorio diffuso in cui memoria e presente dialogano in modo continuo.

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Veduta di spazio espositivo con opere d’arte contemporanea a Gibellina

Dialoghi di una vita: omaggio a Peppe Morra

Dal 9 ottobre al 10 dicembre 2026 la mostra Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra, a cura di Giuseppe Morra e Andrea Cusumano, ripercorre oltre cinquant’anni di attività di uno dei protagonisti più radicali della scena contemporanea italiana. A partire dall’esperienza dello Studio Morra, fondato a Napoli nel 1974, il progetto racconta un itinerario indipendente aperto all’Azionismo Viennese, alla Body Art, a Fluxus, alla Poesia Visiva e alla performance.

Installazione di Vettor Pisani a Casa Morra in mostra a Gibellina

Grazie al patrimonio della Fondazione Morra, del Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch, dell’Associazione Shozo Shimamoto, di Casa Morra e di Atlantide/Nuova Atlantide di Caggiano, la mostra riunisce opere, fotografie, documenti e nuove produzioni. L’archivio è presentato come organismo vivo, capace di generare nuove letture del presente, in un percorso diffuso tra alcuni luoghi simbolo della città: dal MAC al Teatro Consagra fino all’Atelier Fondazione Orestiadi.

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TERRA MATTA: Art Brut a Gibellina

Dal 10 ottobre al 15 novembre 2026 la Fondazione Orestiadi ospita TERRA MATTA. Art Brut a Gibellina, a cura di Eva Di Stefano. La mostra è dedicata a cinque figure eccentriche dell’arte siciliana del Novecento – Giovanni Bosco, Mario Cassisa, Carmelo Morreale, Sabo e Annamaria Tosini – accomunate da una condizione di marginalità e da una concezione dell’arte come pratica di resistenza e libertà.

Opera di Giovanni Bosco rappresentativa dell’Art Brut siciliana in mostra a Gibellina

Il titolo rende omaggio al romanzo autobiografico di Vincenzo Rabito e richiama un territorio artistico grezzo, libero ed eretico, estraneo ai circuiti ufficiali. Il percorso espositivo si configura come una Wunderkammer popolata da palinsesti pittorici, totem, ricicli fantasiosi e figure visionarie, portando alla luce un patrimonio ancora poco conosciuto ma centrale per comprendere la vocazione inclusiva di Gibellina come città d’arte.

Liu Bolin e le “Macerie” del Belice

Dal 17 ottobre al 10 dicembre 2026 il MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao presenta Macerie, nuovo progetto di Liu Bolin curato da Andrea Cusumano. Celebre come “The Invisible Man”, l’artista utilizza il proprio corpo come superficie di mimetizzazione per interrogare il rapporto tra individuo e società, presenza e assenza, memoria e identità.

A Gibellina e nel territorio del Belice, Liu Bolin ha scelto alcuni luoghi emblematici della città nuova e delle rovine di Poggioreale, trasformandoli in scenari di azioni performative. Le fotografie nate da queste performance restituiscono un ciclo inedito di immagini, in cui il corpo si fonde con superfici, colori e architetture segnate dalla memoria del terremoto, costruendo un ponte ideale tra le ferite del paesaggio e la possibilità di una nuova elaborazione collettiva.

Realizzato in collaborazione con Galleria Gaburro, il progetto insiste sul tema della maceria come materia del ricordo e occasione di una diversa visione del paesaggio. Ore di body painting trasformano il corpo dell’artista nella prosecuzione delle superfici circostanti: quando sembra dissolversi, la sua presenza emerge con ancora maggiore intensità, invitando a osservare ciò che resta, ciò che scompare e ciò che può riaffiorare.

Una città come unico spazio espositivo

Con queste tre mostre, Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 rafforza una visione che mette in relazione artisti, archivi, collezioni e comunità. Musei, architetture e paesaggio diventano un unico spazio di produzione e ricerca, in cui l’arte contemporanea è strumento di lettura del presente e di trasformazione della memoria condivisa.

Foto: Ufficio Stampa

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