Dalla grande attesa per Kandinsky a Palazzo Bonaparte alle retrospettive su Keith Haring e Pontormo, fino alle rassegne già in corso: la guida alle mostre d’autunno 2026 a Roma.

Le nuove mostre d’autunno 2026 a Roma

Dopo il Giubileo, Roma continua a trasformarsi in un mosaico di esposizioni: l’autunno 2026 porta in città alcune tra le mostre più attese, affiancate da grandi progetti già in corso nei musei e negli spazi espositivi. Per orientarsi tra le mostre d’autunno a Roma, ecco una guida che parte dalle novità di settembre e ottobre e prosegue con le rassegne da recuperare prima che chiudano.

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Kandinsky a Palazzo Bonaparte: il ritorno a Roma dopo 25 anni

Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 Palazzo Bonaparte diventa il centro della scena per chi cerca informazioni su Kandinsky a Roma: una grande mostra prodotta da Arthemisia porta nella Capitale oltre settanta capolavori di Vassily Kandinsky in prestito dal Centre Pompidou di Parigi. Un evento a lungo atteso – da più di venticinque anni Roma non ospitava una monografica di queste dimensioni sul maestro dell’astrattismo – che arriva mentre il museo francese si prepara a una lunga chiusura per restauri, rendendo ancora più preziosa la presenza delle opere in città.

Il percorso dell’esposizione dedicata a Kandinsky, raccontata nel dettaglio nel nostro approfondimento sulla mostra di Palazzo Bonaparte, è articolato in cinque sezioni e accompagna il visitatore dalle prime prove figurative all’astrazione più matura. Dalla Monaco del Der Blaue Reiter alla Russia rivoluzionaria, dall’esperienza al Bauhaus fino al periodo parigino, il progetto restituisce il profilo di un artista, teorico e docente che ha segnato la storia delle avanguardie europee. Tra i capolavori spicca Gelb-Rot-Blau (1925), dove forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale.

La mostra dedica un nucleo centrale a Gabriele Münter, compagna di Kandinsky e figura chiave dell’Espressionismo tedesco, con opere di primo piano esposte per la prima volta a Roma. Un altro focus è riservato a Nina Kandinsky, instancabile custode della memoria dell’artista, con documenti, fotografie, oggetti personali e materiali della Bibliothèque Kandinsky. Completa il percorso una sala immersiva dedicata alle geometrie e ai colori del pittore, pensata per offrire un’esperienza sensoriale diretta e mettere al centro le sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica.

Keith Haring a Palazzo Braschi: arte pubblica e impegno civile

Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita una grande retrospettiva dedicata a Keith Haring, raccontata nel dettaglio nell’articolo sulla mostra di Palazzo Braschi. Curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, l’esposizione riunisce oltre 140 opere e materiali per seguire l’artista lungo tutta la carriera, dalla street art metropolitana ai grandi progetti pubblici.

Il progetto nasce dal dialogo con la Nakamura Keith Haring Collection, la raccolta più ampia al mondo dedicata all’artista, affiancata da importanti prestiti da collezioni pubbliche e private. Sullo sfondo, la New York degli anni Ottanta: una città segnata da violenza, droga e degrado urbano, ma anche laboratorio dell’hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si intrecciano. Dai celebri Subway Drawings ai poster politici, dalle sculture ai dipinti, il filo conduttore resta un’idea radicale: l’arte deve essere accessibile a tutti, come ricorda anche il principio «il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti» richiamato nel percorso espositivo.

Immagine della mostra dedicata a Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi

La mostra è articolata in diverse sezioni: Street Art & Art in Transit ripercorre gli interventi urbani di Haring, dai Subway Drawings alle lamiere dipinte lungo l’East Side di Manhattan; Political & Social Resonance presenta le opere che affrontano temi come antirazzismo, lotta all’apartheid, disarmo nucleare, prevenzione dell’AIDS e diritti LGBTQ+; Radiant Eros – Celebrate Life mette al centro il corpo e il desiderio come simboli di libertà, con lavori illuminati da luce nera e colori fluorescenti. Le sezioni Art Is for Everybody e Symbolic Imagery & Religion raccontano invece la dimensione educativa e spirituale dell’artista, tra sculture, poster e immagini che dialogano con icone, piramidi, totem e temi apocalittici. La retrospettiva è accompagnata da un ampio programma didattico per giovani e scuole e da visite guidate per il pubblico adulto, mentre il biglietto è disponibile in prevendita in versione open e a data fissa; la mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00, con chiusura il lunedì.

Pontormo alle Scuderie del Quirinale: il Cinquecento fiorentino in primo piano

Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 le Scuderie del Quirinale ospitano la prima grande monografica interamente dedicata a Pontormo, maestro assoluto del Cinquecento fiorentino. La rassegna, presentata nell’articolo su Pontormo alle Scuderie del Quirinale, riunisce per la prima volta in un unico percorso i principali capolavori del pittore, offrendo al pubblico la possibilità di rileggere l’opera di Jacopo da Pontormo nel contesto storico e culturale della Firenze del suo tempo.

Promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi e prodotta con Electa, la mostra è curata da Cristina Acidini con il contributo di un team di studiosi composto da Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Il percorso, prevalentemente cronologico ma arricchito da approfondimenti tematici, racconta le diverse fasi della ricerca di Pontormo, mettendo in luce sia l’originalità del suo linguaggio sia il dialogo con i modelli classici.

Dettaglio di un'opera di Pontormo in mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma

Cuore del progetto è la riunione dei più importanti dipinti e delle opere su carta dell’artista, grazie a prestiti eccezionali da musei e collezioni internazionali: dalle Gallerie degli Uffizi alla Galleria dell’Accademia e ai Musei del Bargello, dall’Istituto Centrale per la Grafica al Louvre, dalla National Gallery di Londra al Metropolitan Museum of Art fino al Getty Museum di Los Angeles. Tra i vertici del percorso spicca la celebre Visitazione dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, posta a confronto con altri momenti cruciali della produzione del maestro. Ad accompagnare l’esposizione, un catalogo Electa che si propone come strumento di riferimento aggiornato per gli studi sull’artista.

Le mostre già in corso da vedere in autunno

Accanto alle nuove aperture, molte esposizioni inaugurate in primavera ed estate proseguono in città tra settembre, ottobre e novembre. Nella nostra guida alle mostre di agosto 2026 a Roma abbiamo tracciato una mappa dei principali appuntamenti: qui selezioniamo quelli che accompagneranno il pubblico lungo l’autunno.

Capolavori in prestito e grandi racconti nei musei storici

Fino all’11 ottobre 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano a Palazzo Barberini Un Vermeer a Palazzo Barberini, occasione rara per ammirare il capolavoro di Johannes Vermeer Donna in blu che legge una lettera, straordinario prestito dal Rijksmuseum di Amsterdam. Il dipinto è esposto nella Sala Paesaggi, al termine di un percorso che coinvolge anche la Sala Ovale, confermando il dialogo tra il museo romano e le grandi istituzioni internazionali.

Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925–2025 rimane visitabile fino all’11 ottobre 2026. Con oltre 120 opere, l’esposizione ripercorre un secolo di arte moderna e contemporanea – dal Futurismo alla Scuola Romana, fino alle acquisizioni più recenti – raccontando la storia della collezione civica capitolina e il modo in cui la città ha costruito nel tempo il proprio museo d’arte moderna.

Al Museo dell’Ara Pacis, fino al 4 ottobre 2026, la grande retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza propone oltre 200 fotografie che restituiscono l’artista americano come maestro del rigore formale e della ricerca della perfezione. Curata da Denis Curti e promossa da Roma Capitale con Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte, la mostra mette al centro lo sguardo quasi scultoreo con cui Mapplethorpe scolpisce corpi, fiori e nature morte attraverso luce e geometrie.

Roma, il Mediterraneo e l’Egitto tra archeologia e multimedialità

Tra i grandi progetti diffusi, Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna – in programma dal 2 luglio al 27 settembre 2026 – trasforma la città in un unico museo diffuso. Per la prima volta il Museo Nazionale Romano, il Parco archeologico del Colosseo e il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia costruiscono insieme un percorso espositivo unitario che accompagna il visitatore dall’età antica al Medioevo, fino all’età moderna e contemporanea, seguendo il filo rosso della moneta come chiave di lettura del potere, della società e dell’identità di un’epoca.

Veduta dell'allestimento della mostra Roma in moneta al Vittoriano a Roma

All’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, sempre all’interno del Museo Nazionale Romano, dal 3 luglio al 15 novembre 2026 si può visitare AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana. La mostra, che intreccia videoarte, archeologia e intelligenza artificiale, racconta la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra I secolo a.C. e V secolo d.C. Reperti dalle collezioni del museo e opere recuperate grazie al lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale dialogano con contenuti audiovisivi e digitali, fino al cuore multimediale del progetto: un grande schermo curvo su cui tre racconti audiovisivi mettono in relazione ricerca scientifica, interpretazione artistica e innovazione tecnologica.

Nelle sale di Palazzo Altemps, dal 10 luglio al 27 settembre 2026, la mostra Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico mette in dialogo quindici opere – tra installazioni e sculture – con la prestigiosa collezione di sculture classiche del museo. Curata da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, e nata dai rapporti culturali avviati con l’Accademia di Romania e l’Istituto Culturale Romeno, l’esposizione costruisce una costellazione di rimandi tra memoria, archeologia e quotidianità.

Miti, eroi e angeli: le narrazioni del sacro

Al Parco archeologico del Colosseo, dal 12 giugno al 18 ottobre 2026, la mostra Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico ripercorre, attraverso oltre 300 reperti provenienti da musei italiani e turchi, il legame tra il mito di Troia, il viaggio di Enea e le origini di Roma. Un progetto internazionale che intreccia archeologia, letteratura e memoria storica, invitando a riscoprire le radici comuni del Mediterraneo e uno dei racconti fondativi più importanti della cultura occidentale.

Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, la mostra Il Ritorno degli Eroi, aperta fino al 31 dicembre 2026, celebra l’ingresso nel patrimonio dello Stato degli affreschi della Tomba François di Vulci. L’esposizione ricostruisce il contesto archeologico originario del monumento mettendo in dialogo il ciclo pittorico etrusco con reperti concessi da istituzioni internazionali come il Louvre e il British Museum: corredi funerari, collane, orecchini in oro, anelli e vasi decorati raccontano la memoria storica e la rappresentazione del potere nel mondo etrusco, tra mito greco e identità aristocratica.

Alle Sale Terrene di Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini, la mostra ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo (13 maggio – 1° novembre 2026) porta al centro della scena i messaggeri celesti, figure sospese tra umano e divino. Curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci e promossa da Roma Capitale con Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione intreccia arte e spiritualità in un percorso dedicato alla memoria di Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa.

America Latina, tragicomico italiano e metamorfosi ovidiane

Ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli, dal 9 giugno al 13 dicembre 2026, la mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo riunisce oltre 140 opere per raccontare la nascita di un linguaggio visivo capace di intrecciare tradizione, avanguardia e impegno sociale. Trenta lavori di Diego Rivera dialogano con dipinti, disegni e fotografie di protagonisti come Frida Kahlo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Saturnino Herrán, restituendo la ricchezza di una stagione in cui l’arte diventa strumento di costruzione identitaria per il Messico indipendente.

Al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, fino al 20 settembre 2026, Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi ripercorre oltre ottant’anni di arte contemporanea attraverso ironia, grottesco e cultura pop. Con più di 130 artisti e 300 opere, il percorso trasforma il tragicomico in chiave di lettura dell’identità italiana, mettendo in dialogo figure come Lucio Fontana, Maurizio Cattelan, Tomaso Binga e Roberto Cuoghi.

Alla Galleria Borghese, dal 23 giugno al 20 settembre 2026, la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti – realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam – porta in città oltre ottanta opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. Il percorso ripercorre la fortuna visiva del poema ovidiano tra antichità, Rinascimento, età barocca e contemporaneità, intrecciando il tema della metamorfosi con l’identità stessa del museo, dove gruppi berniniani, dipinti rinascimentali e seicenteschi dialogano da sempre con l’immaginario di Ovidio.

Moda, cinema e made in Italy alla Centrale Montemartini

Infine, ai Musei Capitolini – Centrale Montemartini, dal 26 giugno al 15 novembre 2026, la mostra Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale racconta come la Capitale sia diventata, in quei vent’anni, laboratorio dello stile e del Made in Italy. Presentato da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura e curato da Fabiana Giacomotti, il progetto ripercorre la stagione in cui creatività sartoriale, cinema e industria hanno contribuito a definire il mito italiano, proseguendo idealmente il percorso avviato con Moda in Luce 1925-1955. Alle origini del Made in Italy.

Foto: Ufficio Stampa

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