Le proposte culturali di Milano tra musei e gallerie: ecco le mostre da vedere in città nel mese di agosto 2026.

Milano vive una stagione densa di appuntamenti artistici, con esposizioni contemporanee, retrospettive e installazioni site‑specific. Agosto 2026 nel capoluogo lombardo è, a tutti gli effetti, un mese vibrante per gli amanti dell’arte, con un calendario di mostre in grado di accontentare l’intera platea. La città, crocevia culturale del Nord Italia, apre le porte a esposizioni che uniscono tradizione e innovazione, ospitate in sedi prestigiose sia pubbliche sia private.

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Ecco una guida alle mostre imperdibili di questo mese, con dettagli su date, luoghi e perché vale la pena visitarle.

Museo del Novecento

FOCUS900 – Vedere l’aria
dedicato a Bruno Munari
fino al 27 settembre 2026

FOCUS900 esplora la collezione permanente del Museo del Novecento con approfondimenti monografici su protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, nati dalla collaborazione con archivi e studi d’artista nella galleria Gesti e Processi. Per Artweek 2026 il focus è “Vedere l’aria”, dedicato a uno dei nuclei più poetici della ricerca di Bruno Munari, realizzato con Spazio Munari, Corraini Edizioni e Archivi Bruno Munari®. Il percorso mette in luce come Munari abbia spinto l’arte cinetica e programmata verso esiti inattesi, portando l’aria al centro della riflessione come elemento dinamico e impalpabile. Punto di partenza è l’azione “Far vedere l’aria” (1969, Campo Urbano, Como), documentata dalle fotografie di Ugo Mulas. Accanto a queste, sono esposte opere come le Macchine inutili, il Concavo-convesso e i Filipesi, lavori sospesi che reagiscono alle variazioni ambientali: nelle Macchine inutili l’aria diventa componente strutturale che sottrae il controllo all’autore, nel Concavo-convesso genera ombre ed effetti ottici. Completano il percorso alcuni progetti originali che aprono uno sguardo sul processo creativo di Munari.

Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale
Fino al 27 settembre 2026

Dal 3 giugno 2026 il Museo del Novecento di Milano presenta Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale, un focus a cura di Roberto Pini dedicato alla complessa vicenda di Hommeassis (1967), primo dipinto di Pablo Picassoa entrare nelle collezioni civiche milanesi nel1972. Allestito al piano terra del museo,il focus propone una rilettura storico-critica di Hommeassis, ricostruendone la traiettoria internazionale tra il 1967 e il 1972 e interrogando ilrapporto tra arte, impegno politico e istituzioni culturali nel secondo Novecento.

Joseph Kosuth. Vedere le cose (per A.S.)
collezione permanente del Museo

È stata inaugurata nella serata di ieri, 1° luglio, dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth Vedere le cose (per A.S.) (2025), realizzata sulla facciata laterale del Museo delNovecento. L’opera, una “scrittura di luce” che si estende per 28 metrilungo il lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune diMilano, è entrata a far parte della collezione permanente del Museo.

Joseph Kosuth ‘Vedere le cose (per A.S.)’, 2025 Installazione neon Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli Ph. Studio Marco Bertol

Fabbrica del Vapore

Il cosmo
fino al 14 ottobre – Fabbrica del Vapore

Chi entra nella Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano in queste settimane viene accolto dal respiro del vento. È questo, infatti, l’elemento protagonista della grande mostra Il cosmo (fino al 14 ottobre 2026) che porta nel capoluogo la ricerca di Susumu Shingu, tra i più autorevoli interpreti dell’arte cinetica contemporanea. Nell’ampia aula, oltre che negli spazi esterni, ci si muove dunque fra sculture che vibrano con il vento, strutture leggere che si muovono seguendo l’acqua, l’aria e la gravità. Trasformando fenomeni invisibili in esperienza sensibile.

L’esposizione ripercorre così oltre sessant’anni di attività dell’artista giapponese attraverso un percorso da attraversare quasi lasciandosi ispirare la via senza un ordine preciso. In fondo, più che una visita, è un’immersione nel pensiero di Shingu, che da sempre considera le forze naturali non come soggetti da rappresentare, ma come elementi vivi e attivi dell’opera stessa.

Le sue sculture reagiscono alle correnti d’aria, alla luce e ai cambiamenti atmosferici, dando forma a un universo in continuo movimento espresso con un linguaggio artistico sviluppato dagli anni della formazione in Italia, dove Shingu arrivò nel 1960 grazie a una borsa di studio. E la gratitudine verso il nostro Paese emerge dalle stesse parole del maestro che ci ha raccontato l’allestimento e presentato un “amico” speciale che da qualche anno ne alimenta la creatività.

LEGGI QUI L’INTERVISTA A SUSUMU SHINGU

Museo di Storia Naturale

Chernobyl 1986. Disastro, abbandono e rinascita
Fino al 20 settembre 2026 – Museo di Storia naturale

Dal 24 giugno al 20 settembre 2026 il Museo di Storia Naturale di Milano ospita la mostra Chernobyl 1986. Disastro, abbandono e rinascita, un percorso divulgativo e scientifico che intreccia memoria storica, ricerca e immaginario post-apocalittico nel cuore di Milano. Curata da Andrea Bonisoli Alquati, Giorgio Chiozzi e Fabrizio Vergani, conservatori del museo, l’esposizione è promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la Società Italiana di Scienze Naturali.

Quarant’anni dopo l’incidente che distrusse il reattore n. 4 della centrale nucleare ucraina, la mostra affronta le conseguenze del disastro di Chernobyl, dall’emergenza radioattiva alle trasformazioni profonde dell’ambiente naturale nell’area di esclusione. Tra radiazioni, mutazioni genetiche e ritorno inatteso di specie animali, il percorso invita a interrogarsi sul rapporto tra uomo, tecnologia e natura.

Ritratto di uno dei curatori della mostra Chernobyl 1986 al Museo di Storia Naturale di Milano
Ritratto di uno dei curatori della mostra Chernobyl 1986 al Museo di Storia Naturale di Milano

Castello Sforzesco

Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring
Castello Sforzescofino al 27 settembre 2026

Il Castello Sforzesco di Milano apre le porte a “Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring”, un percorso che riunisce oltre sessanta capolavori su carta nelle Salette della Grafica. La mostra, a ingresso libero, offre l’occasione di esplorare uno dei patrimoni civici più preziosi dedicati al disegno, attraversando cinque secoli di storia e di linguaggi.

Curata da Alessia Alberti, Simona Maniello e Francesca Mariano, l’esposizione mette al centro le collezioni del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, una raccolta che oggi conta oltre 30mila opere dal Quattrocento al Novecento. In mostra convivono fogli celebri e opere raramente esposte, firmate da maestri italiani e internazionali come Leonardo da Vinci, Giovanni Battista Tiepolo, Andrea Appiani, Gaetano Previati, Umberto Boccioni e Keith Haring.

Studio anatomico attribuito a Leonardo da Vinci dalle collezioni del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano
Studio anatomico attribuito a Leonardo da Vinci dalle collezioni del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano

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Palazzo Reale

Mario Raciti. Opere 1952-2025
Palazzo Reale – fino al 20 settembre

Dal 1° luglio al 20 settembre 2026 Milano dedica a Mario Raciti una grande antologica a Palazzo Reale, che ripercorre oltre settant’anni di attività, dal 1952 al 2025. La mostra, a ingresso gratuito, celebra il legame profondo tra l’artista e la città in cui è nato nel 1934 e con cui ha intrecciato una relazione culturale e umana lunga più di mezzo secolo.

Intitolata Mario Raciti. Opere 1952-2025 e curata da Luca Pietro Nicoletti, l’esposizione rientra nel ciclo che Palazzo Reale dedica ai Maestri a Milano, in continuità con le antologiche riservate negli ultimi anni a Ruggero Savinio, Grazia Varisco e Valerio Adami. Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale, la rassegna offre uno sguardo d’insieme su uno dei protagonisti più sensibili della pittura italiana contemporanea.

Foto da Ufficio Stampa

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Anselm Kiefer. Le Alchimiste
Palazzo Reale – fino al 27 settembre
Per info consultare il sito.

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026 Palazzo Reale di Milano propone la mostra Le Alchimiste di Anselm Kiefer. Nella Sala delle Cariatidi, 42 grandi teleri rendono omaggio alle donne dell’alchimia, figure chiave ma spesso dimenticate nella nascita della scienza moderna. Un progetto site-specific che intreccia memoria, sapere femminile e rinascita, dialogando con la storia ferita dello spazio espositivo.

milano art week 2026 10 tappe

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Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo
fino al 6 settembre 2026
Palazzo Reale

Dal 16 giugno al 6 settembre 2026 le sale di Palazzo Reale a Milano ospitano la mostra Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo, un percorso dedicato a uno dei più importanti interpreti della fotografia d’arte italiana. L’esposizione riunisce 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, con ingresso gratuito e apertura dal martedì alla domenica secondo gli orari del museo.

Dettaglio del Giuliano de’ Medici di Michelangelo fotografato da Aurelio Amendola nelle Cappelle Medicee
Dettaglio del Giuliano de’ Medici di Michelangelo fotografato da Aurelio Amendola nelle Cappelle Medicee

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Palazzo Morando

The Gentleman – Stile e gioielli al maschile
Palazzo Morando – fino al 27 settembre
Per info consultare il sito.

Attraverso gioielli originali, abiti, documenti e materiali d’archivio, The Gentleman costruisce una narrazione trasversale sul significato simbolico dell’ornamento maschile. Un dialogo continuo tra abito e ornamento che attraversa oltre due secoli di storia, dal XVIII secolo ai giorni nostri, restituendo dignità culturale a un ambito spesso rimasto ai margini del racconto sulla moda.

Immagine da Ufficio Stampa

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Installazioni

Mona Hatoum. Over, under and in between
Fondazione Prada – fino al 9 novembre
Per info consultare il sito

Hatoum reagisce in modo diretto all’architettura della Cisterna trasformandola in un’esperienza fisica. Una ragnatela, una mappa e una griglia diventano così strumenti per esplorare temi come precarietà, pericolo e vulnerabilità, mettendo il corpo del visitatore al centro del percorso.

Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada Mona Hatoum Web, 2026 Sfere di vetro trasparente soffiato a mano, cavo di acciaio inossidabile

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Immagini Shutterstock / Uffici Stampa

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