A Palazzo Gromo Losa le mostre della X edizione di Fatti ad Arte: l’installazione monumentale di Elham M. Aghili e il percorso Germoglio con le opere lignee di Luciano Tousco e Omar Barbero.

Dal 22 agosto al 18 ottobre 2026 Palazzo Gromo Losa a Biella diventa il palcoscenico delle mostre che anticipano la X edizione di Fatti ad Arte, la rassegna dedicata all’incontro tra alto artigianato e arte contemporanea. Un compleanno importante che il progetto celebra con due percorsi espositivi capaci di trasformare materiali di recupero e legno in una riflessione poetica ed etica sul nostro tempo.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Curati da Fabrizio Lava, i due nuclei di mostra mettono al centro il rapporto tra uomo, ambiente e memoria, invitando il pubblico a rallentare e ad ascoltare le storie silenziose custodite dagli oggetti. Tra fiber art, installazioni monumentali e arredi-scultura, l’artigianato d’eccellenza si fa linguaggio contemporaneo, capace di parlare di resilienza, sostenibilità e rispetto dei ritmi naturali.

Installazione Tutto rose e fiori di Elham M. Aghili alla mostra Fatti ad Arte 2026 a Palazzo Gromo Losa

Elham M. Aghili, tra fiber art, memoria e resilienza

Protagonista del primo percorso espositivo è l’artista italo-iraniana Elham M. Aghili, figura di spicco della fiber art internazionale e vincitrice del Premio Speciale Maestri d’Eccellenza LVMH 2025. La sua pratica intreccia natura, identità culturale e trasformazione attraverso l’uso del filo come materiale costruttivo e concettuale, spesso recuperato da eccedenze e scarti industriali.

Al centro della mostra l’installazione monumentale Tutto rose e fiori, realizzata intrecciando filati di recupero, scarti industriali e strutture in ferro. Lo spazio espositivo si trasforma in un organismo vivente: un grande fiore esausto, da cui sgorgano colature rosse come linfa e sangue, diventa immagine di ferita e rinascita. Le piccole fioriture che emergono dalla materia segnata incarnano una disobbedienza ostinata, metafora di resilienza geopolitica e sociale per comunità ferite che continuano a immaginare il proprio futuro.

In dialogo con l’installazione, la collezione di gioielli-scultura Toranj rielabora scarti di pelle e tessuto ispirandosi al medaglione centrale dei tappeti persiani, simbolo di armonia ed equilibrio. I pezzi indossabili si presentano come piccoli giardini da portare con sé, dimostrando come la memoria culturale possa integrarsi con un’etica della sostenibilità e del riuso dei materiali.

LEGGI ANCHE: Mostre immersive Milano 2026: le esperienze da non perdere tra arte e tecnologia

Gioielli-scultura della serie Toranj di Elham M. Aghili realizzati con scarti di pelle e tessuto

Germoglio, il legno come arredo-scultura

Il secondo percorso, Germoglio, a cura di Nurye Donatoni, mette in scena l’incontro tra due maestri dell’ebanisteria: Luciano Tousco, artista valdostano insignito del titolo di Maestro d’Arte e Mestiere, e Omar Barbero, ebanista contemporaneo torinese. Due linguaggi diversi – più organico e sinuoso quello di Tousco, geometrico e minimale quello di Barbero – uniti da una stessa filosofia di lavoro.

Entrambi rifiutano le logiche d’impatto della produzione industriale massificata, scegliendo un rapporto quasi sacro con i tempi della natura e con il legno. L’uso di giunti a incastro, l’attenzione a curve, nodi e venature e la lentezza del fare consapevole trasformano mobili e oggetti in opere che custodiscono memoria, tempo e presenza, restituendo valore alla precisione del gesto e alla storia della materia.

Cuore del progetto è l’opera collettiva Germoglio, un tronco in radica recuperato nei boschi di Gaby, in Valle d’Aosta, e trasformato in un arredo-scultura. L’albero, non forzato ma interpretato, diventa simbolo di rinascita e dimostra come anche un oggetto d’arredo possa emozionare chi lo osserva, raccontando il legame profondo tra natura, mano artigiana e spazio domestico.

Informazioni pratiche, orari e biglietti

Le mostre della X edizione di Fatti ad Arte sono visitabili a Palazzo Gromo Losa, Corso del Piazzo 22/24, dal 22 agosto all’11 ottobre 2026 il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18.00). Nelle giornate della manifestazione Fatti ad Arte – I Maestri Artigiani, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026, gli orari di apertura si estendono: il 16 ottobre dalle 18.00 alle 21.00, il 17 ottobre dalle 10.00 alle 21.00 e il 18 ottobre dalle 10.00 alle 20.00.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 21 agosto alle ore 18.30 a Palazzo Gromo Losa. I biglietti hanno un costo di 7,00 € intero e 5,00 € ridotto fino all’11 ottobre; nelle giornate del 16, 17 e 18 ottobre è previsto un biglietto unico a 7,00 €. Sono disponibili riduzioni per under 25, over 65, gruppi, studenti universitari e numerose realtà associative, mentre l’ingresso è gratuito per under 14, persone con disabilità con accompagnatore, insegnanti con classi, giornalisti accreditati, guide turistiche abilitate e possessori di Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta fino all’11 ottobre.

Per ulteriori dettagli sul programma e sulle attività collaterali è possibile consultare il sito ufficiale Fatti ad Arte. La rassegna Fatti ad Arte – I Maestri Artigiani si svolgerà invece dal 16 al 18 ottobre 2026 a Palazzo Ferrero, in Corso del Piazzo 25, completando un percorso che mette al centro il saper fare italiano tra tradizione, sperimentazione e consapevolezza ambientale.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews