Il Direttore della Pinacoteca di Brera – Biblioteca Nazionale Braidense Angelo Crespi riflette sul dialogo tra arte, linguaggio e AI in occasione della videoinstallazione di Sasha Stiles a Palazzo Citterio.

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Lorem Ipsum Variorum è il nuovo progetto di Sasha Stiles ospitato sul grande Ledwall di Palazzo Citterio, a Milano, fino al 25 ottobre 2026. Un’opera che utilizza uno dei frammenti più celebri della cultura editoriale occidentale per riflettere sul rapporto tra linguaggio, memoria, traduzione e intelligenza artificiale. Mettendo in dialogo tradizione letteraria e sistemi generativi contemporanei.

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Curata da Clelia Patella e realizzata in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale, l’installazione parte da una deformazione del verso cicerioniano del De finibus bonorum et malorum, da secoli utilizzato nella grafica e nell’editoria come testo privo di significato. Per Sasha Stiles, però, proprio quella lunga storia di copie, errori, traduzioni e trasformazioni rende il Lorem Ipsum un simbolo perfetto della capacità del linguaggio di sopravvivere al tempo, modificarsi e continuare a produrre nuove interpretazioni.

Sul Ledwall scorrono così manifesti digitali, pagine editoriali, frammenti di codice, iscrizioni luminose, tavole tipografiche e archivi immaginari che si intrecciano in una composizione in continua evoluzione. Anche il titolo dell’opera richiama quest’idea: variorum, termine della tradizione filologica, indica infatti un’edizione che raccoglie varianti, annotazioni e interpretazioni di uno stesso testo.

Sasha Stiles, Lorem Ipsum Variorum. Milano, Palazzo Citterio, La Grande Brera, 2026 – Immagine da Ufficio Stampa

Il progetto si inserisce, inoltre, in un contesto particolarmente significativo. All’interno della Grande Brera e in dialogo con la Biblioteca Nazionale Braidense, l’opera mette in relazione libri, manoscritti e archivi con le nuove forme della scrittura digitale. Per suggerire che ogni testo è il risultato di una continua stratificazione di memorie, citazioni e riscritture.

Angelo Crespi: la poesia visiva nel tempo

Durante la presentazione della videoinstallazione, il direttore della Pinacoteca di Brera e di Palazzo Citterio, Angelo Crespi, ha inserito il lavoro di Sasha Stiles all’interno di una lunga tradizione artistica che attraversa il Novecento e arriva fino alle sperimentazioni contemporanee.

«Ci sono precedenti gloriosi. Penso ad Apollinare e a tutto il Futurismo, in cui la parola diventava un meccanismo visivo di accelerazione. Oppure al Surrealismo, dove la composizione poetica avveniva proprio nello stesso modo che intende Sasha. Ovvero, attraverso una generazione inconscia di parole che poi i grandi poeti e gli artisti delle avanguardie trascrivevano, componendo anche visivamente poesie che magari non avevano un significato».

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Per Crespi, il percorso della poesia visiva prosegue lungo tutto il Novecento, intrecciandosi con alcune delle esperienze artistiche più innovative. «Si svilupparono, poi, esperienze importanti che ripropongono il metodo psicologico dell’inconscio anche nella pittura. Questa idea della poesia visiva prosegue e conosce una stagione straordinaria. Penso a Giuseppe Chiari, a Ketty La Rocca e ad altri grandi artisti rappresentativi soprattutto dell’ambito fiorentino, oggi ben presenti anche nelle collezioni del Museo Novecento di Firenze».

Il direttore individua poi un filo rosso che collega le avanguardie storiche alla semiotica e alla letteratura combinatoria della seconda metà del Novecento. «Partendo dal Surrealismo, questa ricerca raggiunge poi dimensioni diverse. Pensiamo a tutta l’operazione della semiotica negli anni Sessanta e Settanta, a Umberto Eco oppure a Raymond Queneau, autore di quel bellissimo libro Centomila miliardi di poesie, in cui il lettore può comporre versi praticamente all’infinito semplicemente cambiando le strisce di testo. Oppure pensiamo ai meccanismi delle metafore immaginati da Umberto Eco ne L’isola del giorno prima, dove descrive una macchina capace di generare metafore senza fine.»

Il futuro della creatività nell’era dell’intelligenza artificiale

Secondo Crespi, il dialogo tra parola e immagine accompagna la storia dell’arte da secoli e oggi trova nuove possibilità grazie agli strumenti digitali. «Questo sogno della poesia visiva, dell’incontro tra il lavoro tipico dell’arte visiva e quello del poeta, è quindi costante nella storia. C’è sempre l’idea dell’ekphrasis, in cui la parola serve a descrivere l’immagine artistica, ma anche il contrario: l’immagine utilizza la parola per diventare essa stessa opera d’arte.»

Sasha Stiles, Lorem Ipsum Variorum, 2026. Fotogramma dell’installazione video – da Ufficio Stampa

L’intelligenza artificiale, osserva, apre inevitabilmente nuove domande sul ruolo dell’autore. «È un tema ricorrente, ma oggi il digitale e l’intelligenza artificiale permettono ulteriori salti in avanti. A questo punto ci si può chiedere se, nell’ipotesi immaginata da Queneau, sarà ancora necessario il poeta o l’artista, oppure se la macchina, metabolizzando tutta la grande letteratura in tutte le lingue e tutta la grande arte, potrà arrivare a comporre autonomamente versi dotati di senso.»

La riflessione si chiude con una presa di posizione netta sul valore dell’imperfezione umana, elemento che, secondo Crespi, continua a distinguere la creatività artistica dalla produzione algoritmica.

«Io continuo però a fidarmi della deficienza umana, delle nostre mancanze. Credo infatti che la bellezza risieda proprio nell’imperfezione. Un’opera d’arte è davvero compiuta quando contiene un errore capace di suggerire una lettura diversa da quella più scontata e banale. Finché non insegneremo alle macchine a produrre errori in modo inconsapevole, penso che la nostra imperfezione, e quindi la nostra umanità, continuerà a sopravvivere all’intelligenza artificiale».

SASHA STILES LOREM IPSUM VARIORUM
Milano, Palazzo Citterio | Ledwall (via Brera 12).
Fino al 25 ottobre 2026
In collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale
A cura di Clelia Patella

Orari: da martedì a domenica, 8.30 – 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18.00)
Ingresso: gratuito

Immagini da Ufficio Stampa, crediti indicati / In copertina: Sasha Stiles, Lorem Ipsum Variorum, 2026. Fotogramma dell’installazione video – da Ufficio Stampa

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