Alla GAM di Milano arriva la personale di Shilpa Gupta, ottava edizione di Furla Series: nuove produzioni site-specific tra linguaggio, censura, mobilità e identità in dialogo con gli spazi storici del museo.
Dal 15 settembre 2026 al 6 gennaio 2027 la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita One Palm Closer to the Sky, ampia mostra personale dell’artista indiana Shilpa Gupta, a cura di Bruna Roccasalva e promossa da Fondazione Furla insieme al museo milanese. L’esposizione segna l’ottava edizione del programma Furla Series, che dal 2017 sostiene progetti dedicati alle protagoniste dell’arte contemporanea.
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Il pubblico potrà scoprire una serie di nuove produzioni concepite appositamente per gli spazi storici della GAM, in dialogo con la collezione permanente. Prima dell’apertura al pubblico, il 14 settembre sono previste conferenza stampa e preview alle ore 11.00, seguite dall’opening alle ore 19.00, che introdurranno il percorso pensato dall’artista tra installazioni luminose, suono, video e interventi scultorei.

Una pratica multidisciplinare tra linguaggio, censura e mobilità
Considerata una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale, Shilpa Gupta esplora da oltre vent’anni temi come il linguaggio, la censura, la mobilità e le strutture che modellano identità e libertà degli individui. La mostra milanese riassume gli elementi costitutivi della sua ricerca, intrecciando dialoghi tra lingue e territori, tra singolarità e collettività, tra intimità e sfera pubblica.
Attraverso una pratica dichiaratamente multidisciplinare, Gupta utilizza scultura, installazioni luminose, video, suono e performance per mettere in discussione confini fisici e simbolici. Le nuove opere presentate in One Palm Closer to the Sky sono pensate come interventi site-specific, capaci di misurarsi con l’architettura del museo e con la storia delle sue raccolte, inserendo nel contesto della GAM questioni urgenti legate a diritti, controllo e memoria.
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Furla Series e il dialogo con le istituzioni italiane
La personale alla GAM si inserisce nella partnership pluriennale tra Fondazione Furla e il museo, avviata nel 2021 con cadenza annuale. L’obiettivo è mettere in relazione l’arte contemporanea con gli spazi storici e le collezioni delle istituzioni italiane, generando progetti espositivi inediti. Furla Series, nato nel 2017, è un programma interamente al femminile che mira a dare visibilità al contributo fondamentale delle donne nella cultura contemporanea, attraverso collaborazioni con importanti musei nazionali.
Nel caso di One Palm Closer to the Sky, la collaborazione tra Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano permette di presentare al pubblico italiano un corpus di opere che si confronta con le tensioni del presente, senza rinunciare a un forte legame con il contesto internazionale in cui l’artista si è formata e affermata. Il progetto conferma il ruolo della città di Milano come piattaforma privilegiata per l’arte contemporanea e per la riflessione sui linguaggi visivi più attuali.

Il profilo internazionale di Shilpa Gupta
Nata nel 1976, Shilpa Gupta vive e lavora a Mumbai, dove ha studiato scultura alla Sir J. J. School of Fine Arts tra il 1992 e il 1997. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali, tra cui quelle al Contemporary Arts Center di Cincinnati, al Centro Botín di Santander, all’Arnolfini di Bristol, all’OK di Linz, al Museum voor Moderne Kunst di Arnhem, all’Amant di New York, al Voorlinden Museum and Gardens di Wassenaar, al Barbican di Londra e alla Lalit Kala Akademi di Nuova Delhi.
Gupta ha partecipato a rassegne internazionali come la 58ª Biennale di Venezia, la Biennale di Kochi Muziris, la Biennale di Göteborg, la Biennale di Berlino, la Triennale del New Museum, la Biennale di Sharjah, la Biennale di Lione, la Biennale di Gwangju, la Triennale di Yokohama e la Biennale di Liverpool, oltre alle biennali di Auckland, Melbourne, Seul, L’Avana, Sydney, Yogyakarta, Echigo-Tsumari, Shanghai e Houston. Le sue opere sono presenti in collezioni come Tate Modern, Solomon R. Guggenheim Museum, Centre Pompidou, Louisiana Museum, Philadelphia Museum of Art, Museum of Contemporary Art di Chicago, National Gallery of Canada, ZKM, Voorlinden Museum, Mori Museum, M+ Museum, Astrup Fearnley Museum e altre importanti istituzioni.
Tra i progetti recenti, nel 2023 l’artista ha presentato una doppia personale con Marisa Merz al MAXXI L’Aquila, mentre nel 2021 le è stata dedicata una mostra antologica al Museum of Contemporary Art di Anversa. La sua personale What Still Holds è attualmente in corso all’Hamburger Bahnhof di Berlino, confermando la centralità della sua ricerca nel panorama globale.
Foto: Ufficio Stampa
