Con il progetto ‘Un nome in ogni quartiere’ Milano trasforma oltre venti quartieri in una mappa di murales partecipati, tra arte pubblica, identità locale e nuove forme di appartenenza urbana.

Nel quadro del Piano di Governo del Territorio per Milano 2030, pensato per una città più equa, inclusiva e sostenibile, nasce il progetto Un nome in ogni quartiere, un programma di arte pubblica che utilizza i murales come strumento di riconoscimento e appartenenza per le diverse aree urbane.

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Al centro c’è la volontà di dare voce soprattutto alle periferie, ripensando la città a partire dai nove Municipi e dagli 88 quartieri, i cosiddetti NIL, Nuclei di Identità Locale. Dopo vent’anni di forte crescita territoriale e demografica, il progetto interviene come risposta concreta al cambiamento, lavorando sulla costruzione di una rete di luoghi riconoscibili e condivisi.

Arte partecipata e identità di quartiere

Mudec racconta Un nome in ogni quartiere come un percorso di arte partecipativa che coinvolge artisti muralisti, scuole, centri aggregativi e comitati di quartiere nella creazione di opere landmark. Ogni intervento parte dall’ascolto delle comunità locali, trasformando suggestioni, storie e bisogni in immagini che segnano lo spazio pubblico.

Il progetto è ideato dall’Ufficio Arte negli Spazi Pubblici e da Milano & Partners, agenzia di promozione della città, sotto la direzione di Marina Pugliese e con la curatela di Alice Cosmai. Milano & Partners e il Comune di Milano sono i principali finanziatori, affiancati dal contributo di Fondazione di Comunità Milano e Fondazione Claudio De Albertis, oltre ai fondi della Legge 285 del 1997 dedicata a infanzia e adolescenza.

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Il metodo di lavoro, come sottolinea la direttrice del progetto, prevede innanzitutto l’individuazione di una superficie con vocazione pubblica, preferibilmente di proprietà comunale. Una volta definito il luogo, si seleziona una realtà di produzione in grado di seguire sia l’ingaggio territoriale sia la realizzazione tecnica del murale, in dialogo con il Municipio di riferimento.

Una mappa di murales per oltre venti quartieri

Attraverso laboratori creativi, incontri e momenti di confronto, le comunità locali contribuiscono alla costruzione del murale identitario, fornendo idee, simboli e narrazioni. In pochi anni Un nome in ogni quartiere ha coinvolto oltre venti quartieri della città, lasciando altrettante opere che compongono una vera e propria mappa diffusa dell’arte pubblica.

Tra gli interventi già realizzati compaiono, tra gli altri, i lavori di Nabla & Zibe per Affori, di Alice Lotti per Baggio, di Sorte per Bovisa Makers, di Orticanoodles per Cimiano People e di Pao per Gallaratese – Quartiere Aperto. Le opere di Boa Mistura a San Siro, di Guerrilla Spam a Padova e di Luogo Comune tra Vigentino/Fatima raccontano invece altre anime della città, tra stratificazioni sociali, memorie e nuovi immaginari urbani.

La lista dei murales comprende anche gli interventi di Davide Toffolo e Marco Gortana a Giambellino, Viola Gesmundo a Greco, Elisa Veronelli ed Emanuele Resmini in Grigioni a colori, Napal a Lorenteggio, Ufocinque in Maggiolina, Lorenzo Pompei con Vivo Martesana, Elisa Biancalana a Quarto Oggiaro, Am’l’rum da me a Stadera e Serena Confalonieri a Vialba, componendo un mosaico di interventi che attraversa l’intero territorio cittadino.

La mappa completa dei murales è consultabile online, sia sul sito del Mudec, sia sulla pagina dedicata di YesMilano, dove ogni opera è collegata al proprio quartiere di riferimento. Un modo per esplorare Milano seguendo i segni dell’arte nello spazio pubblico e per scoprire, quartiere dopo quartiere, come la creatività possa diventare motore di identità e coesione sociale.

Foto: Ufficio Stampa

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