A Palazzo Ducale due cantieri d’eccezione uniscono ricerca scientifica e mecenatismo: restauro pilota per la Scala dei Giganti e intervento a vista sul Ratto d’Europa di Veronese.

Due cantieri d’eccezione accendono i riflettori su Palazzo Ducale a Venezia, dove la monumentale Scala dei Giganti e il dipinto Ratto d’Europa di Paolo Veronese sono al centro di nuovi interventi di restauro. Progetti che uniscono ricerca scientifica, conservazione preventiva e un mecenatismo contemporaneo sempre più attento al patrimonio storico della città lagunare.

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Grazie alla collaborazione con Save Venice e al sostegno di aziende e privati, la Fondazione Musei Civici di Venezia promuove due operazioni simboliche: un cantiere pilota dedicato alla scala rinascimentale del cortile interno e un restauro a vista che permette ai visitatori di seguire da vicino il lavoro sui colori del Veronese.

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Restauratori al lavoro sulla Scala dei Giganti nel cortile rinascimentale di Palazzo Ducale a Venezia

Scala dei Giganti, laboratorio pilota sulla pietra del Rinascimento

Ingresso solenne del Doge ai suoi appartamenti e corridoio scenografico per le ambascerie in visita, la Scala dei Giganti, realizzata tra 1486-1497 su progetto di Antonio Rizzo e arricchita dalle statue di Marte e Nettuno di Jacopo Sansovino, è uno dei manufatti più preziosi del cortile interno di Palazzo Ducale. La struttura, composta in gran parte da marmo cristallino, ha già conosciuto due campagne di restauro negli ultimi quarant’anni.

Nonostante gli interventi, la scala continua a mostrare segni di deterioramento le cui cause non sono ancora del tutto chiarite. Il degrado potrebbe essere legato ai materiali utilizzati in passato o a fattori ambientali e climatici in cambiamento. Da qui nasce l’idea di un cantiere pilota, concepito come laboratorio di analisi all’avanguardia per indagare l’origine dei fenomeni e definire un protocollo efficace per le manutenzioni future.

Il progetto, con una previsione di spesa di 96mila euro, è finanziato da Save Venice Inc. e dalla Fondazione Save Venice–ETS con il sostegno di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice. La fase diagnostica, supervisionata dal CNR ICMATE di Padova, fornirà dati preziosi anche per la lettura dei cambiamenti ambientali e del loro impatto sul costruito storico, aprendo la strada a confronti con altri siti cittadini.

Dettaglio dei marmi della Scala dei Giganti durante le indagini diagnostiche a Palazzo Ducale

Il Ratto d’Europa, un restauro a vista lungo il percorso di visita

Parallelamente alla scala, il percorso di visita di Palazzo Ducale ospita un laboratorio a vista dedicato al restauro della tela Il Ratto di Europa, capolavoro di Paolo Veronese collocato nel cosiddetto Liagò, poco prima della Sala del Maggior Consiglio. Qui il pubblico può osservare da vicino il lavoro dei restauratori e seguire le diverse fasi di un’operazione complessa su un dipinto di eccezionale valore.

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L’intervento si concentra innanzitutto sulla rimozione delle vernici applicate durante il restauro del 1971, oggi alterate e responsabili dell’opacizzazione della superficie pittorica. La pulitura permetterà di recuperare la brillantezza della tavolozza di Veronese e di ristabilire il corretto equilibrio cromatico dell’opera, prima di procedere con le integrazioni pittoriche delle lacune e con la verniciatura finale protettiva.

Laboratorio a vista sul Ratto d’Europa di Paolo Veronese nel Liagò di Palazzo Ducale a Venezia

Il cantiere, della durata di circa sei mesi, è pensato come un vero dietro le quinte della conservazione, che rende visibile al pubblico il lavoro solitamente nascosto dei restauratori. Anche questo progetto è sostenuto da Save Venice Inc., grazie al contributo di Rebecca Nemser, e si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio, in cui la trasparenza dei processi e il coinvolgimento dei visitatori diventano parte integrante dell’esperienza museale.

Nel loro insieme, i due interventi confermano come la conservazione del patrimonio veneziano passi oggi attraverso cantieri sempre più aperti, condivisi e supportati da una rete internazionale di mecenati, istituzioni scientifiche e realtà culturali.

Foto: Ufficio Stampa

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