La monumentale pala d’altare di Daniel Seiter, dedicata al Patrocinio di San Giuseppe, entra nelle collezioni di Palazzo Madama grazie a una donazione che ricompone un capitolo chiave della Torino barocca.

Una grande pala d’altare del pittore di corte sabaudo Daniel Seiter torna a essere patrimonio pubblico di Torino. L’opera Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino, un grande olio su tela di oltre tre metri di altezza, entra nelle collezioni di Palazzo Madama grazie alla donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano.

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La pala era stata commissionata dalla Città di Torino tra il 1698 e il 1699 per celebrare San Giuseppe, proclamato compatrono dopo la guerra contro la Francia di Luigi XIV e destinata alla chiesa di Santa Cristina. Per oltre un secolo ha accompagnato le celebrazioni del Patrocinio di San Giuseppe, prima di scomparire in seguito alle soppressioni napoleoniche e riemergere grazie a studi recenti che ne hanno ricostruito la storia.

Una donazione che ricompone la memoria della città

Dichiarata nel 2013 di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero della Cultura, la pala di Seiter è oggi riconosciuta come una testimonianza fondamentale della storia religiosa, civile e artistica di Torino. L’ingresso nelle collezioni di Palazzo Madama assume un valore speciale anche per il forte legame con Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, seconda Madama Reale, che sostenne il culto di San Giuseppe e intrattenne un rapporto privilegiato con il monastero di Santa Cristina e con la beata Maria degli Angeli.

Veduta della Camera delle Guardie a Palazzo Madama con la pala di Daniel Seiter riallestita

Come sottolinea il direttore di Palazzo Madama Giovanni C.F. Villa, questa acquisizione non arricchisce soltanto una collezione ma consente di ricomporre una parte della memoria della città, riportando nella sfera pubblica un’opera profondamente legata alla storia di Torino. Anche l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia evidenzia come la donazione confermi il ruolo decisivo della collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà private nella tutela e valorizzazione dei beni culturali.

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Il riallestimento barocco della Camera delle Guardie

Nato a Vienna e formatosi tra Venezia e Roma, Seiter fu chiamato a Torino nel 1688 da Vittorio Amedeo II come Primo Pittore di Gabinetto e Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro, contribuendo in modo determinante all’immagine artistica della capitale sabauda. Il ritorno a Torino della sua monumentale ancona offre ora l’occasione per un completo riallestimento della Camera delle Guardie, uno degli ambienti più significativi del piano nobile di Palazzo Madama.

Dettaglio della quadreria seicentesca nella Camera delle Guardie a Palazzo Madama

Prima sala dell’appartamento di rappresentanza di Maria Giovanna Battista, la Camera delle Guardie era l’accesso al percorso cerimoniale verso gli ambienti più solenni della sovrana e oggi resta uno snodo centrale tra Sala del Senato, Veranda Nord e il grande asse di distribuzione del piano nobile. Il nuovo progetto museografico restituisce alla sala la sua dimensione scenografica e barocca: la grande pala di Seiter diventa il fulcro di una quadreria che mette in dialogo protagonisti della stagione barocca italiana come Orazio Gentileschi, Guglielmo Cairo, Giovanni Serodine e il Cerano, ribadendo il ruolo di Torino come crocevia artistico europeo.

Tra pala d’altare e arredo aristocratico piemontese

Elemento di particolare suggestione del riallestimento è la nuova collocazione dell’arcone d’alcova seicentesco proveniente dal castello di Santena, una delle più importanti testimonianze superstiti dell’arredo aristocratico piemontese dell’età barocca. Dopo essere stato a lungo esposto nella Corte Medievale del museo, l’arcone ritrova ora una collocazione coerente con la propria funzione originaria, tornando a dialogare con l’architettura e con gli apparati decorativi di un ambiente dedicato alla rappresentazione del potere e del rango.

Arcone d’alcova seicentesco di Santena riallestito nella Camera delle Guardie di Palazzo Madama

L’incontro tra la monumentale pala di Seiter e l’alcova di Santena genera un allestimento di forte impatto storico e scenografico, capace di evocare l’atmosfera delle residenze sabaude tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento. Non è soltanto l’esposizione di una nuova opera, ma la ricomposizione di un contesto culturale e visivo che offre al pubblico una lettura più completa della Torino barocca e della stagione di Madama Reale.

Grazie a questa donazione, Palazzo Madama può restituire alla collettività un dipinto nato per rappresentare la città stessa: dopo oltre tre secoli di vicende, dispersioni e riscoperte, la pala torna definitivamente a Torino, trasformando un gesto di mecenatismo contemporaneo in un’eredità duratura per la comunità.

Foto: Ufficio Stampa

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