In via dei Cipressi a Palermo nasce ‘Rosa canta e cunta’, galleria permanente en plein air con 13 opere in ceramica dedicate a Rosa Balistreri, nuovo modello urbano di aggregazione culturale.

In via dei Cipressi, nel cuore di Palermo, una strada da poco trasformata in area pedonale diventa la prima galleria permanente di ceramica en plein air della città. Un vicolo quotidiano si trasforma così in un parco d’arte a cielo aperto, grazie al progetto Rosa canta e cunta, dedicato alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, di cui nel 2027 ricorrerà il centenario della nascita.

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L’installazione riunisce 13 opere realizzate da artisti palermitani, ognuna accompagnata da una targa con il titolo dell’opera e il nome dell’autore. Gli artisti sono stati invitati a reinterpretare la Rosa, simbolo della Balistreri e cuore poetico del concept, ispirandosi alla canzone Rosa canta e cunta che dà il titolo alla mostra.

Installazione di opere in ceramica lungo via dei Cipressi a Palermo dedicata a Rosa Balistreri

Ceramica, memoria e riqualificazione urbana

L’inaugurazione della mostra si è tenuta mercoledì 24 giugno, con la partecipazione degli autori, e i festeggiamenti in strada si sono protratti fino al giorno successivo. L’iniziativa nasce in un contesto di forte partecipazione dei residenti, che hanno promosso la pedonalizzazione della via e contribuito a trasformarla in un nuovo spazio di aggregazione culturale e sociale.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Made in Sicily in collaborazione con la Fondazione Rosa Balistreri, su iniziativa della V Circoscrizione della Città, guidata dal presidente Andrea Aiello. La realizzazione dell’allestimento è a cura, per la parte ceramica, di Maria Reginella e Vito Ferrantelli, figure di riferimento nel percorso verso il riconoscimento di Palermo Città della Ceramica.

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Le opere in ceramica sono state fisicamente posizionate dall’ANCE, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Palermo, già protagonista di altri interventi di riqualificazione nel quartiere, come il murale dedicato a Totò Schillaci e il recupero del centro sociale di Borgo Nuovo. In questo modo l’arte si intreccia con l’impegno civico, trasformando un’area a lungo trascurata in un luogo di incontro e narrazione condivisa.

Dettaglio di una scultura in ceramica ispirata alla rosa simbolo di Rosa Balistreri

Palermo città della ceramica e l’Itinerario delle Radici

Palermo vanta una storia ceramica antichissima e un riconoscimento ufficiale come Città di Affermata Tradizione Ceramica. Alla galleria di via dei Cipressi partecipano alcune tra le realtà più attive del settore: dalle botteghe storiche come Ceramiche Artistiche Pacon, Ceramiche Nino Parrucca, La Fabbrica della Ceramica, Le Stanze del Gattopardo e Tre Erre Ceramiche, fino ai laboratori di autori come Veronica Mancuso, Salvo Scherma, Elisabetta Castagnetta, Lavinia Sposito, Vincenzo Bonfante, Giuseppe Joe Manganello e Domenico Boscia.

Per i curatori Maria Reginella e Vito Ferrantelli, il riconoscimento ministeriale ottenuto a dicembre ha segnato una tappa fondamentale per l’antica tradizione ceramica siciliana e apre un percorso che mira a riportare la ceramica al centro del decoro urbano e della narrazione culturale cittadina. Il parco d’arte è pensato come primo open air di Palermo, capace di mostrare quanto questa tradizione sia ancora viva e quanto forte possa essere il suo ruolo nei processi di rigenerazione urbana e sociale.

Veduta delle installazioni ceramiche lungo il vicolo pedonalizzato di via dei Cipressi a Palermo

La Fondazione Made in Sicily inserisce l’intervento di via dei Cipressi all’interno dell’Itinerario delle Radici, un percorso artistico e identitario che comprende anche l’opera L’Albero delle Radici all’aeroporto internazionale di Palermo, il murale Le Radici del Futuro a Piana degli Albanesi, l’installazione Le Radici del Mare sul lungomare di Isola delle Femmine e il murale dedicato a Totò Schillaci in città.

Il parco d’arte di via dei Cipressi rientra inoltre nelle attività CENT’ANNI, avviate dalla Fondazione Made in Sicily e dalla Fondazione Rosa Balistreri per celebrare il centenario dell’artista licatese, che a Palermo ha vissuto e operato a lungo. Un progetto che unisce memoria, artigianato e partecipazione dal basso, dimostrando come il cambiamento possa partire anche da un vicolo apparentemente secondario.

Foto: Ufficio Stampa

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