A Nuoro l’estate dell’ISRE propone tre progetti espositivi: un’installazione immersiva di Michele Ciacciofera, un focus sullo studio romano di Grazia Deledda e una grande mostra fotografica dedicata a Jean Dieuzaide.
L’estate dell’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico trasforma Nuoro in un piccolo osservatorio sul dialogo tra memoria, arte contemporanea e cultura del progetto. Accanto alla grande mostra fotografica YAN, 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna, l’Istituto inaugura due nuovi percorsi espositivi che mettono in relazione patrimonio materiale e immateriale dell’isola con sguardi e linguaggi differenti.
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Tra ceramica, design d’interni e fotografia d’autore, i tre progetti propongono un viaggio nella storia e nell’immaginario della Sardegna, intrecciando il lavoro di artisti, artigiani e fotografi con le collezioni dell’ISRE e con la figura di Grazia Deledda.
The Hand of Nature al Museo della Ceramica di Nuoro
Dal 23 luglio al 4 ottobre, il Museo della Ceramica di Nuoro ospita The Hand of Nature (La mano della natura) di Michele Ciacciofera, un’installazione immersiva composta da 163 elementi in ceramica e da un grande tappeto circolare. L’opera riflette sul rapporto tra uomo e natura, evocando paesaggi, frammenti organici e forme che sembrano emergere dal suolo per costruire una sorta di costellazione materica.

L’installazione si sviluppa in dialogo con due lavori appartenenti alle collezioni dell’ISRE, realizzati da Rosanna Rossi e Caterina Lai. Il confronto tra queste opere e la ricerca di Ciacciofera crea un ponte tra pratiche artistiche diverse, mettendo in luce come la ceramica e le arti applicate possano farsi strumento di racconto del territorio e delle sue trasformazioni.
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Lo studio romano di Grazia Deledda e il design di Gavino Clemente
Dal 30 luglio al 4 ottobre, la Casa Museo Grazia Deledda presenta Dal disegno alla casa. Gavino Clemente e lo Studio romano di Grazia Deledda, un approfondimento dedicato all’arredo dello studio romano della scrittrice. In mostra disegni, progetti e materiali provenienti dalla Ditta Fratelli Clemente, che consentono di ricostruire l’ambiente di lavoro della premio Nobel attraverso il filtro del design e dell’artigianato artistico sardo.

Il percorso espositivo offre uno sguardo inedito sul rapporto tra Grazia Deledda e il mondo dell’arredo, mostrando come gli spazi domestici abbiano contribuito a definire il suo universo culturale e simbolico. Oggetti, bozzetti e soluzioni d’interni raccontano un dialogo serrato tra tradizione artigianale sarda e gusto borghese del primo Novecento, restituendo la complessità di una figura che ha saputo trasformare la quotidianità in materia narrativa.
Jean Dieuzaide e il viaggio in Sardegna del 1956
Completa il programma estivo la grande mostra fotografica fino al 15 settembre al Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, YAN, 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna, a cura di Elisa Medde. L’esposizione ripercorre il reportage realizzato dal fotografo francese durante il suo soggiorno nell’isola, attraverso una selezione di immagini e materiali d’archivio che restituiscono la Sardegna del secondo dopoguerra.
Volti, paesaggi e scene di vita quotidiana compongono un intenso ritratto di una società in trasformazione, sospesa tra la persistenza delle tradizioni e i segnali di modernizzazione. Grazie al lavoro di ricerca sull’archivio, la mostra mette in luce non solo la qualità dello sguardo di Dieuzaide, ma anche il ruolo della fotografia come strumento di memoria collettiva e di costruzione dell’identità.
Con questi tre progetti, l’ISRE conferma la propria vocazione a esplorare il patrimonio culturale sardo da prospettive sempre nuove, intrecciando linguaggi visivi, pratiche artigianali e ricerca storica in un percorso che attraversa luoghi e tempi diversi.
Foto: Ufficio Stampa
