Le proposte culturali di Roma tra musei e gallerie: ecco le mostre da vedere in città nel mese di giugno 2026.

Il 2026 di Roma propone un ricco calendario di eventi nel mondo dell’arte e della cultura, che trasforma la città un mosaico di esposizioni. La Capitale, dopo il Giubileo, continua infatti a offrire appuntamenti perfetti per gli amanti dell’arte che desiderano esplorare musei, gallerie e spazi all’aperto.

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Ecco la selezione aggiornata di Revenews Arts per orientarsi tra gli eventi principali da segnare in agenda.

Palazzo Bonaparte

Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali
14 luglio – 23 agosto – Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia 5

Dal 14 luglio al 23 agosto 2026 Palazzo Bonaparte a Roma apre al pubblico Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali, un grande progetto espositivo che porta fuori dagli spazi aziendali oltre cinquanta capolavori del XX secolo italiano, solitamente non accessibili. La mostra, a ingresso gratuito, racconta l’identità del Novecento attraverso lo sguardo di alcuni tra i più importanti protagonisti della scena artistica nazionale.

Le opere provengono dalla collezione d’arte del Gruppo Generali, una delle raccolte corporate più significative del Paese, nata nei primi anni Ottanta con una visione precisa: non decorare gli uffici, ma costruire un patrimonio capace di restituire, attraverso l’arte, le trasformazioni della società italiana, le sue aspirazioni e le sue inquietudini.

Ad arricchire il percorso è l’ospite straordinario Le tre età di Gustav Klimt, uno dei dipinti più celebri della storia dell’arte europea, eccezionalmente concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. La presenza del capolavoro klimtiano sottolinea la volontà del Gruppo Generali di celebrare il decennale di Valore Cultura offrendo un’esperienza artistica di particolare rilievo.

Ubaldo Oppi Figura (La Signora Ducrey)

Palazzo Barberini

Donna in blu che legge una lettera
Fino all’11 ottobre 2026 – Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini – Via delle Quattro Fontane, 13

Dall’8 luglio all’11 ottobre 2026 presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica si può ammirare uno dei vertici della pittura olandese del Seicento: il capolavoro di Johannes Vermeer Donna in blu che legge una lettera, straordinario prestito concesso dal Rijksmuseum di Amsterdam. L’opera sarà esposta a Palazzo Barberini, nella Sala Paesaggi, al termine di un percorso che coinvolge anche la Sala Ovale.

L’iniziativa, intitolata Un Vermeer a Palazzo Barberini, è curata da Thomas Clement Salomon e Paola Nicita e si inserisce nel dialogo avviato dalle Gallerie con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali internazionali, offrendo al pubblico italiano l’occasione rara di incontrare da vicino un dipinto del maestro di Delft.

Allestimento della mostra Vermeer a Palazzo Madama con il dipinto Donna in blu che legge una lettera
Allestimento della mostra Vermeer a Palazzo Madama con il dipinto Donna in blu che legge una lettera

Museo Nazionale Romano, Parco archeologico del Colosseo, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia

Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna
dal 2 luglio al 27 settembre – diverse sedi
tutte le info sul sito

Roma non si lascia raccontare in un solo luogo. È una città straordinaria che chiede di essere attraversata nella sua complessità, dove ogni monumento, museo e piazza custodisce un frammento di una storia più grande. Solo mettendo in relazione questi tasselli emerge il disegno complessivo di una città che continua a trasformarsi senza mai smettere di dialogare con il proprio passato.

Nel tracciare una linea condivisa che la attraversa, esiste un oggetto che compie questo viaggio tra le epoche da oltre duemila anni. La moneta nasce per circolare, passando di mano in mano, tra commerci, incoronazioni, crisi e rivoluzioni. Cambia valore, ma continua a custodire, impressi nel metallo, simboli, immagini e messaggi che raccontano il mondo che l’ha prodotta. Così la moneta diventa chiave di lettura del potere, della società e dell’identità di un’epoca.

Da questa intuizione nasce Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, il progetto promosso dal Ministero della Cultura che, dal 2 luglio al 27 settembre, trasforma la città in un unico museo diffuso. Per la prima volta il Museo Nazionale Romano, il Parco archeologico del Colosseo e il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia costruiscono insieme un percorso espositivo unitario. Un itinerario che accompagna il visitatore dall’età antica al Medioevo, fino all’età moderna e contemporanea, seguendo il filo rosso della moneta e, attraverso di essa, quello della storia di Roma.

Museo Nazionale Romano

AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana
Dal 3 luglio al 15 novembre 2026 – Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano – Museo Nazionale Romano

AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo è una mostra immersiva che intreccia videoarte, archeologia e intelligenza artificiale per raccontare la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra I secolo a.C. e V secolo d.C.

Ideato da Elisabetta Bruscolini e curato da Alfonsina Russo, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro e dalla stessa Bruscolini, il progetto nasce nell’ambito delle attività di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo e propone un Egitto diverso da quello dei faraoni, dove il deserto diventa luogo di incontro e scambio tra culture e popoli.

Promossa dal Ministero della Cultura e dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale insieme al Museo Nazionale Romano, la mostra si apre nell’Aula Ottagona, che mantiene la vocazione del Museo dell’Arte Salvata. Lungo il perimetro sono esposti reperti provenienti dalle collezioni del museo e dai depositi, oltre a opere recuperate o restituite grazie al lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale.

Le opere illustrano l’attrazione esercitata dall’Egitto sul mondo romano, le pratiche funerarie e religiose, l’artigianato locale e offrono un inedito approfondimento sui falsi moderni e sul mercato antiquario. I materiali dialogano con contenuti audiovisivi e digitali, creando un contrasto che permette di rileggere l’Egitto romano in una prospettiva nuova, tra testimonianza materiale e sperimentazione tecnologica.

Conclusa la sezione archeologica, il percorso conduce al cuore multimediale del progetto, curato da Bruscolini. Un grande schermo curvo diventa lo spazio della narrazione, dove tre racconti audiovisivi costruiscono un dialogo continuo tra ricerca scientifica, interpretazione artistica e innovazione tecnologica.

Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico
Fino al 27 settembre

Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps

Dal 10 luglio 2026 al 27 settembre 2026 il Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Altemps a Roma, dedica una grande mostra a Mircea Cantor, tra le voci più originali della scena contemporanea internazionale. Il progetto, intitolato Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico, trasforma le sale del palazzo in un percorso immersivo che mette in dialogo opere recenti e lavori già noti con la prestigiosa collezione di sculture classiche del museo.

Curata da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano, la mostra nasce dai rapporti culturali avviati con l’Accademia di Romania e l’Istituto Culturale Romeno, con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia e la collaborazione del Museo Nazionale di Storia della Romania di Bucarest. Quindici opere, tra installazioni e sculture, costruiscono una costellazione di rimandi tra memoria, archeologia e quotidianità.

Veduta dell'allestimento della mostra "Costellazioni dell'antico" di Mircea Cantor nelle sale di Palazzo Altemps a Roma
Veduta dell’allestimento della mostra “Costellazioni dell’antico” di Mircea Cantor nelle sale di Palazzo Altemps a Roma

Centrale Montemartini

Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale
dal 26 giugno al 15 novembre – Musei Capitolini, Centrale Montemartini

Dal 26 giugno al 15 novembre 2026 i Musei Capitolini, Centrale Montemartini ospitano la mostra Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale, un viaggio immersivo che racconta come Roma sia diventata capitale mondiale dello stile e del Made in Italy. Tra fotografie, filmati e abiti originali, l’esposizione ripercorre la stagione in cui la città ha saputo unire creatività sartoriale, cinema e industria.

Presentata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura e curata da Fabiana Giacomotti, la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali affidati a Zètema Progetto Cultura. Il progetto rappresenta il secondo capitolo del percorso iniziato con Moda in Luce 1925-1955. Alle origini del Made in Italy, ampliando il racconto fino alla consacrazione internazionale del mito italiano.

Sophia Loren ed Emilio Federico Schuberth nell’atelier dello stilista in via XX Settembre, Roma, 1957 Archivio Storico Luce, Fondo Vedo

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Galleria Borghese, la trasformazione in mostra con Ovidio

Metamorfosi. Ovidio e le arti
fino al 20 settembre 2026 – Galleria Borghese

Dal 23 giugno al 20 settembre 2026 la Galleria Borghese di Roma ospita Metamorfosi. Ovidio e le arti, grande progetto espositivo nato in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. Oltre ottanta opere, provenienti da prestigiosi musei europei e americani, ripercorrono la fortuna visiva del poema ovidiano tra antichità, Rinascimento, età barocca e contemporaneità.

La mostra arriva a Roma dopo la tappa olandese, ma si presenta in una configurazione autonoma, pensata per gli spazi della villa fuori Porta Pinciana voluta dal cardinale Scipione Borghese. Qui il tema della metamorfosi si intreccia con l’identità stessa del museo, dove gruppi berniniani, dipinti rinascimentali e seicenteschi dialogano da sempre con l’immaginario di Ovidio.


Installation view, METAMORFOSI, Ovidio e le arti, Galleria Borghese, Roma. Ph. A. Novelli ©Galleria Borghese

Troia e Roma, miti e archeologia al Colosseo

Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico
fino al 18 ottobre 2026.


Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita la mostra Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico, un grande progetto internazionale nato dalla collaborazione tra Italia e Turchia. Attraverso oltre 300 reperti provenienti da musei italiani e turchi, il percorso racconta il legame tra il mito di Troia, il viaggio di Enea e le origini di Roma, intrecciando archeologia, letteratura e memoria storica. Un’occasione per riscoprire le radici comuni del Mediterraneo e uno dei racconti fondativi più importanti della cultura occidentale.

Diego Rivera ai Musei Capitolini

Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo
fino al 13 dicembre 2026

Dal 9 giugno 2026 i Musei Capitolini – Villa Caffarelli dedicano una grande retrospettiva a Diego Rivera, cuore pulsante della modernità artistica messicana. La mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo, aperta al pubblico fino al 13 dicembre 2026 a Roma, riunisce oltre 140 opere per raccontare la nascita di un linguaggio visivo capace di intrecciare tradizione, avanguardia e impegno sociale.

Trenta lavori firmati da Rivera dialogano con dipinti, disegni e fotografie di protagonisti come Frida Kahlo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, Saturnino Herrán e molti altri, in un percorso che restituisce la ricchezza di una stagione in cui l’arte diventa strumento di costruzione identitaria per il Messico indipendente.

Veduta della mostra dedicata a Diego Rivera ai Musei Capitolini - Villa Caffarelli a Roma
Diego Rivera (1886-1957) Mujer sentada con flores, Donna seduta con fiori 1944 – olio su tela, 118 x 150 cm – Città del Messico, Colección de Arte BBVA México, inv. CCB062 © Banco de México

Museo dell’Ara Pacis

Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza
Museo dell’Ara Pacis – fino al 4 ottobre
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Per decenni il suo nome è stato associato al lato più oscuro, provocatorio e underground della New York degli anni Settanta e Ottanta. Ma se dietro quello che molti hanno sbrigativamente etichettato come scandalo si nascondesse in realtà un’ossessione maniacale per la simmetria, l’equilibrio e il puro classicismo? Chi pensa che Robert Mapplethorpe sia stato solo un fotografo controverso si sta lasciando sfuggire il segreto più profondo della sua arte: il suo obiettivo non scattava immagini, scolpiva corpi.

Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, un percorso con oltre 200 fotografie che raccontano l’artista americano come maestro del rigore formale e della ricerca della perfezione. A Roma arriva il capitolo conclusivo di un progetto espositivo che ha già toccato Venezia e Milano, arricchito da un nucleo di opere inedite pensate per la tappa capitolina.

Curata da Denis Curti e promossa da Roma Capitale con Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte, la mostra mette al centro lo sguardo quasi scultoreo di Robert Mapplethorpe, che attraverso l’obiettivo Hasselblad scolpisce corpi, volti, fiori e nature morte con la stessa attenzione maniacale alla luce e alle geometrie.

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Museo Etrusco di Villa Giulia

Il Ritorno degli Eroi
Museo Etrusco di Villa Giulia, Piazzale di Villa Giulia, 9 – fino al 31 dicembre

La mostra Il Ritorno degli Eroi, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma fino al 31 dicembre 2026, nasce per celebrare lo storico ingresso degli affreschi della Tomba François nel patrimonio dello Stato italiano. L’esposizione si propone di ricostruire e raccontare il contesto archeologico originario di questo celebre monumento di Vulci, risalente al IV secolo a.C. Per farlo, mette in dialogo diretto lo straordinario ciclo pittorico etrusco con una serie di reperti unici concessi da prestigiose istituzioni internazionali, come il Louvre e il British Museum. Tra gli oggetti esposti figurano i preziosi elementi del corredo funerario della famiglia aristocratica dei Saties, tra cui raffinate collane, orecchini in oro, anelli e vasi decorati. La mostra offre così al pubblico un percorso unitario che unisce le testimonianze materiali ai dipinti murali, valorizzando il legame tra il mito greco, la memoria storica e la rappresentazione del potere nel mondo etrusco.

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Gli angeli dei Musei Capitolini

ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo
Musei Capitolini, Sale Terrene del Palazzo dei Conservatori – fino al 1° novembre 2026
Per info consultare il sito

Figure sospese tra umano e divino, i messaggeri celesti tornano protagonisti a Roma con la mostra ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo, ospitata nelle sale terrene di Musei Capitolini a Palazzo dei Conservatori dal 13 maggio al 1° novembre 2026. Un percorso espositivo che intreccia arte e spiritualità, dedicato alla memoria di Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa.

Curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, l’esposizione è promossa da Roma Capitale con l’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, insieme alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Guercino, San Matteo e l’Angelo – Olio su tela, inv. PC 55 – Pinacoteca Capitolina, Roma

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MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi

MAXXI – fino al 20 settembre 2026
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Dal 2 aprile al 20 settembre il MAXXI ospita Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, una grande mostra che racconta oltre ottant’anni di arte contemporanea attraverso ironia, grottesco e cultura pop. Con più di 130 artisti e 300 opere, il percorso mette in dialogo nomi come Lucio Fontana, Maurizio Cattelan, Tomaso Binga e Roberto Cuoghi, trasformando il tragicomico in una chiave di lettura dell’identità italiana.

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La stanza dei verticali di Remo Salvadori
dal 30 giugno al 17 luglio 2026

Al MAXXI di Roma la ricerca di Remo Salvadori trova una nuova tappa con La Stanza dei Verticali, un ambiente installativo che mette al centro il rapporto tra corpo, spazio e percezione. Dal 30 giugno al 17 luglio 2026, l’opera trasforma una sala del museo in un luogo di esperienza, dove il visitatore è chiamato a misurarsi fisicamente e mentalmente con la presenza di elementi verticali che ridisegnano il paesaggio architettonico.

La parola chiave è relazione: tra le forme e le superfici, tra luce e ombra, tra il tempo della visita e la memoria che l’installazione lascia in chi la attraversa. La scelta del MAXXI come cornice sottolinea la vocazione del museo a ospitare lavori che dialogano in modo diretto con lo spazio, mettendo in discussione il semplice ruolo contemplativo dello spettatore.

Veduta dell'installazione La Stanza dei Verticali di Remo Salvadori al MAXXI, con elementi verticali nello spazio espositivo
Veduta dell’installazione La Stanza dei Verticali di Remo Salvadori al MAXXI, con elementi verticali nello spazio espositivo

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Palazzo delle Esposizioni

Revelation di Lorenzo Meloni
fino al 2 agosto 2026

Fotografia documentaria e tensione visionaria si incontrano a Roma con Revelation, la nuova mostra di Lorenzo Meloni ospitata da Palazzo Esposizioni Roma. Dal 3 luglio al 2 agosto 2026 la Sala Fontana accoglie un percorso espositivo realizzato da EMERGENCY che intreccia innovazione tecnologica, conflitti contemporanei, crisi climatica e sfruttamento delle risorse.

Curata da Giulia Tornari con l’Associazione Culturale Zona e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, la mostra presenta una selezione di fotografie realizzate in diversi Paesi europei. L’accesso al percorso è a ingresso gratuito e rientra nella campagna R1PUD1A di EMERGENCY, dedicata al rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione italiana.

Veduta fotografica verticale di Lorenzo Meloni dalla serie Revelation esposta a Palazzo Esposizioni Roma
Veduta fotografica verticale di Lorenzo Meloni dalla serie Revelation esposta a Palazzo Esposizioni Roma

Mario Schifano
fino al 12 luglio 2026

Dal 17 marzo al 12 luglio 2026 Palazzo Esposizioni Roma dedica una grande retrospettiva a Mario Schifano, tra le figure più significative e popolari dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, è curata da Daniela Lancioni.

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Robert Doisneau al Museo del Genio

Robert Doisneau
Museo del Genio – fino al 19 luglio 2026
per info consultare il sito.

Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 il Museo del Genio di Roma ospita la grande mostra dedicata a Robert Doisneau, tra i più importanti fotografi del Novecento. L’esposizione, curata dall’Atelier Robert Doisneau e da Gabriele Accornero e prodotta da Arthemisia, propone un ampio percorso attraverso la carriera del maestro francese, capace di trasformare la vita quotidiana in immagini poetiche e senza tempo.

La mostra riunisce oltre 140 fotografie che ripercorrono più di sessant’anni di attività, dagli esordi degli anni Trenta fino alla maturità artistica. Con il suo inconfondibile bianco e nero, Doisneau ha raccontato la Parigi del dopoguerra osservando con sensibilità e ironia la vita delle persone comuni: operai, bambini, innamorati, artisti, passanti. Scene semplici che, grazie al suo sguardo attento e partecipe, diventano immagini universali.

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Galleria d’Arte Moderna di Roma

GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925–2025
Galleria d’Arte Moderna di Roma – fino all’11 ottobre 2026
Per info consultare il sito.

Tra le mostre da non perdere a Roma c’è GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925–2025, allestita alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. L’esposizione celebra i cento anni della collezione civica capitolina con oltre 120 opere che ripercorrono un secolo di arte moderna e contemporanea, dal Futurismo alla Scuola Romana, fino alle acquisizioni più recenti. Un viaggio nella storia culturale della città, tra grandi maestri, politiche di acquisizione e trasformazioni dello sguardo artistico.

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Flowers al Chiostro del Bramante

Flowers. Meravigliosa Natura
Chiostro del Bramante – fino al 6 settembre 2026
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Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 DART – Chiostro del Bramante ospita Flowers. Meravigliosa Natura, nuovo capitolo del progetto espositivo avviato con Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale. In questo secondo appuntamento il focus si allarga: dal singolo fiore si passa alla natura nella sua totalità, intesa come universo organico, mutevole e interconnesso in cui specie vegetali e animali, elementi marini e diversi ecosistemi convivono in equilibrio dinamico.

Realizzata in accordo con la Kunsthalle di Monaco e Suzanne Landau, ma in maniera indipendente, la mostra propone un itinerario fresco e sorprendente, pensato per chi resta in città e per chi arriva a Roma in vacanza. Il percorso conferma la rimodulazione e l’ampliamento dei contenuti scientifici, grazie a nuovi prestiti da prestigiose collezioni italiane come la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano – Museo della Natura Morta, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma.

Queste collaborazioni valorizzano il ruolo delle collezioni pubbliche, civiche e statali, custodi di un patrimonio storico-artistico e scientifico di grande rilievo, e rafforzano il dialogo tra opere antiche e contemporanee, tra memoria e urgenze del presente. La mostra si articola in tre macro-sezioni — Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica — che offrono al pubblico chiavi di lettura diverse ma complementari sul rapporto tra umanità e ambiente.

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Le esposizioni fotografiche

Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis
Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese – fino al 6 settembre 2026
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La mostra porta per la prima volta al pubblico una selezione di capolavori provenienti dalla raccolta del produttore e distributore cinematografico Valerio De Paolis. Da qui anche il titolo, che richiama uno dei primi dispositivi di narrazione per immagini, antenato di fotografia e cinema.

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Immagini da Ufficio Stampa / Shutterstock

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