A Macerata una grande mostra diffusa ripercorre 350 anni di esposizioni pubbliche, da Giuseppe Ghezzi alle pratiche contemporanee, trasformando musei e città in un laboratorio sul ‘mostrare’.

Macerata si interroga su chi abbia davvero inventato le mostre e su come questo dispositivo culturale sia cambiato in tre secoli e mezzo. Dall’11 luglio 2026 al 10 gennaio 2027 la rassegna EXPOSITIO MUNDI La mostra come medium, curata da Lorenzo Benedetti con Giuliana Pascucci, trasforma la città in un percorso diffuso tra Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, Sferisterio e Biblioteca Mozzi Borgetti.

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Promossa dal Comune di Macerata insieme all’Accademia di Belle Arti e all’Università degli Studi di Macerata, la mostra parte dalla figura del pittore e curatore seicentesco Giuseppe Ghezzi, che nel 1676 organizzò a Roma una pionieristica esposizione pubblica di capolavori rinascimentali. Da lì prende forma una riflessione attuale sul ruolo della mostra come linguaggio autonomo, pratica civica e spazio democratico di conoscenza condivisa.

Installazione al neon di Maurizio Nannucci allo Sferisterio per la mostra Expositio Mundi a Macerata
Expositio Mundi. Same Words Different Thoughts / Same Thoughts Different Words, 2026, Maurizio Nannucci, neon, intervento site-specific. Sferisterio. Courtesy Maurizio Nannucci. Installation view, ph. Giorgio Benni, Roma. Comune di Macerata – Macerata Musei.

Da Giuseppe Ghezzi alle pratiche contemporanee

Al centro del progetto c’è la storia stessa dell’esposizione: cosa accade quando i capolavori escono dai palazzi privati e diventano patrimonio di tutti? EXPOSITIO MUNDI risponde con opere antiche e contemporanee che mostrano come l’atto di esporre sia diventato gesto creativo, strumento critico e dispositivo civico. Nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi i manoscritti e i dipinti di Ghezzi dialogano con artisti che hanno ridefinito il formato mostra, da Giulio Paolini con Ipotesi per una mostra a Joseph Beuys, Felix Gonzalez-Torres, Ed Atkins, Oliver Laric, Dimitar e Nedko Solakov.

La dimensione diffusa del progetto coinvolge anche lo Sferisterio, dove il neon site-specific di Maurizio Nannucci, Same words different thoughts / Same thoughts different words, innesta il suo linguaggio luminoso nell’architettura neoclassica, e la Biblioteca Mozzi Borgetti, in cui Laura Paoletti costruisce con Les Survivances un itinerario tra erbari, incunaboli, trattati antichi e tavole botaniche contemporanee.

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Nel percorso spicca anche il lavoro di Fabrizio Cotognini, che tratta lo spazio espositivo come un teatro della memoria, intrecciando storia, mito e letteratura. Tra le opere in mostra ci sono Attempt to Create the Smallest Painting Exhibition in the World, The Saturday tribute to Abraham Heschel e Malatempora, che rilegge materiali e iconografie del passato trasformandoli in apparizioni contemporanee.

Opera Malatempora di Fabrizio Cotognini su carta incisa esposta per Expositio Mundi a Macerata
Fabrizio Cotognini Mala Tempora courtesy the artist and Building Gallery, Milano

Una città-laboratorio tra musei, biblioteca e spazio urbano

Come sottolineano le istituzioni coinvolte, EXPOSITIO MUNDI è pensata come laboratorio a cielo aperto: il museo diventa spazio vivo e condiviso, capace di trasformarsi insieme alla comunità. Alla mostra principale si affiancano un ricco public program, workshop dedicati ai linguaggi digitali e attività per famiglie e bambini, oltre a visite guidate e talk autunnali che approfondiscono i temi del vedere, mostrare e guardare.

Il progetto si estende anche fuori mostra con iniziative collegate in altri luoghi cittadini, come il percorso dedicato a Studio Azzurro da PlayMarche Macerata e la collettiva ANIMALIA. Pratiche di mimesi scultorea al Museo Civico di Storia Naturale, che coinvolge gli studenti dell’Accademia di Belle Arti. A completare l’esperienza, il Macerata Pass turistico consente l’accesso integrato alle sedi – Palazzo Buonaccorsi, Torre Civica, Arena Sferisterio e Biblioteca Mozzi Borgetti – mentre orari prolungati e ingressi gratuiti selezionati favoriscono una fruizione ampia e inclusiva.

Veduta di sala con opere di Michele Ciacciofera e Veit Stratmann a Expositio Mundi a Palazzo Buonaccorsi
Expositio Mundi. Paolo Chiasera, San Gerolamo, 2011, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. Courtesy Paolo Chiasera – Martina Simeti, Milano. Installation view, ph. Giorgio Benni, Roma. Comune di Macerata – Macerata Musei.

Con questa grande mostra collettiva e diffusa, Macerata celebra i 350 anni da una rivoluzione culturale nata dall’intuizione di un marchigiano e rilancia il tema della mostra come medium democratico, tra patrimonio storico, sperimentazione contemporanea e nuove forme di partecipazione.

Foto: Giorgio Benni / Comune di Macerata – Macerata Musei

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