La mostra ‘Vasari e Roma’ a Palazzo Caffarelli, ai Musei Capitolini, viene prorogata fino al 6 settembre 2026: oltre 70 opere raccontano il legame tra la città dei papi e il maestro aretino.

La mostra Vasari e Roma ai Musei Capitolini, allestita nelle sale di Palazzo Caffarelli a Roma, viene prorogata fino al 6 settembre 2026. Un’estensione che permette al pubblico di scoprire, o riscoprire, oltre settanta opere tra dipinti, disegni e documenti che raccontano il rapporto profondo tra la città dei papi e Giorgio Vasari, pittore, architetto e scrittore del Cinquecento.

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Aperta dal 20 marzo 2026, l’esposizione si concentra sul dialogo tra l’inventore della Maniera Moderna e la Città Eterna, determinante per la sua formazione, per la maturazione della visione artistica e per lo sviluppo della carriera. Il percorso ripercorre i soggiorni romani dell’artista, mettendo in luce come la capitale pontificia sia stata un laboratorio decisivo per la sua identità di autore e di intellettuale.

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Un percorso tra oltre 70 opere e grandi prestiti

Promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – e organizzata con MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la mostra e il catalogo, edito da Gangemi, sono curati da Alessandra Baroni. Grazie a una rete di prestiti italiani e internazionali, il progetto riunisce opere che documentano l’evoluzione artistica e intellettuale di Vasari.

Tra le istituzioni coinvolte figurano le Gallerie Nazionali di Arte AnticaPalazzo Barberini, il complesso VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia, le Gallerie degli Uffizi, l’Archivio di Stato di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Convento e Sacro Eremo di Camaldoli, la Pinacoteca Nazionale di Siena, il Móra Ferenc Múzeum di Szeged e diverse istituzioni aretine, tra cui la Badia delle Sante Flora e Lucilla e il Museo Diocesano di Arte Sacra.

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Vasari tra pittura, architettura e biografia

Il percorso espositivo restituisce la complessità della figura di Vasari come pittore, architetto e biografo, mettendo in relazione la produzione figurativa con le celebri Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. Disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture e dipinti autografi sono affiancati per mostrare come l’artista sia stato anche un acuto interprete della vita culturale e politica del XVI secolo.

Tra i capolavori in mostra spiccano la Resurrezione, eseguita con Raffaellino del Colle intorno al 1545 (Museo e Real Bosco di Capodimonte), la Resurrezione di Cristo del 1550 (Pinacoteca Nazionale di Siena) e il Ritratto di Gentiluomo (Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova). Dall’Eremo di Camaldoli arrivano inoltre due opere chiave: la Natività del 1538, dipinta “alla fiamminga” e nota come la “Notte di Camaldoli”, e l’Orazione nell’Orto del 1571, che segna uno degli esiti più alti della fase finale della sua carriera.

Un prestito internazionale e le informazioni per la visita

Ad arricchire ulteriormente l’itinerario è la poetica Annunciazione (1570–1571), proveniente dal Móra Ferenc Múzeum in Ungheria, testimonianza dell’ultima stagione creativa di Vasari. L’insieme delle opere consente di seguire passo dopo passo la lunga parabola dell’artista, dalle prove giovanili fino alle realizzazioni più mature, in continuo dialogo con Roma e con i suoi protagonisti.

Vasari e Roma resta visitabile a Palazzo CaffarelliMusei Capitolini, in Piazza del Campidoglio, 00186 Roma, fino al 6 settembre 2026. Per informazioni su orari e biglietti è attivo il numero 060608 (tutti i giorni, ore 9.00-19.00) e il sito Musei Capitolini.

Foto: Ufficio Stampa

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