Al Museo del Paesaggio di Verbania la personale di Tullio Pericoli, ‘Terre Inquiete’: 50 opere, molte inedite, per rileggere il paesaggio contemporaneo tra memoria, fragilità e trasformazioni.
Tullio Pericoli torna al centro della scena espositiva con Terre Inquiete, ampia personale allestita al Museo del Paesaggio di Verbania sul Lago Maggiore. Dal 30 maggio – 1° novembre 2026, nelle sale di Palazzo Viani Dugnani, il maestro marchigiano propone 50 opere, di cui metà inedite, per un viaggio nel paesaggio come racconto del nostro presente.
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Curata da Elena Pontiggia, la mostra prende le mosse dall’immagine guida L’osservatore di paesaggi, in cui una figura solitaria si affaccia su una veduta che diventa pretesto per interrogare la realtà contemporanea. Un invito a leggere le tele di Pericoli non come semplici vedute naturalistiche, ma come mappe emotive e concettuali, attraversate da tensioni geologiche, culturali e sociali.

Il paesaggio come lingua del presente
«I miei non sono quadri di un paesaggista. Uso il paesaggio come una lingua che mi consente di esprimere le mie idee, per parlare anche di quanto sta avvenendo nel mondo», afferma Pericoli, che vede nella pittura uno strumento per filtrare la realtà senza trasformarla in messaggio didascalico. Il paesaggio diventa così mezzo per comunicare inquietudini, percezioni e memorie, in una narrazione visiva densa di rimandi.
Nelle opere in mostra, ispirate vagamente alla terra marchigiana d’origine ma liberate da ogni vincolo descrittivo, le colline si trasformano in paesaggi dell’anima. Se un tempo queste vedute evocavano quiete e pace interiore, oggi la natura appare sempre più minacciata, riflesso di un mondo in trasformazione. I titoli stessi dei lavori suggeriscono solo in parte il soggetto, lasciando allo spettatore il compito di completarne il senso.
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Nelle sue riflessioni critiche, Pontiggia sottolinea come, soprattutto dagli anni Novanta, le composizioni di Pericoli abbiano accentuato un senso di frammentarietà e una inquietudine crescente. Le sue terre si fanno così specchio di un paesaggio contemporaneo fragile, in cui l’ordine apparente nasconde fratture e tensioni profonde.
Un percorso immersivo tra opere inedite e collezioni storiche
Come spiega la direttrice artistica Federica Rabai, l’allestimento di Terre Inquiete è pensato come un percorso immersivo e progressivo, costruito per nuclei tematici e visivi più che in chiave cronologica. Le opere dialogano tra loro e con gli spazi di Palazzo Viani Dugnani, alternando sale più dense e stratificate ad altre rarefatte e contemplative, per restituire la complessità dello sguardo dell’artista.

Il progetto mette inoltre in contrappunto i paesaggi contemporanei di Pericoli con la Pinacoteca del Museo del Paesaggio, che conserva una vasta collezione di pittura piemontese e lombarda tra Otto e Novecento, dal verismo di Arnaldo Ferraguti al naturalismo di Guido Boggiani ed Eugenio Gignous. Un confronto che evidenzia la distanza dal naturalismo ottocentesco e la piena contemporaneità del linguaggio dell’artista.
Per Rabai, dedicare una grande personale a Pericoli significa rafforzare la vocazione del Museo del Paesaggio come luogo di dialogo tra linguaggi artistici attuali e patrimonio storico, offrendo al pubblico nuovi strumenti per leggere il rapporto tra uomo e ambiente. In questa direzione si muove anche il Presidente Massimo Terzi, che vede nella mostra una tappa chiave nel percorso di valorizzazione dell’arte e del paesaggio perseguito dall’istituzione.
Visite guidate, servizi educativi e informazioni pratiche
Il programma di Terre Inquiete è arricchito da visite guidate con la storica dell’arte Ilaria Macchi, in calendario il 6 giugno, 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre e 17 ottobre alle ore 15.30. Sono previste inoltre attività e servizi dedicati ai ragazzi e alle famiglie, con schede pensate per accompagnare i più giovani in una fruizione semplice e coinvolgente.
La mostra, realizzata con il sostegno di Città di Verbania, Regione Piemonte e Distretto Turistico dei Laghi e delle Valli, è cofinanziata dall’Unione Europea, dallo Stato italiano e dal Fondo di Rotazione nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Svizzera, progetto Un posto dove sto bene. Un catalogo edito dal Museo del Paesaggio accompagna il percorso espositivo.
Il Museo del Paesaggio di Verbania (Palazzo Viani Dugnani, via Ruga 44) è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, chiuso il martedì. Il biglietto d’ingresso costa 8,00 euro intero e 5,00 euro ridotto e comprende anche la visita alle collezioni permanenti. È disponibile un biglietto unico con i Giardini Botanici di Villa Taranto a 18,00 euro intero e 13,00 euro ridotto.
Foto: Ufficio Stampa
