Palazzo Blu dedica una grande mostra a Francesco e Luigi Gioli, con 105 dipinti e una preziosa sezione di disegni inediti che raccontano la pittura a Pisa tra Ottocento e Novecento.

Dal 16 maggio al 6 settembre 2026 Palazzo Blu a Pisa ospita la mostra I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ’800 e ’900, un ampio progetto espositivo che riporta al centro due protagonisti della pittura toscana, Francesco e Luigi Gioli, e il vivace panorama artistico cittadino tra i due secoli.

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Curata da Stefano Renzoni, con una selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni, la mostra viene inaugurata il 15 maggio ed è aperta al pubblico dal 16 maggio al 6 settembre 2026, con l’obiettivo di restituire ai Gioli il ruolo di motore della cultura figurativa locale e di superare l’idea di una Pisa marginale rispetto alle grandi traiettorie dell’arte italiana.

105 dipinti, disegni inediti e una nuova lettura della scuola post-macchiaiola

Il percorso riunisce 105 dipinti dei due pittori pisani e di numerosi artisti coevi, insieme a una raccolta di disegni dei Gioli che porta per la prima volta fuori dagli archivi di famiglia un nucleo di opere inedite, provenienti anche da collezioni private. Tele come la Pesca alla Sciabica e le Boscaiole di San Rossore di Francesco Gioli, affiancate da studi di animali e vedute urbane di Luigi, mostrano il passaggio dalla tradizione macchiaiola a un linguaggio post-macchiaiolo radicato nel territorio.

Dipinto Pesca a sciabica di Francesco Gioli esposto nella mostra I fratelli Gioli a Palazzo Blu Pisa
Francesco Gioli, Pesca a sciabica, 1887, olio su tela, collezione privata. @GronchiFotoarte

La sezione grafica, allestita come uno studio di villa Gioli, mette in luce il disegno come strumento di ricerca e riflessione: taccuini, fogli con prove reiterate sulla figura, studi compositivi e una scatola di colori raccontano la pratica en plein air e svelano il lavoro nel suo farsi, oltre la superficie delle tele. Il progetto intende così offrire una nuova chiave di lettura della pittura pisana tra Ottocento e Novecento, valorizzando una stagione finora poco indagata dalla storiografia locale.

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La pittura a Pisa tra due secoli, da Nino Costa alla Scuola di Bocca d’Arno

Organizzata in sei sezioni, la mostra attraversa la Scuola di Staggia legata alla bottega di Carlo Markò, il capitolo della Macchia con i riferimenti a Fattori, Lega e Cabianca, il focus sui fratelli Gioli, l’area Intorno alla Macchia dedicata a artisti come Vittorio Corcos ed Ernesto Rayper, la sezione Post–Macchiaioli con i rimandi ai fratelli Tommasi e infine L’eredità pisana, che segue gli sviluppi della pittura locale tra Otto e Novecento.

Veduta del dipinto di Luigi Gioli Via del passeggio a Livorno esposto nella mostra I fratelli Gioli a Palazzo Blu Pisa
Luigi Gioli, Via del passeggio a Livorno (Hotel Palazzo), 1885, olio su tela, collezione privata

Accanto alle opere dei Gioli, il pubblico incontra dipinti di Amedeo Lori, presente con lavori del periodo divisionista, e un nucleo dedicato alla cosiddetta Scuola di Bocca d’Arno, sviluppatasi tra Marina di Pisa e il Gombo attorno alla figura di Nino Costa. In questo contesto si inserisce anche Plinio Nomellini, rappresentato da un dipinto esposto alla Biennale di Venezia, mentre lavori di Spartaco Carlini e Giuseppe Viviani completano la mappa di una scena artistica più ricca e originale di quanto a lungo riconosciuto.

Studio compositivo per Pesca a sciabica di Francesco Gioli esposto nella mostra I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ’800 e ’900
Francesco Gioli, Studio compositivo per pesca a sciabica (1887 ca), collezione privata

La mostra, realizzata da Palazzo Blu con il contributo di Fondazione Pisa, è accompagnata da un catalogo edito da Felici Editore, che raccoglie saggi critici e approfondimenti sul ruolo dei Gioli e sulla pittura a Pisa tra Ottocento e Novecento. L’esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00, il sabato, la domenica e nei festivi dalle 10.00 alle 20.00; ulteriori informazioni sono disponibili sul sito palazzoblu.it.

Foto: Ufficio Stampa

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