Una guida alle esposizioni da non perdere tra musei, fondazioni e spazi indipendenti della città.

Bologna continua a essere uno dei centri più vitali del panorama artistico italiano, con una programmazione che attraversa musei, fondazioni e spazi indipendenti. Anche giugno offre una selezione di mostre capaci di raccontare linguaggi diversi, tra grandi nomi, nuove ricerche e progetti espositivi che dialogano con la storia e l’identità culturale della città. Ecco una mappa essenziale per orientarsi tra le esposizioni da non perdere.

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I musei di Bologna si distinguono per una programmazione che unisce eredità storica e sperimentazione contemporanea.

Palazzo Pallavicini: Ruth Orkin e Saul Leiter

Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia
Palazzo Pallavicini, via San Felice 24, Bologna – fino al 19 luglio

126 fotografie in bianco e nero, 40 a colori, 42 dipinti, rari materiali d’archivio tra cui riviste originali, stampe d’epoca, materiale video: dal 5 marzo 2026 al 19 luglio 2026 Bologna accoglie a Palazzo Pallavicini la grande retrospettiva Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia, un viaggio immersivo nell’opera del fotografo che ha trasformato la New York del secondo Novecento in un racconto intimo fatto di riflessi, vapore e ombrelli nella pioggia.

Copertina di Harper's Bazaar con fotografia di Saul Leiter esposta nella mostra Una finestra punteggiata di gocce di pioggia a Palazzo Pallavicini a Bologna
Copertina di Harper’s Bazaar, aprile 1959, con fotografia di Saul Leiter

RUTH ORKIN. The Illusion of Time
Pallazzo Pallavicini via San Felice 24, Bologna – fino al 19 luglio
info sul sito.

Nel cuore di Bologna, nelle sale del quattrocentesco Palazzo Pallavicini, 187 immagini raccontano la vicenda artistica di una delle personalità più importanti della fotografia del Novecento: dal 5 marzo al 19 luglio 2026 va in scena Ruth Orkin con The Illusion of Time, la più ampia antologica mai organizzata in Italia dedicata alla grande fotoreporter, fotografa e regista statunitense.

La mostra, curata da Anne Morin e promossa da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo e in collaborazione con diChroma Photography, è patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF e da AIRF. Insieme alle fotografie, il percorso espositivo presenta anche due macchine fotografiche e documenti che restituiscono il ruolo cruciale di Orkin nella storia del linguaggio fotografico.

Albert Einstein at a Princeton Luncheon, Princeton, New Jersey, 1955

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Bernd & Hilla Becher alla Fondazione MAST

Bernd & Hilla Becher – History of a Method
Fondazione MAST – via Speranza 42, Bologna
23 aprile – 27 settembre 2026
info sul sito.

Alla Fondazione MAST di Bologna arriva la mostra Bernd & Hilla Becher – History of a Method, in programma dal 23 aprile – 27 settembre 2026. Il progetto espositivo ripercorre il lavoro del celebre duo di fotografi tedeschi, noto per l’attenzione ai paesaggi industriali e alle architetture tecniche, attraverso una selezione di immagini e materiali che mettono in luce la loro rigorosa metodologia di lavoro.

I Bernd & Hilla Becher sono rappresentati in mostra con diverse serie che attraversano più decenni, dalle prime sperimentazioni grafiche e fotografiche fino alle celebri tipologie di torri di raffreddamento, torri di estrazione e case a graticcio. Le opere arrivano da importanti archivi e collezioni, tra cui Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – Bernd & Hilla Becher Archiv di Colonia e altre istituzioni europee.

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Bansky prima di essere Banksy

Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005)
Palazzo Fava – Via Manzoni 2 – fino al 2 agosto 2026 PROROGATA FINO AL 18 OTTOBRE
per info consultare il sito.

Bansky

Il contesto storico e sociale nel quale il fenomeno Banksy è nato e si è sviluppato è al centro della mostra Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005), a fino al 2 agosto al Palazzo Fava di Bologna, con la curatela di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani: 300 opere che non vogliono glorificare il mito commerciale, ma tornare alle radici dell’artista e leggere in trasparenza il suo messaggio più attuale.

Non solo le opere, con le quali Banksy ha sempre avuto un rapporto particolare, ma anche materiali d’archivio, documenti inediti e ricerche accademiche indipendenti, per ricostruire il periodo compreso tra il 1983 e il 2005, fase decisiva per la formazione dell’iconografia e delle sue strategie visive, che hanno reso Banksy una delle figure più influenti dell’arte contemporanea

Frida Kahlo come non l’avete mai vista

Frida Kahlo. Lo sguardo come identità
Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna – fino al 27 settembre 2026
Per info consultare il sito.

Frida Kahlo Bologna

La mostra riunisce 70 fotografie originali dedicate a Frida Kahlo, firmate da alcuni tra i più importanti fotografi del Novecento, da Edward Weston a Nickolas Muray. Più che una biografia per immagini, il percorso prova a smontare la Frida trasformata in icona pop, merchandising e simbolo replicato all’infinito, restituendo la complessità di un’artista che ha usato il proprio volto come linguaggio politico, identitario e visivo.

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Immagini: Shutterstock e uffici stampa

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