Dal 31 luglio al 7 ottobre 2026 il Museo Gigi Guadagnucci di Massa celebra Henry Moore e cinque maestri internazionali con ‘Astratto Organico’, mostra dedicata alla scultura astratto-organica del secondo Novecento.

Dal 31 luglio al 7 ottobre 2026 il Museo Gigi Guadagnucci, nella cornice di Villa Rinchiostra a Massa, ospita la mostra Astratto Organico, un ampio omaggio alla scultura del secondo Novecento a quarant’anni dalla scomparsa di Henry Moore. Curata da Mirco Taddeucci con testi critici di Kevin McManus, l’esposizione riunisce 33 opere, di cui quattro inedite, firmate da sei protagonisti internazionali.

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Il progetto, promosso dal Comune di Massa, prosegue il percorso avviato nel 2025 con la mostra dedicata al dialogo tra Gigi Guadagnucci e Gio’ Pomodoro, consolidando il ruolo del museo e di Villa Rinchiostra come polo di riferimento per la scultura contemporanea. Come sottolinea il sindaco Francesco Persiani, l’istituzione si configura sempre più come luogo vivo, aperto ai cittadini, alle scuole e ai visitatori, capace di generare conoscenza e nuove occasioni di crescita culturale.

Scultura Poisson di Maria Papa Rostkowska in onice verde di Persia esposta in Astratto Organico al Museo Gigi Guadagnucci di Massa

Henry Moore e i maestri dell’astratto-organico

In mostra, accanto a Moore, figurano Agustín Cárdenas, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska, artisti che hanno intrecciato le loro ricerche con il territorio toscano e in particolare con l’area apuo-versiliese. Il legame con le Alpi Apuane e con le storiche realtà del marmo emerge in modo particolare nel percorso di Moore, dal lavoro con Henraux fino alla celebre Reclining Figure per la sede UNESCO di Parigi, ricordata anche attraverso documenti e studi su carta.

Il nucleo più ampio dell’esposizione è dedicato proprio a Moore, con disegni e sculture come Draped reclining figure che esplorano la tensione tra massa e cavità, tra corpo umano, paesaggio e forme naturali. Attorno a lui si dispiega un panorama internazionale in cui la scultura si spoglia del peso monumentale per farsi organismo, memoria attiva del vivente dentro la forma, come sottolinea il curatore nel suo intervento critico.

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La selezione comprende materiali diversi, dalla pietra al bronzo, fino a gessi, collage, pittura e disegni preparatori, che permettono di seguire il processo creativo dell’opera “in divenire”. Il tema centrale è il rapporto tra forma e spazio nella scultura astratto-organica del secondo dopoguerra, in un dialogo che attraversa Regno Unito, Argentina, Svizzera, Francia, Italia, Cuba e Polonia.

Scultura monumentale Fugue Lacustre di Antoine Poncet all'esterno di Villa Rinchiostra per la mostra Astratto Organico

Un percorso tra natura, corpo e forme essenziali

Il percorso espositivo si apre all’esterno con Fugue Lacustre di Antoine Poncet, scultura monumentale in marmo rosa aurora posta come soglia ideale della mostra e in dialogo cromatico con la facciata di Villa Rinchiostra. L’opera introduce temi chiave come la riduzione della forma naturale a struttura plastica essenziale, la continuità delle superfici e il rapporto tra peso materiale e slancio dinamico.

All’interno, l’itinerario si articola per nuclei tematici. Le prime sale mettono in luce il passaggio dalla suggestione naturale alla forma autonoma: dalle strutture vegetali ascensionali e alate di Alicia Penalba, esemplificate da Cinq Ailes e da un collage e un piccolo bronzo inediti, alla sintesi animale di Maria Papa Rostkowska in Poisson, dove la figura del pesce si condensa in una presenza compatta e organica.

Henry Moore tra i marmi apuani nelle cave Cervaiole in Versilia, foto d'archivio Henraux

Una sala è dedicata ad Alberto Viani, che assume il corpo umano come nucleo di una progressiva sintesi plastica. In opere come Nudo al sole, il corpo non è descritto nei dettagli anatomici, ma attraverso la continuità delle superfici e l’equilibrio dei volumi. Il percorso si chiude infine con Agustín Cárdenas, la cui ricerca porta il tema dell’organico verso una dimensione più arcaica: corpi, segni totemici e memorie naturali diventano profili essenziali e slanciati, in cui cavità e aperture partecipano alla costruzione della forma.

Con ingresso gratuito per categorie specifiche e opening al pubblico il 31 luglio alle 18.30, Astratto Organico offre al pubblico l’occasione di riscoprire, in un unico sguardo, alcune delle traiettorie più significative della scultura del Novecento, tra natura interiorizzata, astrazione e memoria del vivente.

Foto: Ufficio Stampa

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