Due installazioni permanenti di Piero Pizzi Cannella, inaugurate dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, trasformano lo Stretto in un ponte simbolico tra Messina e Reggio Calabria.

Con Fontana Ferma, il progetto monumentale di Piero Pizzi Cannella, lo Stretto tra Messina e Reggio Calabria diventa un ponte simbolico unito dall’arte contemporanea. Le due installazioni permanenti, collocate sulle sponde opposte, sono state inaugurate giovedì 2 luglio 2026 alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, segnando uno degli interventi pubblici più significativi degli ultimi anni nell’area.

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L’artista, tra le voci più autorevoli della ricerca italiana, porta nella scultura in bronzo la sua indagine sul rapporto tra memoria, simbolo e materia. In Fontana Ferma gruppi scultorei che richiamano antichi vasi e contenitori d’acqua si trasformano in presenze archetipiche, capaci di dialogare con il paesaggio e con la stratificazione culturale del Mediterraneo, radicandosi nello spazio urbano come segni permanenti.

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Un doppio intervento sullo Stretto e la visione istituzionale

La giornata inaugurale si è aperta alle 12.30 nell’area dell’ex Fiera di Messina, con la presentazione dell’opera destinata alla città siciliana. Alla cerimonia, accanto al Ministro Giuli, sono intervenuti il Sindaco di Messina Federico Basile, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo, Arturo Pizzi Cannella e il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano.

Veduta dell'opera Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella nel cortile del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Nel pomeriggio, alle 17.30, la cerimonia è proseguita poi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con la presentazione dell’installazione collocata in piazza De Nava. Insieme al Ministro, sono intervenuti Angelo Piero Cappello, Direttore Generale dell’Unità di Missione per la Cooperazione Culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, la curatrice del progetto Chiara Ianeselli, oltre ad Arturo Pizzi Cannella e al Direttore Sudano, alla presenza del Sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro.

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Le due installazioni dialogano idealmente attraverso il mare, trasformando lo Stretto da confine geografico a luogo di incontro, relazione e scambio. Il Ministro Giuli ha sottolineato come il progetto nasca per costruire ponti tra le rive, tra culture e popoli del Mediterraneo, inserendosi nella cornice del Piano Mattei e riconoscendo nella cultura uno strumento per rafforzare dialogo, cooperazione e crescita condivisa, soprattutto per le nuove generazioni.

Il ruolo del MArRC, la mostra sugli studi e il documentario

L’acquisizione delle opere di Pizzi Cannella da parte del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stata resa possibile grazie ai programmi PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea per l’intervento reggino e Il Museo Rigenera per l’opera a Messina, promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il Direttore Sudano ha evidenziato come, con Fontana Ferma, il museo rafforzi la propria identità di istituzione aperta al contemporaneo e capace di generare nuove connessioni culturali in un territorio complesso ma ricco di potenzialità.

Nella corte interna del MArRC, in piazza Paolo Orsi, appare l’allestimento di un’esposizione dedicata agli studi preparatori dell’opera, che permette al pubblico di entrare nel processo creativo dell’artista e di seguirne l’evoluzione progettuale. Alla mostra si affianca la presentazione del catalogo Piero Pizzi Cannella. Fontana Ferma, a cura di Fabrizio Sudano ed edito da Electa, che approfondisce contenuti, contesto e significato dell’intervento.

La giornata si è conclusa con l’anteprima del documentario realizzato dall’agenzia Amaranto – Cultura Digitale, che racconta il percorso delle due opere dall’ideazione alla loro collocazione sulle opposte sponde dello Stretto. Con Fontana Ferma l’arte contemporanea si innesta stabilmente nel paesaggio, dando vita a un ponte simbolico tra le due città e riaffermando il valore della cultura come strumento di dialogo, rigenerazione e costruzione del futuro.

Foto: Ufficio Stampa

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