La Fondazione Palazzo Magnani presenta la nuova stagione espositiva 2026-2027: Gregory Crewdson ai Chiostri di San Pietro, le avanguardie di Kandinskij, Klee e Malevič per la riapertura del palazzo e una monografica dedicata a Denis Santachiara.
Con la programmazione autunnale 2026 – 2027, la Fondazione Palazzo Magnani rilancia il proprio ruolo a Reggio Emilia con una stagione di mostre che intreccia fotografia contemporanea, avanguardie storiche e design. Tra ottobre e dicembre tre grandi progetti espositivi animeranno Chiostri di San Pietro, Palazzo Magnani e Palazzo da Mosto, accompagnando il pubblico verso la riapertura completa dello storico edificio di corso Garibaldi.
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Il percorso conferma la vocazione della Fondazione alla ricerca sul Novecento e alla grande fotografia, ma anche l’investimento sulle connessioni tra arte, scienza e architettura. Come sottolineato dagli interventi istituzionali, la riqualificazione in corso su Palazzo Magnani punta a restituire spazi più funzionali e adeguati agli standard richiesti dalle grandi mostre, trasformando il complesso in un presidio culturale ancora più aperto e inclusivo.

Gregory Crewdson ai Chiostri di San Pietro
La stagione si apre ai Chiostri di San Pietro con la mostra Gregory Crewdson. Eveningside, dedicata al fotografo statunitense Gregory Crewdson e curata da Jean-Charles Vergne. In programma dal 10 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, il progetto riunisce le tre serie che compongono la trilogia realizzata nell’arco di un decennio: Cathedral of the Pines (2012-2014), An Eclipse of Moths (2018-2019) e Eveningside. A completare il percorso, la proiezione del film Making Eveningside, che svela il dietro le quinte della produzione.
Se nelle opere precedenti Crewdson indagava paesaggi boschivi e scenari post-industriali, in Eveningside lo sguardo si concentra sulla quotidianità urbana, trasformando luoghi ordinari in ambientazioni sospese e cariche di tensione. L’uso della luce, degli effetti atmosferici e delle tecnologie digitali costruisce immagini dall’intensa atmosfera cinematografica, in dialogo con il noir e il cinema classico. La mostra è aperta il giovedì 10-13 e 15-19, venerdì, sabato e domenica 10-19, con biglietti acquistabili su palazzomagnani.it o in biglietteria.
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La riapertura di Palazzo Magnani tra avanguardie e scienza
L’evento che segna la riapertura di Palazzo Magnani è la mostra Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij, in programma dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027. Curato da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi insieme a un comitato scientifico internazionale, il progetto propone un viaggio immersivo alle radici della rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento, in continuità con le ricerche già avviate dalla Fondazione su Piero della Francesca e M.C. Escher.
In dialogo con il pensiero del filosofo e scienziato Pavel Florenskij, le opere di Kandinskij, Klee, Malevič e altri protagonisti dell’avanguardia, affiancate a icone russe e prestiti da istituzioni europee come il Klee Zentrum di Berna e la Collezione Costakis di Salonicco, invitano a ripensare spazio, geometria e immaginario. Grazie alla collaborazione con l’INFN e con studiosi come Luigi Grasselli e James Bradburne, al piano terra sarà allestito uno spazio con strumenti interattivi e ricostruzioni virtuali per far sperimentare, anche a scuole e famiglie, i principi matematici che hanno segnato l’inizio del secolo scorso.

Design e nuovi progetti tra Palazzo da Mosto e il 2027
Il 2026 si chiude a Palazzo da Mosto con la monografica Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966, allestita dal 12 dicembre 2026 al 14 marzo 2027. La mostra ripercorre oltre sessant’anni di attività del designer reggiano Denis Santachiara, tra car design nella Motor Valley, sconfinamenti nell’arte e progetti che hanno segnato il design italiano e internazionale. Il percorso affronta temi legati all’abitare, alla tecnologia e all’architettura, mettendo in luce elementi come gioco, stupore, ironia e incantesimo tecnologico, con una sezione dedicata alle nuove generazioni del design selezionate dallo stesso autore.
Tre mostre in tre sedi storiche nel cuore della città restituiscono l’identità della Fondazione come piattaforma capace di connettere patrimonio e contemporaneità, produzione culturale e valorizzazione del territorio. Nel 2027, anno del trentennale delle mostre a Palazzo Magnani, prenderà forma anche il progetto ARP-ERNST. AMICIZIE E AMORI: Hans Arp, Sophie Taeuber-Arp, Max Ernst, Dorothea Tanning, dedicato ai legami umani e artistici tra due protagonisti del Novecento e le figure femminili che ne hanno condiviso il percorso creativo.
Accanto alle esposizioni, la Fondazione prosegue il lavoro su spettacolo dal vivo, incontri pubblici e welfare culturale, con un organico potenziato per sostenere progettualità sempre più complesse. Tra bilanci, report e investimenti sulla rigenerazione degli spazi, la nuova stagione conferma Palazzo Magnani come luogo in cui la cultura agisce come infrastruttura civile e leva di sviluppo per la comunità.
Foto: Ufficio Stampa
