Per il suo decimo anniversario Gibellina Photoroad torna dal 4 luglio al 6 settembre 2026 con un’edizione speciale open air: installazioni site-specific, memoria collettiva e nuovi progetti tra le architetture della capitale dell’arte contemporanea.

Dal 4 luglio al 6 settembre 2026 la città di Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, si trasforma nuovamente in un grande percorso espositivo a cielo aperto con la nuova edizione speciale di Gibellina Photoroad. Il festival di fotografia contemporanea open air e site-specific, curato da Arianna Catania, torna nel suo decimo anniversario con un programma diffuso tra piazze, architetture e spazi della vita quotidiana.

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Organizzato e prodotto dall’Associazione On Image all’interno del progetto Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, il festival conferma la propria vocazione: portare le immagini fuori dai luoghi espositivi tradizionali, in dialogo diretto con il tessuto urbano, la memoria del territorio e le comunità che lo abitano.

Installazione RoundTrip di Alice Grassi a Gibellina Photoroad, ritratti di giovani gibellinesi nelle finestre delle abitazioni

Ruins of Renewal, una nuova piazza per la memoria

Fulcro dell’edizione 2026 è Ruins of Renewal, nuovo progetto site-specific dell’artista olandese Erik Kessels, tra le figure più influenti della scena fotografica internazionale. Sostenuta da Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi e da Mondriaan Fonds, l’installazione nasce da una lunga ricerca condotta con gli abitanti attraverso fotografie di album di famiglia e archivi cittadini.

Concepita come una “nuova piazza”, l’opera occupa lo spazio adiacente a Piazza Beuys e si configura come un luogo di incontro e partecipazione composto da immagini della ricostruzione di Gibellina tra gli anni Settanta e Novanta. Totem, strutture e sedute trasformano la memoria privata in esperienza collettiva, restituendo alla fotografia una chiara funzione sociale e civile.

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Identità, paesaggi e comunità: dieci anni di festival

Nato nel 2016 da un’idea di Arianna Catania, che ne firma la direzione artistica fin dall’origine, Gibellina Photoroad è l’unico festival italiano interamente dedicato alla fotografia contemporanea open air e site-specific. In dieci anni ha realizzato oltre 150 mostre e installazioni, coinvolgendo artisti internazionali e collaborando con istituzioni come MAXXI, Triennale Milano, Images Vevey, FORMAT Festival, Belfast Photo Festival e Parlamento Europeo.

In questa edizione i progetti affrontano temi legati a memoria, identità, paesaggio e trasformazioni sociali e ambientali. RoundTrip di Alice Grassi, uno dei lavori simbolo del festival, torna in versione ampliata: i protagonisti sono giovani gibellinesi che hanno lasciato la città per studio o lavoro, ritratti nei luoghi che sentono come casa. Le immagini, installate nelle finestre delle abitazioni, trasformano il centro urbano in una mappa affettiva fatta di ricordi ed emozioni.

Frame della videoinstallazione Between di Jacopo Di Cera al Grande Cretto di Burri

Dal Teatro Consagra al Grande Cretto: installazioni nel paesaggio

Con Alphabet, Teresa Giannico interviene nel Teatro di Pietro Consagra, costruendo un alfabeto visivo di immagini e frammenti che dialogano con l’architettura brutalista dell’edificio. Il pubblico è invitato a comporre autonomamente significati e connessioni, trasformando il percorso in un’esperienza personale e aperta.

Il legame tra storia collettiva ed esperienza individuale attraversa anche Between di Jacopo Di Cera, videoinstallazione nata durante una residenza al Grande Cretto di Alberto Burri con il coinvolgimento di quattordici abitanti della città. Attraverso una serie di video-loop ripresi dall’alto, corpi, ombre e movimenti attraversano il Cretto, che da luogo della memoria si fa spazio abitato. L’opera, realizzata in collaborazione con HF4, International Art Hub, è presentata alla Fondazione Orestiadi.

Installazione Ruins of Renewal di Erik Kessels a Gibellina, nuova piazza fotografica tra totem e strutture

Natura, clima ed eredità permanenti in città

Il percorso si completa con Redemption of Nature di Stefano Cerio, progetto aggiudicato dal Comune di Carrara e sostenuto da Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Attraverso fotografie e video realizzati in Sicilia e Sardegna, l’artista indaga i processi di rigenerazione della natura dopo i grandi incendi che hanno colpito il Mediterraneo, installando le immagini all’aperto nel paesaggio di Gibellina.

In città restano visitabili anche le installazioni Una città quasi infinita di Paolo Ventura, il fotomosaico permanente Gibellina selfie di Joan Fontcuberta, Hollywood di Salvatore Di Gregorio e il progetto partecipato Singolare Plurale: un ritratto per la città, inseriti in un percorso diffuso tra bar e negozi. Il festival celebra inoltre il proprio decennale con un catalogo dedicato ai dieci anni di attività, in uscita il 30 luglio, che raccoglie materiali d’archivio, immagini e contributi di artisti e studiosi.

Il programma inaugurale del 4-5 luglio e del 30 luglio prevede incontri con gli artisti, visite guidate, presentazioni editoriali e momenti di partecipazione aperti alla cittadinanza. Gibellina Photoroad si conferma così uno spazio di confronto tra creativi, abitanti e visitatori, dove la fotografia diventa linguaggio capace di leggere il presente e attivare nuove relazioni con il territorio.

Foto: Ufficio Stampa

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