Quindici anni dopo gli 81 giorni trascorsi in una prigione segreta cinese, l’artista trasforma quell’esperienza in una performance di 24 ore aperta al pubblico. L’evento inaugura anche la più grande mostra site-specific mai realizzata da Ai Weiwei nel Regno Unito.
Per quindici anni non aveva mai ricostruito pubblicamente quei giorni. Ora, a distanza di quindici anni dalla sua detenzione segreta in Cina, Ai Weiwei trasforma quell’esperienza in un’opera d’arte. Dal 3 al 4 luglio, gli spazi di Aviva Studios a Manchester ospiteranno Sewing a Button, una performance di 24 ore durante la quale l’artista rivivrà la quotidianità trascorsa nella cella dove fu detenuto nel 2011.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
L’opera segna il quindicesimo anniversario degli 81 giorni di prigionia ai quali Ai Weiwei fu sottoposto dalla Pubblica Sicurezza cinese. Arrestato nell’aprile 2011 all’aeroporto di Pechino, l’artista venne trattenuto in una località segreta senza accuse formali. Per oltre due mesi rimase costantemente sorvegliato da due guardie, che lo osservavano senza interruzione durante ogni momento della giornata.
Sewing a Button: una performance che ricostruisce la detenzione
Per la prima volta Ai Weiwei ricrea quello spazio davanti al pubblico. All’interno di Aviva Studios verrà ricostruita una replica della cella, lunga 7,2 metri e larga 3,6 metri, dove il pubblico potrà assistere, in turni di due ore, a tutte le azioni che scandivano le sue giornate: dormire, mangiare, scrivere, lavarsi, fare esercizio fisico e affrontare gli interrogatori.
La performance introduce anche un elemento di forte impatto simbolico. Così come accadeva durante la detenzione, l’artista sarà osservato costantemente attraverso tre telecamere di sorveglianza. Le immagini saranno trasmesse sugli schermi presenti negli spazi di Aviva Studios e diffuse anche online, trasformando la sorveglianza subita nel 2011 in una riflessione pubblica sul controllo, sulla memoria e sulla libertà individuale.
La più grande mostra site-specific dedicata ad Ai Weiwei
La performance inaugura anche Ai Weiwei: Button Up!, la più ampia mostra site-specific mai dedicata all’artista negli spazi di Aviva Studios, visitabile dal 2 luglio al 6 settembre.
L’esposizione affronta alcuni dei temi centrali della ricerca di Ai Weiwei, dal rapporto tra Cina e Regno Unito alle conseguenze dell’imperialismo britannico e della globalizzazione. Per l’occasione saranno presentate due nuove grandi commissioni realizzate appositamente per Manchester. Eight-Nation Alliance Flags raccoglie una serie di bandiere composte da circa mezzo milione di bottoni ciascuna, mentre una nuova versione di History of Bombs, realizzata con oltre un milione di mattoncini giocattolo, diventerà la più grande opera dell’artista costruita con questo materiale.
Accanto alle nuove produzioni saranno esposte alcune delle opere monumentali più celebri della sua carriera. Tra queste Law of the Journey (2017), il gommone lungo 47 metri carico di centinaia di figure umane dedicato alla crisi migratoria; Wang Family Ancestral Hall (2015), un tempio della dinastia Ming ricostruito a partire da oltre 1.500 elementi lignei originali; La Commedia Umana (2017-2021), un imponente lampadario in vetro di Murano composto da più di 2.000 pezzi, e Circle of Animals/Zodiac Heads, rilettura contemporanea dei dodici animali dello zodiaco cinese.
Una riflessione sul corpo, la memoria e la libertà
Con Sewing a Button, Ai Weiwei compie un gesto inedito nella sua carriera. Invece di limitarsi a raccontare la propria esperienza attraverso oggetti, installazioni o documenti, sceglie di rimettere il proprio corpo al centro dell’opera. La performance trasforma una vicenda personale in una riflessione universale sul potere della sorveglianza, sulla vulnerabilità dell’individuo e sulla capacità dell’arte di conservare la memoria.
Per ventiquattro ore il pubblico sarà chiamato non soltanto a osservare una performance, ma a confrontarsi con il tempo sospeso della detenzione. Condividerà così, almeno in parte, la ripetitività e il controllo che hanno segnato uno degli episodi più drammatici della vita dell’artista cinese.
Foto: Gonçalo F Santos
