Accesso Galleria presenta la prima personale italiana di Sally Gall: dieci fotografie tra documento e astrazione raccontano le monumentali pareti rocciose dell’Ovest americano.
Dal 28 giugno 2026 Accesso Galleria di Pietrasanta ospita Sally Gall. Vertical World, prima mostra personale in Italia dedicata alla fotografa americana. In esposizione dieci immagini di medie e grandi dimensioni, stampate a pigmenti d’archivio, che trasformano le pareti rocciose degli Stati Uniti occidentali in campi visivi sospesi tra documento e astrazione.
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La serie nasce da un viaggio nel Grand Canyon durante una discesa di rafting che ha spinto Sally Gall a inseguire canyon e formazioni rocciose affini in Arizona, Utah, Colorado, Nevada e New Messico. Il risultato sono superfici verticali che sembrano dipinti contemporanei, attraversate da fratture, stratificazioni e tracce minerali che diventano materia viva di una narrazione visiva.

Tra astrazione pittorica e fedeltà al reale
Le fotografie di Gall colpiscono per la forte intensità cromatica, che richiama suggestioni pittoriche vicine alle ricerche di Clyfford Still e Helen Frankenthaler. Eppure, nulla viene aggiunto o cancellato: la fotografa lavora esclusivamente su ciò che incontra, senza interventi manipolativi in postproduzione, concentrandosi su inquadrature e tagli che eliminano ogni riferimento spaziale riconoscibile.
L’assenza di linea dell’orizzonte, la riduzione di ombre e punti luce e la scelta di campi ravvicinati conducono l’immagine in una condizione di sospensione, in cui il paesaggio roccioso si fa superficie pittorica. Le pareti dei canyon diventano così un organismo vivo e in trasformazione, plasmato da processi geologici lenti, lontani dal tempo umano ma percepibili nei segni che affiorano sulla roccia.
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Fratture, venature minerali e sovrapposizioni di strati diventano elementi attivi della composizione, più che semplici dettagli descrittivi. L’immagine, pur restando fedele al luogo, si apre a una lettura mentale e quasi meditativa, dove la scala si perde e la roccia può essere percepita come un paesaggio remoto o come una superficie microscopica.

Fotografare la Terra in azione
La ricerca di Gall è da sempre centrata sul mondo naturale e sulla sua percezione, in un equilibrio costante tra figurazione e astrazione. In Vertical World questo approccio si concentra sulla roccia come corpo dinamico: un archivio di tempo geologico che la fotografia può solo sfiorare, ma mai esaurire. Come afferma l’artista, il suo obiettivo è quello di fotografare la Terra in azione, un mondo scultoreo creato dal vento, dalla pioggia e dal tempo, in un processo infinitamente lento.
Nata a Washington nel 1956 e formata alla Rhode Island School of Design, Gall vive e lavora a New York. Nel corso di oltre quarant’anni ha esplorato tanto i modi in cui l’essere umano attraversa e modifica il paesaggio quanto la dimensione più immobile e geologica della Terra, con serie dedicate a specchi d’acqua, spazi sotterranei e pareti rocciose. Le sue opere sono entrate in collezioni come il Whitney Museum of American Art e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il San Francisco Museum of Modern Art, il Museum of Fine Arts di Houston e la Bibliothèque Nationale de France.

La mostra di Pietrasanta invita il pubblico a riconsiderare la vitalità della Terra e, più in generale, a riscoprire lo straordinario nell’ordinario, la poesia nel quotidiano. In questo senso, le immagini di Vertical World funzionano come soglie: dal dato geologico al pensiero astratto, dalla roccia alla pittura, dal paesaggio al puro colore.
La mostra è visitabile dal 28 giugno al 9 agosto 2026, con inaugurazione sabato 27 giugno alle ore 19. Gli orari di apertura sono: da lunedì a giovedì 18-23; venerdì e sabato 10:30-12 e 18-24; domenica 10:30-12 e 18-23. Ingresso libero.
Foto: Ufficio Stampa
