Per tutta l’estate la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno ospita il monumentale trittico ‘L’eco della Sibilla’ di Omar Galliani, nato da un progetto partecipativo legato alla rigenerazione del Parco Saladini Pilastri.
Alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, per tutta l’estate, il disegno monumentale di Omar Galliani diventa il fulcro di un progetto che intreccia arte contemporanea, memoria e rigenerazione urbana. Il grande trittico L’eco della Sibilla accoglie i visitatori in un dialogo serrato con i capolavori antichi del museo, da Crivelli a Tiziano, trasformando gli spazi storici in un laboratorio aperto sul presente.
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Realizzata dal vivo all’interno del museo su invito del Comune di Ascoli Piceno, l’opera nasce da un percorso partecipativo sostenuto dalla Regione Marche, con otto masterclass che hanno coinvolto cittadini, studenti e appassionati. Per settimane l’atelier dell’artista si è spostato tra le sale espositive, facendo della Pinacoteca una vera bottega contemporanea.

La Sibilla Appenninica tra mito, natura e territorio
L’eco della Sibilla è un trittico a matita nera su tavola di pioppo di 300×600 cm complessivi, articolato in tre pannelli di 300×200 cm. Al centro si impone la figura della Sibilla Appenninica, leggendaria custode di un sapere profetico legato ai Monti Sibillini, da cui sgorgano vaticini sotto forma di libri, simbolo del passaggio dal mondo pagano a quello cristiano.
Attorno alla Sibilla si sviluppa un fitto sistema simbolico: il serpente, emblema della ciclicità di vita e morte e allusione alle pratiche della cura; la coppa, o vaso aurorale, l’Atanor, che rimanda alla dimensione alchemica della trasformazione interiore; il fuoco e le energie telluriche, evocati come manifestazione della forza generatrice della natura. Nei pannelli laterali emergono due figure femminili eteree, ancelle della Sibilla, suggerite da una punzonatura che ne accentua il carattere impalpabile e visionario.
L’artista racconta come il lavoro affondi le sue radici nel legame profondo con Ascoli Piceno e con le Marche, luogo di incontri e ritorni. Il dialogo silenzioso con le opere del museo e con il pubblico ha alimentato giorno dopo giorno la nascita del trittico, fino a trasformare temporaneamente la Pinacoteca in uno spazio di ascolto e condivisione, dove ogni gesto creativo incontrava lo sguardo dei visitatori.
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Dal museo al Parco Saladini Pilastri: arte e rigenerazione urbana
Conclusa l’esposizione alla Pinacoteca, il trittico sarà trasferito nel Parco Saladini Pilastri, cuore di un ampio progetto di restauro e riqualificazione finanziato nell’ambito del programma PINQuA e del PNRR. Il parco, un tempo orto conventuale e poi giardino all’italiana, diventerà uno spazio espositivo dedicato al contemporaneo e un luogo di azione tra arti visive, laboratori teatrali e musicali, attività didattiche e ricreative, con un focus su storia, natura e genius loci.
Per il sindaco Marco Fioravanti, la collocazione dell’opera nel parco testimonia come la cultura possa diventare un potente strumento di rigenerazione urbana, capace di restituire alla comunità un’area strategica della città. In questo processo, i numerosi disegni preparatori di piccolo e grande formato, parte integrante del progetto, accompagneranno il trittico nella sua sede definitiva, rafforzando il legame tra museo, spazio pubblico e cittadinanza.

Un laboratorio vivo per la comunità ascolana
Come sottolinea Stefano Papetti, curatore scientifico delle Collezioni Comunali, assistere alla nascita di un’opera contemporanea in una Pinacoteca ricca di capolavori del passato significa favorire un confronto diretto tra tradizione e ricerca attuale. Studenti e visitatori hanno potuto seguire in diretta il lavoro di Galliani, sperimentando il museo come luogo di formazione e partecipazione attiva.
Il rapporto tra l’artista e Ascoli Piceno, avviato nel 2004 con una personale alla Galleria d’Arte Contemporanea e proseguito nel 2023 con una mostra a Palazzo dei Capitani, trova oggi una nuova tappa in questo progetto, che rimette al centro gli elementi identitari dei territori colpiti dal sisma del 2016. Attraverso L’eco della Sibilla, la città racconta la forza di una comunità che si riconosce nella propria storia e guarda al futuro intrecciando arte, memoria e relazioni.

La Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno è aperta dal martedì alla domenica, festivi e prefestivi, dalle 10.00 alle 19.00. Informazioni e biglietti sono disponibili sul sito ufficiale Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno.
Foto: Ufficio Stampa
