A giugno 2026 OSA Festival trasforma Alessandria del Carretto in un museo a cielo aperto: sei nuovi murales di Ligama, Attorrep e Sposari rileggono Carnevale e Festa della Pita.
A giugno 2026 OSA Festival arriva ad Alessandria del Carretto e ridisegna i muri del borgo montano nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Un progetto di arte urbana che intreccia street art e memoria collettiva, trasformando le facciate del paese in un museo diffuso a cielo aperto.
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Finanziato dalla Regione Calabria e fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, l’intervento coinvolge tre artisti: Ligama, Attorrep e Sposari. Insieme hanno realizzato sei opere murali che raccontano le tradizioni ancestrali della comunità alessandrina, radicate nel paesaggio del Pollino e nella vita quotidiana del borgo.

Maschere di Carnevale e Festa della Pita diventano murales
Il primo percorso artistico è dedicato alle maschere del Carnevale tipiche di Alessandria del Carretto, figure simboliche che custodiscono antichi significati e rappresentano uno degli elementi più riconoscibili del patrimonio culturale locale. I murales ne riprendono forme e suggestioni, riportandole nello spazio pubblico in chiave contemporanea.
Il secondo percorso si ispira invece alla Festa della Pita, considerata il momento più significativo della tradizione popolare del paese. A questo rito collettivo Attorrep, street artist e Direttore artistico di OSA Festival, ha dedicato uno dei suoi lavori, restituendo nuova vita a una pratica che ogni anno, nell’ultima settimana di aprile, vede la comunità scegliere un grande abete sui monti del Pollino e trascinarlo fino al centro abitato.

Il percorso murale racconta così il profondo legame tra uomo, natura e territorio, mettendo in dialogo i gesti antichi del Carnevale e della Festa della Pita con il linguaggio visivo dell’arte urbana. Le opere diventano strumenti di narrazione collettiva, accessibili a residenti e visitatori che attraversano il borgo.
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Un museo a cielo aperto per il borgo del Pollino
Le nuove opere di OSA Festival reinterpretano in chiave contemporanea gli elementi della memoria collettiva, contribuendo a valorizzare il patrimonio immateriale di Alessandria del Carretto. Il risultato è un museo a cielo aperto che arricchisce l’offerta culturale e turistica del borgo, creando nuovi percorsi di scoperta tra vicoli, piazze e scorci montani.
Per il consigliere delegato al turismo Domenica Adduci, i borghi più piccoli custodiscono un’identità unica e il progetto sta già contribuendo a far conoscere Alessandria del Carretto e ad attirare sempre più visitatori. Il sindaco Domenico Vuodo sottolinea come il museo diffuso rappresenti un motivo di orgoglio per l’intera comunità, perché rende omaggio alla memoria e all’identità del paese e diventa un valore aggiunto per il territorio.

OSA Festival, quasi dieci anni di arte urbana tra borghi e città
L’intervento ad Alessandria del Carretto si inserisce nel più ampio percorso di OSA Festival, realtà che da quasi dieci anni lavora sull’arte urbana con l’obiettivo di creare un dialogo autentico tra arte contemporanea, comunità e territorio. Nato a Diamante, storica Città dei Murales, il festival ha esteso negli anni le proprie collaborazioni in Europa, Asia e America, con progetti in Spagna, Armenia e negli Stati Uniti, oltre che in numerosi territori italiani.
Portando avanti il concetto di muralismo come rigenerazione dell’arte pubblica contemporanea e rivalutazione del territorio, OSA Festival apre un dialogo tra arte e architettura, tra spazio e ambiente, integrando la street art nel tessuto di città e borghi del sud Italia. Ad Alessandria del Carretto questo approccio si traduce in opere che si legano agli usi, ai costumi e alle tradizioni locali, rafforzando il legame tra comunità, patrimonio culturale e futuro del territorio.
Foto: Ufficio Stampa
