Alla Art Basel 2026 Magazzino Gallery presenta ‘All Kinds of Blue’, un progetto corale che esplora il blu tra memoria, tecnologia e spiritualità, con opere di Warhol, Morandi, Balla e artisti contemporanei.

Alla Art Basel 2026, Magazzino Gallery presenta il progetto espositivo All Kinds of Blue, ospitato al Booth S16, Hall 2.1 della fiera internazionale svizzera. Il titolo richiama l’album Kind of Blue di Miles Davis, manifesto del jazz modale, e suggerisce un approccio altrettanto aperto e sperimentale alla curatela.

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L’esposizione non si struttura in sezioni rigide, ma si sviluppa come un campo cromatico condiviso, centrato sul blu e sulle sue infinite variazioni percettive e simboliche. Come nel jazz modale, un vocabolario limitato – qui il colore – diventa occasione per una molteplicità di combinazioni, ritmi visivi e registri emotivi.

Veduta di opera in blu presentata da Magazzino Gallery ad Art Basel 2026

Il blu come struttura generativa e il contrappunto del rosso

In All Kinds of Blue il blu non è un vincolo formale, ma una struttura generativa flessibile entro cui ogni opera costruisce la propria atmosfera. Il colore emerge come spirituale e malinconico, tecnologico e atmosferico, naturale e artificiale: evoca la notte, il mare, l’infinito e ciò che resta fuori portata, trasformandosi a seconda di materiali e contesti.

A questo campo cromatico si affianca l’uso calibrato del rosso, pensato come controcanto capace di riattivare lo sguardo attraverso il contrasto e la tensione visiva. Questa opposizione rimanda anche ai sistemi di riconoscimento e desiderio della cultura visiva contemporanea, dalla comunicazione di massa al branding, in cui il colore diventa strumento di identità e memoria.

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L’obiettivo dichiarato del progetto non è soltanto indagare il colore, ma le strutture attraverso cui il colore acquisisce significato. Il blu diventa così un dispositivo per leggere i rapporti tra percezione, storia, tecnologia e ideologia, in una cornice volutamente minimale che genera continue variazioni, dove il limite si trasforma in libertà.

Dettaglio di opere in blu e rosso nello stand di Magazzino Gallery ad Art Basel

Da Warhol a Balla: dialoghi tra maestri storici e ricerca contemporanea

Il percorso riunisce opere che attraversano decenni di storia dell’arte, dalle icone del Novecento alle ricerche più recenti. Tra i nomi in mostra compaiono Andy Warhol, con Jackie (Veil) del 1964, e Giorgio Morandi, presente con il dipinto Flowers del 1952. Il Futurismo di Umberto Boccioni entra in gioco con Scomposizione dinamica (1913), mentre Giacomo Balla offre una veduta urbana romana del 1913 in pastello.

Accanto ai maestri del XX secolo, il progetto valorizza pratiche contemporanee che lavorano sul rapporto tra luce, immagine in movimento e supporti inusuali. Daniele Puppi è presente con l’installazione audiovisiva Psychedelic Lock (2016) e con la serie fotografica INFRASUB FRAGMENTS (2023), mentre Quayola propone stampe e video della serie Storm, in cui il paesaggio viene filtrato da processi digitali ad alta definizione.

Vista di installazioni e opere su carta e metallo in blu nello stand All Kinds of Blue

Sculture, installazioni e paesaggi tra natura, tecnologia e memoria

La riflessione sul blu si estende alla scultura e all’installazione. Massimo Bartolini presenta il bronzo Festone (2019), ottenuto sostituendo alla cera della tecnica a cera persa un ramo d’albero, sacrificato nel processo per diventare un calco irripetibile della natura, e opere come Rugiada (2026) e Untitled (Airplane). Elisabetta Benassi lavora invece su temi legati allo spazio e alle tracce del progresso tecnologico con Senza titolo (The Dry Salvages, 5729 Aureole 1) (2013), installazione composta da mattoni fatti a mano, e con la scultura Moby Dick (2025).

Il dialogo tra naturale e artificiale ritorna nelle opere di Alessandro Piangiamore, tra cui Api e petrolio fanno luce (2020) e Ieri Ikebana 270320252 (2025), in cui materiali come cera, paraffina, cemento e elementi floreali vengono combinati in composizioni sospese. Francesca Leone porta in fiera la serie Algae e lavori su lamiere di metallo di recupero, trasformate in superfici pittoriche dense di stratificazioni, mentre le fotografie di Carlo Valsecchi indagano paesaggi e architetture contemporanee.

Completano il quadro le ricerche di artisti come Mario Schifano, Piero Manzoni, Antonio Biasiucci, Mircea Cantor, Namsal Siedlecki, Paolo Canevari, Fabio Mauri e David Schutter, che contribuiscono a definire un ambiente visivo in cui il blu – insieme a pochi interventi di rosso, oro o nero – diventa strumento per ripensare il rapporto tra opera, storia e sguardo contemporaneo.

Foto: Ufficio Stampa

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