Alla Piscina Comunale di Saluzzo arriva l’opera site-specific ‘Infinite fall (floating)’ di Davide Sgambaro, vincitore del 48° Premio Matteo Olivero, che trasforma il fondo vasca in una riflessione sulla caduta infinita.
Giovedì 18 giugno alla Piscina Comunale di Saluzzo viene inaugurata Infinite fall (floating), nuova opera site-specific di Davide Sgambaro che entra nella collezione permanente di arte pubblica della città piemontese. Il progetto nasce nell’ambito della 48° edizione del Premio Matteo Olivero, che ogni anno invita un artista a misurarsi con uno spazio pubblico di Saluzzo.
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L’intervento sceglie un luogo quotidiano e molto frequentato: la piscina rimane infatti regolarmente aperta al pubblico, trasformando il gesto del nuoto in un incontro costante con l’opera. L’arte non viene confinata in un white cube, ma si inserisce nella routine di chi abita il territorio, in linea con la vocazione del premio di connettere pratica artistica e vita di comunità.

Il Premio Matteo Olivero e la residenza a Saluzzo
L’installazione si inserisce nel percorso avviato dal Premio Matteo Olivero, promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e da The Blank Contemporary Art, all’interno della rassegna START/storia e arte – Saluzzo. Dal 2018, sotto la direzione artistica di Stefano Raimondi, il premio commissiona ogni anno a un artista visivo un’opera site-specific destinata a rimanere in modo permanente in uno spazio pubblico cittadino.
Per l’edizione 2026 la giuria ha scelto all’unanimità Sgambaro, invitandolo a una residenza a Saluzzo per sviluppare un progetto capace di integrarsi con il contesto urbano e di coinvolgere attivamente la comunità. L’installazione in piscina prosegue così un percorso che ha già portato in città interventi di artisti come Marcello Maloberti, Alice Ronchi, Patrick Tuttofuoco, Marinella Senatore, Roberto Pugliese, Veit Laurent Kurz, Santiago Reyes Villaveces e il duo Barrow-Parke.
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Corpi sospesi tra caduta infinita e leggerezza
L’opera Infinite fall (floating), installata sul fondo della vasca, nasce da una riflessione sulla normalizzazione dell’attesa e sulla precarietà della società contemporanea. Prendendo le mosse dalla celebre fotografia The falling man dell’11 settembre 2001, Sgambaro indaga l’immagine del corpo sospeso, che da tentativo estremo di sopravvivenza diventa simbolo di una sensazione generazionale di «caduta infinita» e di sospensione anti-narrativa.
Come afferma l’artista, ragionando su quell’immagine storica emerge la consapevolezza di una «normalizzazione collettiva dell’attesa nel rapporto antitetico tra uso del potere capitalista e sopravvivenza precaria». Il corpo in caduta sembra non toccare mai il fondo, restando in una dimensione intermedia che risuona con le pressioni, le ansie e le instabilità del presente.

Dal cartoon al fondo vasca: il disegno di Viola Mancini
Per la realizzazione dell’immagine che occupa il fondo piscina, Sgambaro ha collaborato con l’illustratrice Viola Mancini. Il disegno attinge tanto all’immaginario fumettistico quanto alla cinematografia, dalle cadute paradossali di Wile E. Coyote fino a certe scene ad alta tensione emotiva dei film di Hitchcock. Ne nasce una figura pensata ad hoc, capace di restituire un’idea di «leggerezza confortante» anche di fronte all’inevitabilità della caduta.
L’intervento oscilla così fra dimensione ludica e dramma, trasformando l’azione fisica nello spazio acquatico in una performance continua e vertiginosa. Ogni tuffo, ogni bracciata, mette in gioco il rapporto tra il corpo reale dei nuotatori e il corpo disegnato sul fondo, chiamando chi frequenta la piscina a una relazione diretta, quasi inconsapevole, con i temi della precarietà e della resistenza emotiva.

Nelle parole di Stefano Raimondi, il lavoro di Sgambaro interpreta in profondità la vocazione del Premio Olivero, creando un dialogo autentico tra arte contemporanea e vita quotidiana del territorio. La scelta di collocare le opere permanenti in luoghi vissuti dalla comunità non è semplice scenografia, ma un gesto culturale che riconosce il valore umano e simbolico degli spazi condivisi, trasformandoli in parte integrante dell’opera stessa.
L’installazione in piscina amplia così il progetto di collezione pubblica del Comune di Saluzzo, che con il supporto di The Blank continua a costruire un percorso di opere diffuse, pensate per attivare nuove forme di appartenenza e partecipazione culturale. Infinite fall (floating) nasce dalla comunità e alla comunità ritorna, come invito a guardare il quotidiano da un punto di vista inedito.
Foto: Eric Vidal / Ufficio Stampa
