Al Mart di Rovereto arriva ‘Di quadro in quadro. L’arte della citazione’, grande mostra a cura di Daniela Ferrari che dal 13 giugno al 1 novembre 2026 indaga rimandi, omaggi e cover tra maestri moderni e contemporanei.

Dal 13 giugno al 1 novembre 2026 il Mart Rovereto dedica la mostra Di quadro in quadro. L’arte della citazione a uno dei motori più fertili della storia dell’arte: il dialogo continuo tra opere di epoche diverse. A Rovereto arrivano 150 lavori di quasi 80 artisti e artiste, da Giorgio de Chirico a Andy Warhol, da Felice Casorati ad Ai Weiwei, chiamati a raccontare come l’immagine si costruisca per rimandi, omaggi, riscritture.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Curata da Daniela Ferrari, l’esposizione invita il pubblico a interrogarsi non solo su ciò che guarda, ma su come lo guarda: lo sguardo diventa il vero attivatore del senso, in un percorso che chiede attenzione e complicità per riconoscere echi, citazioni e cover disseminate nelle sale.

Veduta dell'allestimento della mostra Di quadro in quadro al Mart di Rovereto

Otto sezioni tra copie, quadri nei quadri e omaggi ai maestri

Concepita con un andamento graduale, inizialmente più rarefatta e concettuale e poi sempre più densa e pop, la mostra si articola in otto sezioni: Vis à vis, La copia, Quadri nei quadri, Grafie, D’après, Il caso Morandi, Cover e Avida Dollars. L’idea di fondo è leggere la storia dell’arte come una lunga sequenza di cover, in cui forme e temi del passato attraversano il tempo e si rinnovano continuamente.

Dal confronto serrato tra i maestri del primo Novecento e l’antico, evidente nelle copie da Raffaello di de Chirico o da Correggio di Virgilio Guidi, si arriva al dispositivo del “quadro nel quadro”, dove lo studio dell’artista diventa luogo di riflessione e tributo. Le nature morte di Casorati, de Pisis o Guttuso trasformano la superficie pittorica in una complessa stratificazione di memorie visive, tra citazioni esplicite di capolavori e autoriferimenti.

LEGGI ANCHE: Mostre giugno 2026 a Torino: la guida aggiornata

Opera La censura fa male di Lucia Marcucci esposta nella mostra Di quadro in quadro al Mart Rovereto

Dalle firme agli iconici rifacimenti pop, fino alla cultura di massa

Una parte del percorso è dedicata alle grafie e alle cromie, dove la firma diventa soggetto dell’opera o punto di partenza per nuove letture. In Brand Names Andrea Facco riproduce le firme di decine di artisti celebri, mentre la Cromofonetica di David Reimondo traduce i colori in sillabe, trasformando la visione in esperienza sonora. Il caso Morandi approfondisce invece la fitta trama di omaggi al maestro bolognese, tra nature morte, fotografie di studio e opere che ne evocano la sospensione del tempo.

La sezione Cover guarda alle reinterpretazioni dirette dei capolavori: la Gioconda di Ai Weiwei costruita con mattoncini Lego e imbrattata di panna richiama un gesto vandalico recente, mentre Luigi Ontani si traveste da LeonArdo o RaffaEllo, giocando sul cortocircuito tra icona storica e immagine contemporanea. Stefano Arienti copre una riproduzione delle Ninfee di Monet con plastilina colorata, traducendo ogni pennellata impressionista in rilievo tridimensionale.

Opera Purple Blonde di Ugo Nespolo che rilegge le icone pop esposta al Mart Rovereto

Un viaggio dentro la memoria visiva collettiva

In chiusura, Avida Dollars affronta il rapporto tra citazione, consumo e mercato, a partire dall’anagramma con cui Breton bollò Salvador Dalí. Dalla rivoluzione pop di Warhol alle provocazioni concettuali di Piero Manzoni, la mostra segue il passaggio dalle muse della tradizione ai nuovi miti della cultura di massa: cinema, pubblicità, prodotti commerciali. Le Brillo Box e la Marilyn warholiane generano a loro volta cover, dalle variazioni di Arnold Mario Dall’O alle Coca Cola Classic di Vittoria Chierici fino alle icone rilette da Ugo Nespolo e Carlo Pasini.

Con questo progetto il Mart propone un viaggio dentro la memoria visiva collettiva: un gioco di specchi in cui ogni opera ne richiama un’altra, e in cui il visitatore è chiamato a riconoscere, confrontare, mettere in relazione immagini lontane nel tempo ma sorprendentemente vicine nello sguardo.

Orari: mar, mer, gio, dom 10.00-18.00; ven, sab 10.00-19.30; lunedì chiuso. Biglietto: intero 15 euro, ridotto 10 euro, gratuito per under 15, persone con disabilità e Membership. Il biglietto, valido due mesi, consente l’ingresso anche alla Casa d’Arte Futurista Depero e alla Galleria Civica di Trento.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews