Cinque lupi in bronzo di Davide Rivalta arrivano alla Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio, dialogando con il paesaggio dell’Amiata e con il progetto espositivo ‘Osservatorio: Mormorii’ dedicato alle contrade.

Dal 30 maggio al 31 dicembre 2026 cinque lupi in bronzo firmati da Davide Rivalta hanno scelto come dimora i pressi della Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio, sul Monte Amiata. L’intervento, dal titolo DAVIDE RIVALTA. WILD, mette in relazione arte pubblica, paesaggio e identità del territorio, trasformando l’area intorno alla rocca in un inaspettato incontro con il selvatico.

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La mostra, a cura di Antonella Nicola in collaborazione con Mirco Marino, viene inaugurata ufficialmente 21 giugno 2026 dalle ore 16.00. I cinque lupi, a grandezza naturale, non sono pensati come elementi decorativi ma come presenze fisiche che abitano lo spazio aperto, misurano il silenzio e modificano la percezione del paesaggio, come accade da anni nelle installazioni monumentali dell’artista bolognese.

Veduta delle sculture di lupi in bronzo di Davide Rivalta presso la Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio

Lupi senza piedistallo: il selvatico che ci cammina accanto

Nella poetica di Rivalta gli animali scolpiti – rinoceronti, bufale, leonesse, gorilla e ora lupi – sono modellati in studio e fusi in bronzo, mantenendo volutamente il non-finito: la superficie trattiene il gesto delle dita nella creta, gli strappi, una materia che sembra ancora viva. I suoi animali non stanno mai su un basamento: niente piedistallo, nessun diaframma che distanzi l’opera dalla vita quotidiana. Stanno per terra, dove camminiamo noi, più incontrati che guardati.

Come osserva l’assessore alla cultura Pierluigi Piccini, questi lupi mettono in scena una sorta di diplomazia con i viventi, richiamando le riflessioni del filosofo Baptiste Morizot e di Donna Haraway sulle companion species. Non l’animale contro di noi o al nostro posto, ma insieme a noi, nello stesso paese e sotto gli stessi alberi. Per Antonella Nicola il selvatico non è solo ciò che vive fuori dalla città: è una dimensione che continua ad abitare luoghi e culture, una memoria profonda che riaffiora grazie alle presenze bronzee di Rivalta.

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Wild e Osservatorio: Mormorii tra rocca, contrade e paesaggio

Per Mirco Marino i lupi installati appena all’esterno della Rocca sembrano seguire un istinto che li porta a sfiorare il paese, lì dove la vita umana ha creato barriere rispetto a quella animale. La loro tranquillità apparente contiene una forza istintiva che mette in discussione i confini tra civiltà e natura, tra storia umana e geografia dell’Amiata.

L’inaugurazione del 21 giugno sarà anche l’occasione per presentare il catalogo della mostra Osservatorio: Mormorii, allestita all’interno della Rocca Aldobrandesca e prorogata fino al 31 agosto. Il progetto, con opere di Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino e Namsal Siedlecki, si sviluppa come un percorso ascensionale dalla terra al cielo, tra installazioni video, pittura e scultura che trasformano la torre in un organismo vivo attraversato da visioni contemporanee.

Installazione dei lupi in bronzo di Davide Rivalta nei pressi della Rocca Aldobrandesca a Piancastagnaio

Stendardi per le contrade e informazioni di visita

A completare il progetto, è stato chiesto agli artisti di Osservatorio: Mormorii di progettare uno stendardo ispirato a ciascuna delle quattro contrade di Piancastagnaio – Castello, Borgo, Coro e Voltaia – ripercorrendo la tradizione di bandiere e vessilli medievali. Gli stendardi, realizzati su disegno degli artisti, resteranno di proprietà del Comune e saranno consegnati ufficialmente alle contrade proprio il 21 giugno, in un momento inaugurale con i figuranti dei rioni.

La Rocca Aldobrandesca si trova in Piazza Castello, 53025 Piancastagnaio (SI). L’accesso prevede tariffa ordinaria 5 euro (dai 10 anni), tariffa ridotta 3 euro (dai 65 anni), mentre l’ingresso è gratuito per bambini fino ai 10 anni, persone con disabilità con accompagnatori e residenti di Piancastagnaio. L’arrivo dei lupi di Rivalta, in un momento di grande visibilità internazionale per l’artista, rafforza il ruolo della Rocca come spazio attivo di produzione culturale e di dialogo tra memoria, paesaggio e arte contemporanea.

Foto: Leonardo Morfini

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