Alla Cappella dell’Incoronata di Palazzo Riso, a Palermo, l’installazione immersiva ’12. Un Tempo Sacro’ di Micaela Cometa Xerra trasforma lo spazio in una grotta contemporanea dedicata a Santa Rosalia.
Dal 11 luglio – 11 settembre 2026 la Cappella dell’Incoronata di Palermo, all’interno di Palazzo Riso, ospita 12. Un Tempo Sacro, installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra. Un progetto che unisce pittura, performance e dimensione rituale, trasformando la cappella in uno spazio di contemplazione dedicato alla figura di Santa Rosalia.
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L’inaugurazione è prevista per il 10 luglio 2026 alle ore 18.30, con ingresso libero. La mostra è promossa dal Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo e si inserisce nel clima del Festino di Santa Rosalia, che ogni anno anima la città intorno al 14 luglio.
Un omaggio a Santa Rosalia tra grotta e pellegrinaggio interiore
12. Un Tempo Sacro nasce come omaggio a Santa Rosalia e ai dodici anni trascorsi in isolamento nella grotta di Monte Pellegrino, periodo di reclusione, preghiera e trasformazione spirituale che diventa matrice simbolica dell’intero progetto. L’installazione traduce questo tempo sacro in un percorso immersivo, sensoriale e contemplativo, configurandosi come atto di devozione e riflessione sul tempo interiore.

La Cappella dell’Incoronata viene oscurata e rivestita da drappi, assumendo la forma evocativa di una grotta contemporanea. Lo spazio diventa una soglia, un dispositivo immersivo e rituale in cui il visitatore è invitato a compiere un vero e proprio pellegrinaggio interiore, accompagnato da opere che si presentano come reliquie contemporanee affiancate da candele votive.
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Pittura espansa, materiali vulcanici e cromie simboliche
La pratica di Micaela Cometa Xerra, artista palermitana residente a Lanzarote, si fonda su una pittura espansa che integra materiali organici e vulcanici, trasformando la superficie in un campo di forze fisiche e simboliche. Foglie, cenere, terra di lava e pigmenti naturali costruiscono superfici stratificate che indagano la relazione tra memoria, corpo e paesaggio, evocando fede e speranza.

Le opere, realizzate su lino con materiali e pigmenti materici, si dispongono verticalmente nello spazio come icone contemporanee. Alla base di ogni lavoro si trovano fiori e candele, elementi votivi che rafforzano la dimensione rituale dell’installazione. Il percorso espositivo è pensato come un cammino simbolico: dalle tonalità terrose che richiamano la grotta originaria si passa progressivamente ai toni del rosa e del nero, legati alla città di Palermo e al periodo della peste.

Tra devozione, identità collettiva e scena internazionale
Il percorso culmina nell’altare sconsacrato, dove è collocata un’immagine iconica di Santa Rosalia donata dall’artista al museo, punto di approdo di un’esperienza che intreccia contemplazione e trasformazione. L’ingresso alla mostra è concepito come una soglia teatrale che separa il mondo esterno dallo spazio sacro dell’opera, in cui materia, luce e suono costruiscono una narrazione sensoriale sul tempo, sull’isolamento e sulla rigenerazione spirituale.
In concomitanza con il Festino di Santa Rosalia, l’iniziativa attiva un dialogo tra arte contemporanea, territorio e comunità, rilanciando una riflessione condivisa sul rapporto tra memoria, devozione e identità collettiva. La ricerca di Micaela Cometa Xerra, già presente in contesti internazionali tra Europa e Stati Uniti, trova nella cappella di Palazzo Riso un contesto ideale per proseguire la sua indagine sulla materia e sul sacro.
Per orari e informazioni pratiche è possibile consultare il sito del museo all’indirizzo www.museoartecontemporanea.it. L’accesso all’installazione è a ingresso libero, offrendo alla cittadinanza e ai visitatori la possibilità di vivere un tempo sospeso all’interno di uno dei luoghi più suggestivi del centro storico palermitano.
Foto: Ufficio Stampa
