Dal 24 luglio al 29 novembre 2026 il MAO di Torino dedica una mostra alle celebri stampe di Hiroshige, tra paesaggi da sogno, cultura del viaggio in epoca Edo e preziosi paraventi restaurati.

Dal 24 luglio al 29 novembre 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino dedica una grande mostra a Utagawa Hiroshige e alla sua celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Il progetto espositivo, intitolato Paesaggi da sogno / Dreamscapes, invita il pubblico a percorrere idealmente la leggendaria Via del Mare Orientale che collegava Kyoto all’antica Edo, l’odierna Tokyo.

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In mostra viene presentata una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento.

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La Tōkaidō come bestseller dell’epoca Edo

Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo.

Stampa di Utagawa Hiroshige dalla serie Le 53 stazioni della Tokaido esposta al MAO di Torino
Utagawa Hiroshige (1797-1858) – Stazione n. 31 – Arai, Scena con traghetto Giappone, 1832-1834

Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.

La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione. Le immagini, pensate per essere comprate e consumate, trasformano l’ordinario in straordinario e aprono il viaggio anche allo sguardo di chi non avrebbe mai potuto percorrere fisicamente quella strada.

Un progetto curatoriale sostenibile tra stampe e paraventi

La mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, è curata da Laura Vigo, conservatrice per l’arte e l’archeologia asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), e nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.

Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe.

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Contestualmente all’apertura di Paesaggi da sogno / Dreamscapes, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che, tra nubi dorate, intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.

Rakuchu Rakugai zu (Scene della Capitale e dintorni) Giappone, 1626 ca.

Paesaggi e paraventi

La prima coppia di paraventi commemora il corteo dell’imperatore Go-Mizunoo per il festival di Gion del 6 settembre 1626, mentre la seconda rievoca i momenti salienti della Guerra Genpei tra i clan Minamoto e Taira, con samurai a cavallo, bandiere araldiche e imbarcazioni all’arrembaggio. Se queste opere erano cartografie di lusso destinate a un’élite, le stampe della Tōkaidō rappresentano il punto di vista opposto: un inno discreto alla vita quotidiana e al movimento, amato e consumato da ampie fasce della popolazione.

Utagawa Hiroshige (1797-1858) Stazione n.19 – Fuchū, il fiume Abe Giappone, 1832-1834

L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti del museo. Paesaggi da sogno / Dreamscapes è allestita al MAO Museo d’Arte Orientale, in via San Domenico 11 a Torino, e offre l’occasione di riscoprire un capolavoro dell’arte giapponese ottocentesca mettendolo in dialogo con la cultura materiale del viaggio e con i grandi cicli pittorici su paravento dell’epoca.

Foto: Ufficio Stampa

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