Il 12 giugno 2026 il Museo Nazionale del Bargello ospita una conferenza dedicata alle maioliche a zaffera del primo Rinascimento, tra archeologia, storia dell’arte e collezioni fiorentine.

Il 12 giugno 2026 il Museo Nazionale del Bargello dedica un pomeriggio di approfondimento alle maioliche a zaffera fiorentine del primo Rinascimento, con una conferenza che intreccia ricerca archeologica, storia dell’arte e storia delle collezioni. Nella Sala del Verrocchio, alle 17.30, studiosi e professionisti del settore guideranno il pubblico alla scoperta del cosiddetto blu di Firenze, protagonista della raffinata produzione ceramica della città nel Quattrocento.

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L’appuntamento, intitolato Il blu di Firenze. Maioliche a zaffera all’alba del Rinascimento: dalla bottega ceramica alla spezieria, è promosso dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026. Un contesto che sottolinea il legame tra indagine sul campo, studio dei materiali e valorizzazione del patrimonio conservato nei musei.

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Dettaglio di maiolica a zaffera protagonista della conferenza Il blu di Firenze al Museo Nazionale del Bargello

Dal forno di Giunta di Tugio alle collezioni del Bargello

La conferenza si aprirà con l’introduzione di Andreina Contessa, Direttore Generale della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, che inquadrerà l’iniziativa nel più ampio progetto di valorizzazione delle raccolte ceramiche. A seguire, Valeria d’Aquino, funzionario archeologo dell’istituto, presenterà i risultati dello scavo della fornace di Giunta di Tugio, uno dei più importanti ceramisti attivi nella Firenze del XV secolo.

Lo sguardo sulle evidenze materiali della fornace permette di ricostruire la filiera produttiva delle maioliche a zaffera, dalle botteghe ceramiche fino alla destinazione finale, tra uso domestico, contesti devozionali e committenze istituzionali. Il percorso di ricerca mette così in relazione i reperti emersi dagli scavi con le opere oggi conservate nelle sale del museo, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere tecniche, motivi decorativi e funzioni originarie.

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La zaffera fiorentina tra storia, arte e spezierie

Cuore dell’incontro sarà la relazione di Marino Marini, archeologo medievista, già curatore delle collezioni di maiolica del Museo Nazionale del Bargello e tra i maggiori studiosi della zaffera fiorentina. La sua conferenza approfondirà gli aspetti storici, artistici e funzionali di questa produzione, con particolare attenzione alle opere realizzate per lo Spedale di Santa Maria Nuova, che testimoniano il dialogo tra botteghe ceramiche e mondo delle spezierie.

La zaffera a rilievo, tra le più alte espressioni della ceramica fiorentina del primo Rinascimento, diventa così il filo conduttore per raccontare committenze, usi e circolazione degli oggetti, in un contesto cittadino in cui arte e artigianato dialogano strettamente con le istituzioni religiose e assistenziali. La conferenza si inserisce nelle iniziative del Ministero della Cultura per le JEA, Giornate Europee dell’Archeologia (12-14 giugno 2026), promosse da INRAP – Institut national de recherches archéologiques préventives.

Sala delle maioliche del Museo Nazionale del Bargello, sede della conferenza Il blu di Firenze

Ingresso gratuito per chi è in possesso del biglietto del museo, una formula che invita il pubblico a unire la visita alle collezioni permanenti alla partecipazione all’incontro.

Foto: Ufficio Stampa

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