La Galleria Consadori di Milano dedica una nuova personale a Davide De Paoli: tra sculture e gioielli, un percorso di volumi virtuali, ombre e geometrie elementari in dialogo con il corpo.
A 90 anni dalla nascita di Davide De Paoli (1936-2026), la Galleria Consadori di Milano presenta la mostra VOLUMI E OMBRE, una nuova personale dedicata allo scultore e orafo milanese. L’esposizione inaugura martedì 16 giugno 2026 alle ore 18.00 e rimane aperta al pubblico fino al 17 luglio 2026, proponendo un itinerario che intreccia ricerca plastica e gioiello d’autore.
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Il progetto riporta al centro l’opera di un artista che ha fatto dialogare metallo, legno, terracotta e metalli preziosi, trasformando materiali semilavorati industriali in forme bi- e tridimensionali, in bilico tra rigore geometrico e tensione organica.
Sculture, gioielli e volumi virtuali
In mostra trovano spazio 18 sculture e una selezione di gioielli, in continuità con il fil rouge inaugurato dalla personale del 2001 Sculture da indossare, che aveva messo a fuoco la produzione orafa di De Paoli. Ancora una volta la galleria sceglie di far convivere la scultura con il gioiello, inteso come ornamento indipendente dalla preziosità dei materiali, in linea con una tradizione cara a figure del Novecento come Pietro Consagra, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Arnaldo e Giò Pomodoro.

De Paoli descriveva così il proprio lavoro: «Nei vari periodi ho affrontato diversi materiali, dal metallo al legno alla terracotta, ho sempre attinto a materiali semilavorati industriali, in particolare lamiere da me tagliate in forme prevalentemente geometriche e trasformate in forme bi-o-tridimensionali».
Il cuore della sua ricerca è il rapporto tra pieno e vuoto, tra corpo dell’opera e ombra proiettata: «Nel discorso della percezione ottica c’è spesso un inganno: dove si sottende il pieno, esiste il vuoto proiettato dall’ombra di una forma piegata».
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Le opere in mostra si presentano come «volumi virtuali, percorsi topologici» costruiti attraverso la composizione di moduli prefissati, calcolando pieni e vuoti, ritmi alternati e simmetrie. Le sculture, spesso taglienti, ricordano armi arcaiche oppure sviluppano volumi legati alla sfera e al quadrato, le geometrie elementari predilette dall’artista. L’effetto è quello di una spazialità dinamica, dove la luce disegna nuove forme e ridefinisce i contorni delle opere.

Davide De Paoli, tra Nuova oreficeria e scultura
Nato a Milano nel 1936, De Paoli frequenta il Liceo Classico, la Scuola degli Artefici di Brera e la Scuola del Castello. Nel 1961 inizia la carriera artistica come apprendista del pittore e scultore Remo Pasetto e, quasi contemporaneamente, sviluppa un interesse specifico per il gioiello. È tra i fondatori della tendenza definita Nuova oreficeria in Italia, che valorizza il gioiello come opera artistica a sé, svincolata dal solo valore dei materiali impiegati.
Grazie alle ricerche su forma e materia condotte come scultore, De Paoli elabora linee di gioielli immediatamente riconoscibili, segnate dall’uso di forme geometriche e naturali, dall’accostamento di materiali inconsueti e dalla sperimentazione sulle possibilità cromatiche dei metalli. Il suo lavoro si muove così su un doppio binario: da un lato le sculture, costruite per tagli, piegature e volumi virtuali; dall’altro i gioielli, vere e proprie micro-sculture pensate per abitare il corpo.

La mostra VOLUMI E OMBRE alla Galleria Consadori si inserisce in questo percorso, a quindici anni di distanza dall’ultima esposizione milanese dell’artista, ospitata nel 2011 alla Galleria Ostrakon. Un omaggio a una figura che ha saputo attraversare scultura e gioiello con coerenza progettuale, facendo dell’inganno percettivo tra luce, ombra, pieni e vuoti la cifra più riconoscibile del proprio linguaggio.
Foto: Ufficio Stampa