Oltre 28.000 presenze e quindici sedi diffuse confermano Cremona Contemporanea 2026 come piattaforma chiave per il dialogo tra arte contemporanea, patrimonio storico e comunità cittadina.

Oltre 28.000 presenze in nove giorni confermano Cremona Contemporanea come uno degli appuntamenti più significativi per l’arte visiva in città. Dal 23 al 31 maggio, Cremona si è trasformata in un laboratorio diffuso di sperimentazione, tra palazzi storici, architetture nascoste, luoghi sacri e spazi eccezionalmente aperti al pubblico.

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Promossa dall’Assessorato al Turismo ed Eventi del Comune di Cremona e realizzata da NOT Titled YET, la quarta edizione ha proposto un programma fitto di mostre, installazioni, performance, incontri ed eventi, capace di coinvolgere pubblici diversi per età, provenienza e interessi, dai cittadini ai turisti, dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi.

Una mappa in quindici luoghi tra bunker, monasteri e teatri nascosti

Cuore della rassegna è stato il percorso in quindici luoghi, pensato per far riscoprire la città attraverso geografie inedite. Accanto alle sedi ormai consolidate – Palazzo del Comune, Palazzo Fodri, Palazzo Raimondi, RobolottiSei e Fasa Architetti – il pubblico ha potuto accedere a spazi solitamente chiusi, come un bunker della Seconda Guerra Mondiale in via Grado, il Monastero del Corpus Domini abbandonato, il teatro nascosto di via Bissolati, l’ex Chiesa di San Benedetto e la Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, in dialogo con la Diocesi di Cremona, ha accolto un’importante opera di Marinella Senatore, dando vita a un incontro particolarmente significativo tra arte contemporanea e dimensione collettiva. Grande attenzione ha suscitato anche la presenza di Gio’ Pomodoro, con una selezione di opere in fibra di vetro e poliestere degli anni Cinquanta e Sessanta esposte tra Palazzo del Comune, Palazzo Vescovile e Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona.

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Il dialogo tra luoghi e opere ha coinvolto venti artisti, tra cui Davide Allieri, Aubrit e Beillard, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Linda Fregni Nagler, Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelyte, Emma Masut, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Mattia Pajè, Albert Pinya, Giulia Poppi, Sara Ravelli, Martina Rota, Lorenzo Scotto di Luzio e Federico Tosi, oltre alla stessa Senatore e a Gio’ Pomodoro. Un confronto di linguaggi che ha rafforzato l’identità della rassegna come piattaforma di ricerca e di dialogo tra arte contemporanea, città e comunità.

Veduta di installazioni durante l'opening di Cremona Contemporanea 2026
Opening weekend, Valerio Nicolai at Cremona Contemporanea 2026. Courtesy of Cremona Contemporanea

Nuovo team curatoriale, progetto Faville e il ruolo dei volontari

Tra le novità del 2026, l’ingresso dei curatori Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, accanto alla direzione artistica di Rossella Farinotti, ha ampliato il progetto curatoriale e l’offerta culturale. La stessa Farinotti ha sottolineato come il percorso in quindici tappe, capace di raccontare i luoghi in modo silenzioso ma vibrante, sia stato apprezzato per il ritmo equilibrato e la fruizione agile, con oltre seicento visitatori al giorno nei fine settimana in alcuni siti simbolici come il bunker, il Teatro di via Bissolati, il Monastero del Corpus Domini, l’ex Chiesa di San Benedetto e il Palazzo Vescovile.

L’Assessore Luca Burgazzi ha rimarcato il bilancio estremamente positivo di Cremona Contemporanea 2026, che si conferma tra gli appuntamenti centrali della programmazione culturale cittadina e strumento di promozione territoriale, capace di attrarre un pubblico curioso e qualificato e di valorizzare luoghi poco conosciuti.

Installazione di Emma Masut e Miriam Cahn a Palazzo del Comune per Cremona Contemporanea 2026
Emma Masut e Miriam Cahn, installation view at Cremona Contemporanea 2026. Palazzo del Comune.
Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Partecipazione e sperimentazione

Grande partecipazione anche per i progetti Faville, nucleo più sperimentale della rassegna, dedicato alla ricerca curatoriale, alle pratiche editoriali, alle collaborazioni con istituzioni formative e a nuovi formati di incontro. Tra gli appuntamenti più significativi, la mostra collettiva curata da Nicola Ricciardi con le opere di ex studenti del Politecnico delle Arti di Bergamo negli spazi di Palazzo Fodri e Galleria PQV, e l’incontro di BAR Cremona, progetto a cura di Giorgio Galotti, che ha messo in dialogo arte e mondo vitivinicolo attraverso una degustazione al buio.

Installazione di Albert Pinya al Monastero del Corpus Domini per Cremona Contemporanea 2026
Albert Pinya, installation view at Cremona Contemporanea 2026, Monastero del Corpus Domini. Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Determinante infine il contributo dei volontari – tra studenti, professionisti, associazioni e realtà del territorio – che hanno reso pienamente fruibili sedi e percorsi, affiancando l’organizzazione nell’accoglienza del pubblico. Un ringraziamento speciale va a Fondazione Comunitaria, Gas Sales Energia e Wonder per il sostegno, insieme ai partner istituzionali e agli sponsor tecnici. Forte dei risultati delle sue quattro edizioni, Cremona Contemporanea guarda già alla primavera 2027, quando tornerà con la quinta edizione, confermandosi osservatorio privilegiato sulla ricerca artistica contemporanea e motore di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino.

Foto: Ufficio Stampa

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