Dal 29 maggio al 6 settembre 2026 Triennale Milano dedica a Francesco Clemente la grande retrospettiva ‘In Between’, un viaggio in oltre cinque decenni di pittura tra identità, spiritualità e metamorfosi.
Dal 29 maggio al 6 settembre 2026 Triennale Milano presenta la mostra Francesco Clemente: In Between, ampia retrospettiva dedicata alla ricerca pittorica di Francesco Clemente dagli anni Settanta a oggi. Curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr e realizzata in partnership con Vito Schnabel Gallery, l’esposizione riunisce circa settanta opere, molte delle quali raramente esposte o inedite in Italia.
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Si tratta della prima grande mostra pubblica dedicata all’artista a Milano, oltre che della sua prima retrospettiva italiana dopo quella del 2009 al Museo Madre di Napoli. Un percorso che mette al centro la dimensione dell’essere in-between, tra mondi e identità, come filo rosso di una pratica che attraversa culture, tecniche e immaginari diversi.
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L’arte dell’in-between e la metamorfosi del sé
Il progetto espositivo, organizzato in stretta collaborazione con l’artista, segue un andamento liberamente cronologico e invita a un’immersione nell’universo creativo di Clemente. Il senso di metamorfosi anima la sua immaginazione come una fonte inesauribile di immagini e simboli, in un continuo fluttuare tra mondo interiore ed esteriore, tra sensuale e spirituale, tra concettuale e percettivo.

L’autoritratto attraversa l’intero percorso come dispositivo di trasformazione: da Autoritratto con oro (1979) a Self-Portrait with Bird (1980) e Self-Portrait (1982), fino a lavori come Birthday Self-Portrait (2001), Taoist Self-Portrait (2005), Father (2006), Self-Portrait as St. John (2011) e l’evanescente After a Poem (2024). Il corpo, la sessualità, la spiritualità e il mito emergono in molteplici variazioni, spingendo la pittura verso territori sempre nuovi.
Tra India, New York e ritratti: cinque decenni di pittura
Artista cosmopolita e sperimentatore, Clemente attraversa tradizioni pittoriche e stilistiche occidentali e orientali, toccando misticismi diversi: dall’Occidente cristiano, ermetico e cabalistico all’Induismo, al Sufismo, al Buddismo Zen, fino ai rituali afro-brasiliani legati al sincretismo e all’animismo. Le sue immagini esplorano identità e condizione umana, illuminando le connessioni tra passato, presente e futuro.

L’incontro con la cultura indiana, a partire dal 1973, è esemplificato da opere storiche come Two Painters (1980), Francesco Clemente Pinxit (1981) e dalla serie Devigarh (2017). Il trasferimento a New York nel 1981 segna un altro snodo fondamentale, testimoniato da lavori come Porta Coeli (1983) e dalle collaborazioni con artisti e poeti, tra cui Saxophone (1984), realizzato con Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, e il libro d’artista Images from Mind and Space (1983) con Allen Ginsberg.
Per la prima volta dal 1982 tornano riuniti i tre dipinti My House, My Parents e My Journey, presentati allora nella storica mostra Zeitgeist al Martin-Gropius-Bau di Berlino. L’arte del ritratto è rappresentata da acquerelli degli anni 1982-87 dedicati a Warhol, Basquiat, Morton Feldman e Ginsberg, dal disegno di Ettore Sottsass (1997) e dal ritratto della moglie Alba, musa dell’artista, fino al recente Portrait of Zoë Kravitz, Saint Laurent Summer 25, Commissioned by Anthony Vaccarello (2025).
Nuovi lavori, catalogo e progetto teatrale
La mostra include opere che riflettono anche gli sconvolgimenti del presente, come 5-14-2020 (2020), realizzato durante la pandemia da Covid-19. Tra i lavori più recenti, Winter Flowers in Spring II (2025) riafferma la convinzione che, anche nell’inverno del mondo e della vita, possa sempre affiorare una forma di bellezza.

Francesco Clemente
In Between
A cura di: Francesca Pietropaolo con Robert Storr
29 maggio – 6 settembre 2026
In partnership con: Vito Schnabel Gallery, New York e St. Moritz
Triennale Milano – viale Alemagna 6
20121 Milano
Foto: Ufficio Stampa