Il Padiglione del Sultanato dell’Oman alla Biennale Arte 2026 si trasforma in un ambiente immersivo: sabbia del deserto, metallo sospeso e suono partecipativo per ‘Zīnah’ di Haitham Al Busafi.

Haitham Al Busafi guida il Padiglione del Sultanato dell’Oman alla Biennale Arte 2026 con Zīnah (Adornment), un’installazione immersiva e partecipativa ospitata alle Artiglierie dell’Arsenale e visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Presentato il 18 maggio 2026 a Milano, il progetto nasce su commissione del Ministero della Cultura, dello Sport e della Gioventù del Sultanato dell’Oman.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

L’opera prende le mosse dall’al-zaanah, tradizione omanita di adornare i cavalli con l’argento, trasformata in un ambiente di sabbia, elementi metallici sospesi e suoni generati dal movimento collettivo. Nella cultura omanita cavallo e cavaliere sono decorati allo stesso modo, in un gesto che riconosce il cavallo come estensione dell’essere umano e ne afferma il medesimo valore.

Un paesaggio sonoro tra sabbia, metallo e risonanza

I visitatori accedono a Zīnah (Adornment) attraverso un percorso oscuro, prima che l’opera si riveli. Oltre questo passaggio si apre uno spazio ricoperto di sabbia proveniente dal deserto dell’Oman, sotto una volta sospesa di forme argentate ispirate all’al-zaanah. Muovendosi nell’ambiente, il pubblico mette in moto gli elementi metallici che oscillano e tintinnano, trasformando il proprio passaggio in suono.

Vista dell'installazione Zīnah (Adornment) di Haitham Al Busafi nel Padiglione del Sultanato dell'Oman alla Biennale Arte 2026

L’installazione evoca così la dimensione sonora dell’al-zaanah, quando l’argento risuona contro altro argento durante il movimento del cavallo e del cavaliere. Il suono non è mai fisso, ma scaturisce da peso, ritmo e prossimità, in un sistema aperto dove struttura, suono e presenza vengono ridefiniti continuamente dall’interazione con il pubblico.

LEGGI ANCHE: Anish Kapoor apre Palazzo Manfrin alla Biennale 2026: cinquant’anni di visioni monumentali tra architettura, vuoto e materia

Processo collettivo e omaggio a Koyo Kouoh

Il lavoro si è sviluppato attraverso un processo iterativo di disegno e sperimentazione dei materiali, con particolare attenzione alla sequenza di ingresso, ai cambi di direzione e al modo in cui il visitatore rallenta e modifica il proprio rapporto con lo spazio. Le forme ispirate all’al-zaanah sono state ampliate e astratte per indagare come il metallo trasmetta il suono sotto tensioni differenti, generando un paesaggio sonoro reattivo che nasce dal movimento sulla sabbia.

Dettaglio delle forme metalliche sospese di Zīnah (Adornment) di Haitham Al Busafi alla Biennale Arte 2026

L’installazione è anche il risultato di un processo di autorialità collettiva. Un workshop a Muscat con studenti e giovani artisti ha tradotto idee di relazione e riconoscimento in disegni incisi sulle superfici metalliche sospese, incorporando nella struttura una pluralità di voci. L’opera rimane volutamente aperta: rigorosa nella costruzione, ma pienamente compiuta solo attraverso la presenza e il movimento dei visitatori.

Il pubblico attraversa la sabbia del deserto dell'Oman nell'installazione Zīnah (Adornment) di Haitham Al Busafi

Risonanza più che spettacolo

In risposta al tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, l’artista orienta il progetto verso la risonanza più che verso lo spettacolo, lavorando su forze silenziose come peso, attrito, riverbero, respiro e suono. Presentata in omaggio alla compianta Koyo Kouoh, la cui visione curatoriale auspicava un’arte capace di privilegiare l’esperienza sensoriale rispetto alla pura didascalia, Haitham Al Busafi intende la minor key come una frequenza relazionale modellata da prossimità, attenzione e presenza condivisa.

Come sottolinea il commissario H.E. Sayyid Saeed bin Sultan Al Busaidi, il progetto afferma una proposta artistica contemporanea radicata nella specificità culturale omanita e al tempo stesso in dialogo con le attuali riflessioni estetiche e intellettuali, promuovendo la cultura come motore di sviluppo e piattaforma per l’espressione creativa nazionale in un contesto globale in trasformazione.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews