Oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, oggetti e film per ‘Man Ray: tutto’, la più completa retrospettiva mai dedicata in Italia al maestro dada e surrealista alla Fondazione Magnani-Rocca.

«Dipingo ciò che non può essere fotografato… Fotografo le cose che non desidero dipingere». In questa sola frase si nasconde il segreto di Man Ray, l’uomo che ha preso le regole dell’arte del Novecento e le ha letteralmente frantumate. Se pensate che sia stato soltanto un fotografo, vi state lasciando sfuggire la parte più affascinante, folle e totalizzante della sua genialità.

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Per tre mesi, i confini della creatività si dissolvono in Emilia-Romagna. La splendida Villa dei Capolavori a Mamiano di Traversetolo, a pochi chilometri da Parma, si prepara a diventare il palcoscenico di una retrospettiva monumentale con oltre 250 opere.

Dalle labbra gigantesche di Lee Miller che fluttuano nel cielo parigino fino all’iconico schienale a forma di violino di Kiki de Montparnasse, la Fondazione Magnani-Rocca mette in scena un viaggio immersivo tra dipinti segreti, sculture provocatorie, oggetti d’affezione e film d’avanguardia che hanno scandalizzato e affascinato il mondo.

Ecco una guida completa a quello che si preannuncia come l’evento artistico più dirompente della stagione e tutte le informazioni pratiche per visitarlo.

Man Ray: tutto

Man Ray torna protagonista in Italia con Man Ray: tutto, grande retrospettiva ospitata alla Fondazione Magnani-Rocca, nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo, in programma dal 12 settembre al 13 dicembre 2026. Un percorso che riunisce oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film, restituendo l’ampiezza di una ricerca che ha segnato in profondità le avanguardie del Novecento.

Un viaggio nel mondo dell’artista americano, noto per un approccio all’arte in cui i confini disciplinari si dissolvono. La mostra alla Villa dei Capolavori abbraccia proprio questa visione totale, dando uguale spazio a fotografia, pittura, scultura, design, grafica, editoria e cinema.

Una retrospettiva totale tra icone e sperimentazioni

Tra i capolavori esposti spicca Le Violon d’Ingres (1924), l’iconico ritratto fotografico di schiena di Kiki de Montparnasse, con le effe di violino disegnate sulla pelle nuda, diventato una delle immagini più riconoscibili del XX secolo. Accanto a questa fotografia si incontrano opere come Lacrime, La preghiera, Anatomia, Noire et Blanche e i celebri ritratti delle muse Lee Miller e Nusch Éluard, che raccontano il ruolo centrale di Man Ray nella costruzione dell’immaginario dada e surrealista.

Man Ray, La Jumelle, 1939, olio su tela Fondazione Museo d’Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

Il percorso segue l’evoluzione del suo linguaggio dai primi anni americani, segnati dall’adesione al Dada e dalla scoperta della fotografia, fino al trasferimento a Parigi nel 1921. Nella capitale francese, accolto da Marcel Duchamp e immerso nel vivace ambiente delle avanguardie, Man Ray diventa il fotografo ufficiale di artisti e intellettuali, alternando lavori di moda a sperimentazioni come i rayographs e le solarizzazioni, autentiche icone dell’arte del tempo. In mostra anche la cartella Électricité (1931), portfolio di dieci photogravure realizzato con la collaborazione di Lee Miller.

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La vena pittorica, mai abbandonata, affiora in opere esposte nelle grandi mostre del Surrealismo, come À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux (1932-1934), in cui le labbra cremisi di Lee Miller fluttuano gigantesche nel cielo sopra l’Osservatorio di Parigi, trasformando il tormento della separazione in visione cosmica. La mostra di Mamiano presenta inoltre dipinti e lavori grafici che testimoniano il desiderio dell’artista di diffondere la propria opera oltre i confini dell’unicità dell’originale.

Man Ray, À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux. Collection Clo et Marcel Fleiss, Paris © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

Ready-made, design e cinema d’avanguardia

Un nucleo importante del percorso è dedicato agli oggetti d’affezione, ready-made trasformati dall’intervento di Man Ray. Tra questi, Cadeau (Regalo), il ferro da stiro con i chiodi sotto la piastra, nato nel 1921 in occasione della sua prima personale parigina, e L’oggetto indistruttibile del 1931, metronomo con l’occhio di Lee Miller destinato a diventare Un oggetto da distruggere al termine della loro relazione: opere concepite per essere replicate, manipolate, continuamente rimesse in gioco.

L’unione tra pittura e design emerge in lavori come Palettable, tavolo a forma di tavolozza ideato nel 1941 e poi edito nel 1971, o nel Monumento al pittore sconosciuto (1955), che testimoniano quanto il suo immaginario resti attuale anche nel secondo dopoguerra. Non manca un riferimento al rapporto con Andy Warhol, che lo riconobbe come figura chiave e ideale predecessore nella nuova America delle immagini seriali.

Fotografia Le Violon d'Ingres di Man Ray esposta nella mostra Man Ray: tutto a Mamiano di Traversetolo

La mostra restituisce inoltre momenti cruciali della storia delle avanguardie, come la celebre sala Résurrection des Mannequins all’Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 alla Galerie Beaux-Arts di Parigi, dove Dalí, Ernst, Miró, Duchamp e lo stesso Man Ray decorarono manichini femminili in un allestimento rimasto leggendario. Completano il percorso le rare ma significative prove cinematografiche, film d’avanguardia che confermano la sua idea di arte come esperienza totale di vita, senza barriere stilistiche o tematiche.

Curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, l’esposizione si avvale di prestiti da importanti musei, gallerie e collezioni private italiane e internazionali. Un ricco catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, pubblica tutte le opere in mostra insieme ai saggi dei curatori e di studiosi come Paolo Albani, Silvana Annicchiarico, Andrea Bellavita, Eva Brioschi, Alice Ensabella, Marco Meneguzzo, Alessandro Nigro e Alessandra Vaccari.

La Villa dei Capolavori e le informazioni per la visita

La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, ospita la straordinaria collezione di Luigi Magnani con opere di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Dürer, de Chirico, Rubens, Van Dyck, Filippo Lippi, Carpaccio, Burri, Tiepolo, Canova e la più importante raccolta di lavori di Giorgio Morandi. Immersa nella campagna parmense, conserva arredi neoclassici e impero ed è circondata da un grande Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e pavoni bianchi e colorati.

Orari: dal martedì al venerdì 10-18 (biglietteria fino alle 17); sabato, domenica e festivi 10-19 (biglietteria fino alle 18). Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre; chiuso il lunedì, tranne lunedì 7 dicembre.

Biglietti: 15 euro intero, valido anche per le raccolte permanenti, il Parco Romantico e gli Armadi segreti della Villa; 13 euro gruppi (minimo 15 persone); 5 euro scuole e under 14. Per meno di 15 persone non è richiesta prenotazione e i biglietti si acquistano all’arrivo.

Visite guidate: sabato alle 16, domenica e festivi alle 11.30, 15.30 e 16.30, con guida specializzata, al costo di 20 euro (ingresso e guida).

Informazioni aggiornate sulla mostra e sui servizi della Fondazione sono disponibili sul sito ufficiale Fondazione Magnani-Rocca.

Foto: Ufficio Stampa

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