Dal 27 febbraio al 2 giugno 2026 l’Accademia Carrara di Bergamo dedica ai Tarocchi una grande mostra che riunisce il Mazzo Colleoni e intreccia Rinascimento, esoterismo e arte contemporanea.

Prima di diventare lo strumento esoterico e divinatorio che tutti conosciamo, i Tarocchi erano un gioco di puro lusso, un passatempo esclusivo riservato alle corti rinascimentali più splendide d’Italia. Per oltre un secolo, le carte del mazzo quattrocentesco più famoso e completo della storia – il leggendario Mazzo Colleoni – sono rimaste separate, divise tra i caveau del The Morgan Library & Museum di New York, collezioni private e l’Italia.

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Oggi, quel mazzo spezzato si riunisce miracolosamente a Bergamo, all’Accademia Carrara, diventando il cuore pulsante di una mostra evento che promette di riscrivere sette secoli di storia, arte e segreti. Ma c’è molto di più: il viaggio di questa esposizione supera le pareti del museo per invadere l’intera città, trasformando le canzoni più famose di Fabrizio De André in Arcani viventi e legando i destini dei duchi del Rinascimento alle visioni pop di Italo Calvino.

Ecco cosa vi aspetta all’interno della più imponente panoramica sui Tarocchi mai realizzata in Italia e tutte le informazioni per non perderla.

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Tarocchi: le origini, le carte, la fortuna

Dal 27 febbraio al 2 giugno 2026 l’Accademia Carrara di Bergamo ospita la mostra TAROCCHI. LE ORIGINI, LE CARTE, LA FORTUNA, a cura di Paolo Plebani. Un percorso di quasi sette secoli ricostruisce la storia dei Tarocchi, dal lusso delle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, con al centro la straordinaria riunione delle 74 carte del celebre Mazzo Colleoni.

Per la prima volta dopo oltre un secolo, il mazzo più completo tra quelli quattrocenteschi viene ricomposto nelle sue tre componenti: le carte conservate alla Carrara, quelle del The Morgan Library & Museum di New York e quelle in collezione privata. Intorno a questo nucleo, prestiti da musei italiani e internazionali delineano la più ampia panoramica sui Tarocchi mai realizzata, tra gioco, simbolismo e divinazione.

Dal Rinascimento ai Tarocchi d’artista

Il percorso espositivo si articola in sette sezioni, dalla corte in gioco ai Tarocchi d’artista. Si parte dalle carte da gioco arrivate in Europa nel Trecento e accolte nelle corti dell’Italia settentrionale, dove committenti e artisti gareggiano nel creare mazzi miniati preziosi. Una sezione è dedicata ai Trionfi di Petrarca, poema che ispira molte immagini dei Tarocchi, e un’altra ai mazzi viscontei legati a Milano e alla committenza di Francesco Sforza, con le carte attribuite a Bonifacio Bembo e, per integrazioni successive, ad Antonio Cicognara.

TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna, Accademia Carrara, 2026, ph. adicorbetta

La mostra segue poi la trasformazione del gioco in strumento divinatorio tra Sette e Ottocento, con le teorie esoteriche di Antoine Court de Gébelin e Jean Baptiste Alliette (Etteilla) e i mazzi storici fino al Novecento di Wirth e Waite-Colman Smith. Nella sezione contemporanea, i Tarocchi diventano terreno di sperimentazione per il Surrealismo e oltre: dalle opere di Victor Brauner alle reinterpretazioni monumentali di Niki de Saint Phalle, fino ai 22 acquerelli di Francesco Clemente in cui ogni Arcano Maggiore è ritratto come una persona reale.

Accanto alle opere, la Biblioteca dei Tarocchi raccoglie i volumi fondamentali per la ricerca, con un omaggio a Italo Calvino e al suo Il castello dei destini incrociati, dove il Mazzo Colleoni diventa dispositivo narrativo combinatorio.

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De André e Chiara Camoni: i Tarocchi tra musica e scultura

Il progetto Tarocchi si estende oltre le sale del museo. Dal 20 febbraio al 3 maggio 2026, in Città Alta, Palazzo della Ragione ospita gratuitamente l’installazione video “I TAROCCHI DI DE ANDRÉ”, a cura di Studio Azzurro, realizzata nel 2009 per la grande mostra genovese dedicata al cantautore. In un trittico video, 31 brani di Fabrizio De André prendono la forma di altrettante carte a grandezza naturale: personaggi come Piero, Geordie, Marinella o Bocca di Rosa dialogano con l’immaginario degli Arcani maggiori.

I Tarocchi di De André, installation view – ph. Fondazione Accademia Carrara

Da giugno 2026, inoltre, l’Accademia inaugura il progetto pluriennale FIGURE NEL PAESAGGIO nei Giardini PwC, spazio verde riqualificato e aperto a ingresso libero. Il primo capitolo è affidato a Chiara Camoni, protagonista del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia, che presenta la scultura La Forza, ispirata all’omonimo Arcano Maggiore. Il gruppo scultoreo, composto da una donna e una leonessa modellate nella stessa terra nera, reinterpreta il tema della forza come relazione simbiotica più che come conflitto.

Chiara Camoni, La Forza, 2025, ph Camilla Maria Santini

Con Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna, l’Accademia Carrara inserisce il Mazzo Colleoni in una trama di storie che attraversa corti rinascimentali, biblioteche, atelier surrealisti e installazioni site specific. Un progetto che, come sottolineano la direttrice Maria Luisa Pacelli e il curatore Plebani, unisce rigore scientifico, accessibilità e attenzione a pubblici diversi, trasformando Bergamo in una vera e propria “città dei Tarocchi”.

Foto: Ufficio Stampa

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