Alla Kunsthaus Merano Arte arriva ‘Animacies’, mostra collettiva che dal 14 giugno all’11 ottobre 2026 ripensa i rapporti tra Europa e Asia attraverso materia, memoria e identità.
Alla Kunsthaus Merano Arte l’estate 2026 si apre con Animacies, progetto espositivo collettivo che, dal 14 giugno all’11 ottobre 2026, invita a ripensare le relazioni tra Europa e Asia attraverso installazioni, pittura, scultura e fotografia. La mostra, curata da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi, si inserisce nel programma triennale The Invention of Europe. A Tricontinental Narrative, di cui rappresenta la terza e ultima annualità.
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Nel cuore di Merano, gli spazi espositivi di via Portici 163 diventano il luogo in cui la materia – tessuti, piante, alimenti, materiali organici e inorganici – si fa strumento critico per interrogare memoria, identità e potere. Animacies mette così in discussione le gerarchie che hanno storicamente separato animato e inanimato, soggetto e oggetto, umano e non umano.
La teoria delle animacies e le opere in mostra
Il titolo della mostra riprende il concetto di Animacies formulato nel 2012 dalla teorica queer sinoamericana Mel Y. Chen, che descrive una capacità di agire, consapevolezza, mobilità e vitalità condivisa da entità diverse. A partire da questa prospettiva, il percorso espositivo alla Kunsthaus Merano Arte decostruisce i sistemi di classificazione di matrice occidentale e coloniale, suggerendo una visione più fluida e relazionale del mondo.

Le opere di Bekhbaatar Enkhtur, Shivanjani Lal, Mai Ling, Chathuri Nissansala, Elia Nurvista, Ashfika Rahman e Jennifer Tee tracciano una geografia artistica che attraversa Asia ed Europa, affrontando temi come le eredità coloniali, le migrazioni, le appartenenze culturali e le forme di resistenza. In questo orizzonte, la materia diventa agente di memoria e trasformazione, capace di raccontare storie non lineari e di mettere in crisi le narrazioni dominanti.
Tra gli interventi in mostra, il lavoro di Bekhbaatar Enkhtur – come Wolf (2023), presentato in comunicazione – suggerisce una relazione intensa tra figura animale, paesaggio e memoria, sottolineando la dimensione simbolica e spirituale dei materiali impiegati. L’insieme delle opere invita a superare le opposizioni binarie e a riconoscere gli oggetti come presenze attive nello spazio sociale e politico.
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Un capitolo chiave di ‘The Invention of Europe’
Animacies inaugura la terza annualità del programma triennale The Invention of Europe. A Tricontinental Narrative (2024–2027), curato da Cippitelli e Frangi per Kunsthaus Merano Arte. Il progetto guarda all’Europa in relazione con altri continenti, indagando come le storie e le immagini del continente siano state costruite, contestate e riscritte.
In questo quadro, la mostra di Merano assume la materia stessa come chiave per ripensare la storia: tessuti, piante, cibi e oggetti diventano archivi viventi, capaci di restituire tracce di migrazioni, scambi, violenze e resistenze. L’attenzione alle pratiche artistiche provenienti da contesti diversi permette di mettere in luce una pluralità di prospettive, che sfida l’idea di un’Europa monolitica e autosufficiente.
Informazioni pratiche per la visita
Animacies è allestita negli spazi di Kunst Meran Merano Arte, in via Portici 163 a Merano. La mostra è visitabile dal 14 giugno all’11 ottobre 2026 con i seguenti orari di apertura: martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 18; giovedì dalle 10 alle 20; domenica e festivi dalle 11 alle 18. L’esposizione offre al pubblico un percorso che intreccia linguaggi e geografie diverse, invitando a riconsiderare il rapporto tra corpi, oggetti e storie.
Foto: Ufficio Stampa
