Dal 11 giugno al 27 settembre 2026 le sculture in acciaio lucidato di Helidon Xhixha trasformano gli ambienti ipogei delle Case Romane del Celio in un percorso di luce, riflessi e memoria.
Dall’11 giugno al 27 settembre 2026 le Case Romane del Celio accolgono Lumen ex terra, nuovo progetto espositivo firmato da Helidon Xhixha e curato da Romina Guidelli e Andrea Poleschi. Nella cornice sotterranea di uno dei complessi archeologici più affascinanti di Roma, le sculture in acciaio lucidato dell’artista instaurano un dialogo serrato tra luce, materia e architettura antica.
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Promossa da CoopCulture, la mostra si apre ufficialmente giovedì 11 giugno 2026 alle ore 18:00 con un’inaugurazione a ingresso libero presso la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sul Clivo di Scauro. Da lì il pubblico è invitato a scendere negli ambienti ipogei, dove il percorso è concepito come un attraversamento progressivo dello spazio, in cui la scultura non si limita a occupare i volumi, ma li rivela e li trasforma.
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Sculture specchianti tra luce, memoria e stratificazioni archeologiche
Il titolo Lumen ex terra sintetizza il cuore del progetto: una luce che emerge dalla profondità, attraversa la materia e restituisce memoria. Nelle sale sotterranee delle Case Romane del Celio, sculture monumentali come Torso d’acciaio, Teuta e Dea d’acciaio si inseriscono tra murature e affreschi come presenze quasi archetipiche, creando un contrappunto tra la solidità dell’antico e le superfici riflettenti dell’acciaio inox.
Accanto a queste presenze più imponenti, lavori come Inner Peace, Reflection e Harmony of Light aprono una dimensione più intima e percettiva, mentre interventi verticali quali Sonda di Luce, Getto di Luce e Sostegno di Luce guidano lo sguardo e il movimento del visitatore, costruendo un ritmo visivo che accompagna l’attraversamento degli ambienti ipogei.
Elemento centrale della ricerca di Xhixha è la materia: l’acciaio inox lucidato a specchio, talvolta affiancato dal bronzo lucidato, diventa un vero e proprio dispositivo ottico. Le superfici assorbono e restituiscono l’ambiente circostante, incorporando affreschi, murature e architetture in un sistema dinamico di immagini in continua trasformazione, dove il riflesso non è semplice restituzione del reale ma processo di amplificazione e riscrittura del visibile.
Le Case Romane del Celio come dispositivo immersivo di tempo e luce
Le Case Romane del Celio conservano ambienti sotterranei appartenenti a diverse fasi abitative tra il II e il IV secolo d.C., nati come domus imperiali e trasformati nel tempo fino all’interramento dovuto alla costruzione della basilica soprastante. Oggi questi spazi offrono un’esperienza immersiva in cui la dimensione domestica si intreccia con memoria e trasformazione, in un sistema articolato di stanze ipogee dove il tempo sembra stratificarsi e riemergere.
In questo contesto, il lavoro di Helidon Xhixha si innesta come elemento attivo: le superfici riflettenti amplificano la componente illusionistica già propria degli ambienti dipinti, moltiplicando lo spazio archeologico in forme dinamiche e instabili. Il visitatore diventa parte integrante dell’opera, perché il movimento del corpo modifica costantemente la percezione, generando un’esperienza sempre diversa e mai definitiva, in cui passato e presente coesistono e si trasformano.
Nato nel 1970 e formatosi tra Milano e Londra, Xhixha è oggi tra i principali scultori contemporanei legati all’uso dell’acciaio inossidabile. Le sue installazioni sono state presentate in contesti internazionali di rilievo, dalla Biennale di Venezia 2015 con Iceberg, riflessione sul cambiamento climatico, fino a progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Nel 2025 l’artista realizza Giubileo di Luce all’Abbazia di San Galgano (Siena), trasformando lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.
Informazioni pratiche per la visita
Lumen ex terra è visitabile alle Case Romane del Celio, presso la Basilica Santi Giovanni e Paolo, in Clivo di Scauro, 00184 Roma. La mostra, organizzata da CoopCulture, è aperta da lunedì a domenica e festivi dalle 10.00 alle 16.00, con biglietteria attiva fino a un’ora prima della chiusura. L’inaugurazione di giovedì 11 giugno 2026 alle ore 18.00 prevede ingresso libero, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire in anteprima il percorso tra luce, acciaio e stratificazioni archeologiche.
Foto: Ufficio Stampa
