Alla Tenuta Planeta Ulmo di Sambuca di Sicilia, dal 24 maggio 2026, la decima edizione di Viaggio in Sicilia presenta Falconeri di Monira Al Qadiri, installazione permanente tra geologia, mito e memoria del territorio.
Alla Tenuta Planeta Ulmo di Sambuca di Sicilia, dal 24 maggio 2026, prende forma la decima edizione di Viaggio in Sicilia, progetto di Planeta Cultura che intreccia arte contemporanea, paesaggio e memoria del territorio. Protagonista di questo nuovo capitolo è l’artista kuwaitiana Monira Al Qadiri, che presenta il progetto site-specific Geologie del tempo / Geologies of Time, esito di una residenza nomade tra Selinunte, Gibellina ed Etna.
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L’installazione, aperta al pubblico con ingresso libero e pensata come intervento permanente, si inserisce nel programma Gibellina 2026 OFF, calendario di eventi collaterali di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. In questo contesto, il progetto consolida anche la collaborazione con la Fondazione Merz, confermando la vocazione di Planeta Cultura a fare della Sicilia un laboratorio di esperienza e pensiero.

Falconeri: tra fossili, mito dei Ciclopi e paesaggio vulcanico
Selezionata da Vito Planeta, Valentina Bruschi e Beatrice Merz, Monira Al Qadiri ha attraversato l’isola nell’ottobre 2025, in pieno periodo della vendemmia, per una residenza nomade che l’ha portata da Selinunte a Enna, dal Cretto di Burri a Gibellina all’Etna, da Noto a Palermo. Il viaggio, documentato dalla fotografa Federica Jannuzzi, ha intrecciato rovine, archivi naturali e narrazioni scientifiche, fino a generare l’opera Falconeri.
L’installazione prende il nome da Palaeoloxodon falconeri, l’elefante nano che abitò la Sicilia circa 500.000 anni fa, caso estremo di nanismo insulare legato all’isolamento geografico e alla scarsità di risorse. I resti fossili rinvenuti in grotta, con i grandi crani segnati dall’ampia cavità nasale, hanno alimentato anche l’immaginario mitologico, mettendo in relazione la paleontologia con il mito dei Ciclopi e il racconto epico del paesaggio vulcanico dell’Etna.
In questo spazio ibrido tra scienza e mito si colloca Falconeri: l’artista isola il teschio dell’elefante nano e lo trasforma in una presenza scultorea autonoma e sospesa. Dopo lo studio diretto di diversi reperti, la forma fossile viene reinterpretata in marmo, materiale che rimanda alla tradizione scultorea mediterranea e alla monumentalità classica, introducendo una dimensione di permanenza che dialoga con l’idea di fossilizzazione e con la memoria stratificata dell’isola.
Monira Al Qadiri e il dialogo con lo Studiolo Ulysses
La pratica di Monira Al Qadiri, che spazia tra scultura, installazione, film e performance, è da tempo centrata sulle storie culturali della regione del Golfo e sulla cosiddetta petrocultura, tra scenari speculativi, autobiografia e cultura pop. Con Falconeri il suo sguardo si sposta dal tempo accelerato dell’estrazione contemporanea al tempo lentissimo della geologia: il fossile diventa traccia visibile di un passato remoto che riemerge come forma, mentre l’elefante nano incarna isolamento, adattamento, metamorfosi e resilienza.
L’opera è collocata in una costruzione rurale rigenerata attraverso l’arte contemporanea, una piccola corte adiacente allo Studiolo Ulysses dell’Ulmo, trasformata in installazione ambientale. Di giorno, il marmo dialoga con la luce naturale e la vegetazione; di notte, un sistema di illuminazione ne amplifica la presenza, accentuando monumentalità e carattere visionario e offrendo esperienze percettive complementari.

Falconeri entra in dialogo con lo Studiolo dedicato a Vito Planeta Sr. (1965-2023), promotore di Viaggio in Sicilia nel 2006. Tra i vigneti affacciati sul Lago Arancio, lo spazio custodisce la sua biblioteca personale nell’opera Corpo Fragile (2023) di Ignazio Mortellaro e due lavori di Claire Fontaine: un brickbat che utilizza la copertina dell’Ulisse di James Joyce e il light box On Fire (2023), scelto anche come etichetta d’artista per un nuovo Chardonnay Planeta.
Dopo la residenza del 2025, l’artista è tornata più volte in Sicilia, affascinata da una storia millenaria che fa dell’isola un ponte tra Oriente e Occidente. Con questa decima edizione, Viaggio in Sicilia conferma la sua vocazione a trasformare vigneti, cantine e paesaggi in uno spazio di produzione contemporanea, dove l’arte nasce dall’attraversamento del territorio e ne restituisce, in forma sensibile, la complessità.
Foto: Ufficio Stampa
