‘Thermal Alchemy’ di Sara Bonaventura, girato nella piscina termale Y-40 The Deep Joy, entra alla mostra Water Dream Memory a Palazzo Zorzi, sede UNESCO a Venezia, fino al 28 giugno.
L’opera video Thermal Alchemy di Sara Bonaventura, girata nella piscina termale più profonda al mondo Y-40 The Deep Joy, arriva a Venezia in occasione della 61esima Biennale. Fino al 28 giugno il lavoro è esposto nella mostra Water Dream Memory a Palazzo Zorzi, sede dell’Ufficio UNESCO, dove l’acqua diventa soglia tra presenza e scomparsa.
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Curata da Eriberto Eulisse, Water Dream Memory affronta il tema dell’acqua come elemento instabile e sfuggente, invitando a una «nuova cultura dell’acqua». Il progetto di Bonaventura porta nella città lagunare le acque salsobromoiodiche dei Colli Euganei, intrecciando archeologia, geologia e biologia in una narrazione immersiva.

Un viaggio cosmico nelle acque termali euganee
Nella residenza Challenge 11 – Re-imagining Water, Bonaventura ha esplorato le acque di Montegrotto Terme con un’opera multimediale realizzata in gran parte a Y-40 The Deep Joy. Qui l’artista ripercorre simbolicamente un viaggio cosmico dalle origini della Terra al cuore pulsante dei Colli Euganei, dove l’acqua diventa ponte tra il profondo tempo geologico e l’inconscio.
Negli Y-40 Studios la videocamera di Florian Fischer della casa di produzione Behind The Mask ha ripreso la performance subacquea dell’apneista Julie Gautier, ispirata alla figura della sacerdotessa di Reitia, antica divinità venetica delle acque e della cura. Le movenze sinuose e le vesti della performer, avvolte dalle calde acque salsobromoiodiche, richiamano i movimenti di alghe e fanghi che rendono uniche nel mondo queste sorgenti termali.
Come spiega l’artista, «ispirata alle più recenti teorie in astrobiologia che identificano le sorgenti termali primordiali come culla biochimica della vita, la narrazione ripercorre la storia del Pianeta in 15 minuti». Dai primi organismi anaerobici e aerobici nell’oceano ancestrale ai segreti dell’endosimbiosi, i cianobatteri dei fanghi Euganei diventano testimoni di un’epopea biologica ininterrotta, mentre il circuito delle acque termali è inteso come rituale di guarigione radicato nel genius loci dei Colli.

Water Dream Memory tra arte, scienza e nuova cultura dell’acqua
Presentata durante la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra include l’opera di Sara Bonaventura selezionata dal Global Network of Water Museums (WAMU+NET), iniziativa di punta dell’UNESCO-IHP. Parte del progetto S+T+ARTS Aqua Motion, l’esposizione supera le narrazioni puramente tecniche per proporre un approccio al cambiamento ambientale centrato sull’essere umano.
Attraverso installazioni e video, Water Dream Memory indaga il ruolo dell’arte contemporanea nel tradurre la memoria liquida dell’acqua in una visione profonda per il futuro. Secondo il curatore Eriberto Eulisse, le pratiche artistiche che mirano a creare maggiore consapevolezza sul valore dell’acqua e a prevenire sprechi e inquinamenti assumono oggi una dignità pari a quella di artisti e pensatori che in passato si sono confrontati con l’elemento liquido.
La mostra crea così zone di attenzione immersive, invitando il pubblico a rallentare e a percepire l’acqua non come semplice risorsa neutra, ma come materia vivente plasmata dal tempo, dalla circolazione e dalla cura. In questo contesto, il lavoro di Bonaventura, realizzato in collaborazione con il Museo del Termalismo Antico e del Territorio di Montegrotto, si configura come un invito a percepire il termalismo come abbraccio cosmico.

Y-40 The Deep Joy torna così alla Biennale con una presenza importante in uno degli eventi collaterali e con una creazione multimediale prodotta nei propri studi subacquei. Come sottolinea l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista della struttura, dopo la partecipazione alla Biennale Danza 2019 con il video AMA di Julie Gautier, questo nuovo progetto conferma l’acqua termale ospitata in Y-40 come risorsa viva, soggetto d’arte e palcoscenico in cui farla esprimere.
Foto: Ufficio Stampa
