Dal 28 maggio al 28 giugno 2026 PROSA_contemporanea a Roma ospita ‘Retouche’, personale di Sandro Bracchitta: incisioni uniche tra segno, cenere lavica, foglia d’oro e forme archetipali.

Le incisioni di Sandro Bracchitta arrivano a Roma con la personale Retouche, ospitata da PROSA_contemporanea dal 28 maggio 2026 al 28 giugno 2026. Lo spazio di Via Marin Sanudo 24 propone una selezione di opere recenti, a cura di Alberto Dambruoso e Loredana Rea, che mettono al centro il rapporto tra segno inciso, materia e memoria ancestrale.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

L’opening è previsto il 28 maggio 2026 alle ore 18.30, con ingresso negli orari della galleria dal lunedì al venerdì, dalle 16:00 alle 19:30, mentre il sabato l’accesso è su appuntamento. La mostra si inserisce nel programma di PROSA_studiolab, progetto che con PROSA_contemporanea punta a coniugare architettura, lavoro condiviso e ricerca sul confine tra arte e design.

Sandro Bracchitta, Autore – Per Pasqua Arte

Incisioni uniche tra segno, cenere vulcanica e foglia d’oro

In mostra una serie di incisioni retouchées, esemplari unici in cui l’artista interviene sulla base calcografica con floccaggi, terre, pastelli e pigmenti. Come sottolinea Alberto Dambruoso, materie, acidi, colori acrilici e pigmenti diventano gli ingredienti di una pratica in cui il segno è protagonista nel delineare una visione del mondo magica e poetica, popolata da forme archetipali come sedie, ciotole, case, barche, vulcani, rami secchi e semi.

Le opere appaiono vive e al tempo stesso drammatiche, attraversate da segni graffianti e colori squillanti che evocano squarci di luce e lingue di fuoco, portando con sé un forte senso di finitudine. Per Dambruoso l’opera d’arte, per Bracchitta, è un organismo vivente, una fonte da cui ogni spettatore può vivere un’Erlebnis, un’esperienza di immersione totale: non opere da contemplare soltanto, ma da abitare interiormente, ritrovando immagini che sembrano appartenere a una memoria remota.

LEGGI ANCHE: Mostre a Roma nel 2026: la guida aggiornata

Il “retouche” come atto di disubbidienza alla serialità

Nelle sue note l’artista definisce questi lavori come un atto di disubbidienza verso la natura seriale dell’incisione. Se la matrice è pensata per moltiplicare il segno, il retouche interviene a negarne la ripetibilità, restituendo all’opera un’aura di unicità. Il processo creativo si articola in due tempi distinti: il Tempo del Segno e delle Morsure, fase calcografica in cui il pensiero si fa solco, rigore e struttura, e il Tempo della Rimeditazione, in cui la stampa viene rimasticata tramite floccaggi, sabbia dell’Etna, pigmenti e foglia d’oro.

La cenere lavica introduce un innesto di memoria ancestrale che si lega ai simboli cardine della ricerca di Bracchitta, come il Seme, la Ciotola e la Casa. In questa fase recente il concetto di retouche si apre a una dimensione installativa e dinamica: alla stratificazione di pastelli e cenere vulcanica si aggiunge l’elemento organico della foglia di fico, mentre l’oro, simbolo di luce assoluta e sacralità, dialoga con l’oscurità minerale della cenere.

Opera di Sandro Bracchitta Casa e Seme con calcografia, acrilico, pastello e cenere vulcanica su tavola
Sandro Bracchitta, Casa e Seme, 2021 – Acrilico, pastello, cenere vulcanica su calcografia applicata su tavola, 56x98x4 cm

Materia, tempo e biografia di un incisore internazionale

Nelle parole di Loredana Rea, la sequenza di opere presentata a Roma rappresenta una nuova tappa di una ricerca costruita intorno ai linguaggi incisori, capaci di accogliere il tempo del pensare e del fare. Le incisioni retouchées diventano partiture immaginifiche sospese sulla soglia dell’infinito, dove colori, linee e forme si rincorrono in un equilibrio di accordi e dissonanze, restituendo l’istante nella sua fugacità. La materia non si limita a rappresentare il mondo, ma lo interroga, ne scava le stratificazioni silenziose fino a far emergere la soglia in cui la vita si manifesta come metamorfosi continua.

Nato a Ragusa nel 1966, Bracchitta si è formato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 1992 ha ottenuto una borsa di studio presso la Scuola Internazionale di Grafica d’Arte Il Bisonte, avviando un’intensa attività espositiva internazionale. Protagonista della grafica d’arte contemporanea, ha partecipato a Biennali e Triennali a Lubiana, Cracovia, Tallinn, Sapporo, Kanagawa e alla Guanlan International Print Biennial in Cina, ricevendo premi come il Grand Prix al Mini Print Finland, il premio del Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo, il Grand Prize alla Bangkok Triennale e il premio del pubblico alla Biennale di Trois-Rivières in Canada.

Sandro Bracchitta, Casa e Ramo, 2021 – Acrilico, pastello, cenere vulcanica su calcografia applicata su tavola, 56x98x4 cm

Nel 2011 è stato invitato alla 54ª Biennale di Venezia (Padiglione Italia/Sicilia) e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Attualmente è docente di Tecniche dell’Incisione e Calcografia Sperimentale all’Accademia di Belle Arti di Catania e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei, continuando a sviluppare una ricerca in cui il gesto artistico, anche dopo la morsura dell’acido, genera sempre nuove possibilità spaziali.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews